Il Pensiero Cattolico

16 Marzo 2026

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Chi vive la Chiesa oggi — da dentro — avverte un disagio sempre più diffuso: sembra che ciò che valeva ieri, oggi sia diventato facoltativo; che ciò che prima era peccato, oggi sia “complesso”; che la dottrina sia un peso, da sopportare solo se serve alla pastorale. In questi ultimi anni, l’errore più insidioso che si è insinuato nella vita ecclesiale non è stato la negazione formale della verità di fede, ma la sua relativizzazione attraverso la pastorale...

In ogni chiesa, convento, parrocchia o cattedrale, la liturgia è il volto quotidiano della Chiesa. È lì che i fedeli incontrano il mistero, ascoltano la Parola, ricevono i sacramenti, imparano il senso del tempo e dell’eternità. È nella liturgia che si forma il cuore del popolo cristiano, si manifesta la fede ricevuta, e si esprime — più che in ogni altra cosa — la verità o la confusione di un’epoca...

Per rimanere saldi nella fede in questo tempo difficile, occorre seguire uomini che insegnino una dottrina sicura. La dottrina non è innanzitutto un patrimonio di nozioni, ma sapienza e ricchezza di contenuti, paragonabili ad un nutrimento. [+ Video dell'incontro]

Tra i temi che hanno conosciuto le più gravi distorsioni vi è senz’altro quello del rapporto con le religioni non cristiane, affrontato nella dichiarazione conciliare Nostra Aetate (1965). Un testo breve, ma denso, che ha segnato una svolta nel modo di rapportarsi con le grandi fedi dell’umanità...

Nell’itinerario che stiamo percorrendo, stiamo rileggendo con attenzione e amore per la Chiesa i punti più delicati del Concilio Vaticano II, con lo scopo di restituire al popolo cristiano una comprensione chiara e fedele della Tradizione viva...

Le condizioni di esistenza dell’umanità evidenziano con le analisi storiche caratteri controversi nella convivenza delle società umane. Le situazioni conflittuali alternati con periodi di quiete si sono succedute inevitabilmente procurando periodi di catastrofi umanitarie e di prosperità collettive.

Il documento di riferimento è la dichiarazione Dignitatis Humanae (1965), il cui contenuto è stato spesso letto o come un’apertura al pluralismo relativista, o come una contraddizione con l’insegnamento tradizionale della Chiesa. Ma è davvero così?

Quando l’idea s’impone sulla realtà, e l’individualismo fa dà maestro al Cristianésimo, il pensiero filosòfico o teològico, político o scientífico, divèntano un gioco di ruolo o di parole, sganciato dalla verità e sottomesso al gusto o alle visioni parziali. Il Cattolicésimo ripugna questo appròccio alla realtà, sia per fedeltà alla sua natura, sia per protèggere tutti (non solo i cattòlici) da sonore illusioni...

Proseguiamo ora il nostro cammino entrando dentro uno dei nodi più discussi e spesso fraintesi del Concilio Vaticano II: la cosiddetta collegialità episcopale. Un tema apparentemente tecnico, ma che tocca la struttura stessa della Chiesa, la sua unità e la missione del Vescovo di Roma...

All’inizio del IV secolo, Costantino il Grande, divenuto unico signore del riunificato Orbis Romanus, sosteneva che l’impero avesse bisogno di una parallela unità culturale e religiosa per mantenervi la concordia e la pace. Anche per questa ragione, egli aveva promosso il Cristianesimo allo stato di religio licita, dandogli così non solo libertà di culto, ma anche riconoscimento giuridico e favori politici...

C'è una strategia antica quanto il serpente dell’Eden: non negare direttamente la verità, ma confonderla. Non opporsi frontalmente, ma diluirla. Così agisce oggi il modernismo...[]

Traduzione in italiano dell'intervista di Gaetano Masciullo a don Nicola Bux pubblicata dal giornale online The Remnant https://remnantnewspaper.com

Le coordinate, indispensabili per un giudizio sulla guerra di Gaza che serva alla sua soluzione, mi sembrano: a. La responsabilità piena e primaria di Hamas nella successione degli eventi e delle proporzioni acquisite dal conflitto.....

Ci sono riflessioni che maturano non tra i clamori delle polemiche, ma nel silenzio di un luogo appartato, dove la mente ha il tempo per pensare e il cuore lo spazio per interrogarsi. Mi trovo in un’abbazia in restauro, immersa tra i monti, circondata da campagna..[]

Chi pensa che la condanna del modernismo sia stata solo un episodio di inizio Novecento, legato a contingenze storiche, rischia di fraintendere la lungimiranza della Chiesa. Il modernismo, come modo di pensare e deformare la fede, non è mai stato confinato in una data.

Don Mario Proietti, in vista della Pentecoste, ci propone una novena allo Spirito Santo. Nell'articolo il pdf scaricabile della novena completa...

Ci sono errori che attraversano la storia sotto nomi diversi, ma con lo stesso cuore: relativizzare la verità, adattare Dio all’uomo, piegare il Vangelo alle mode. Il modernismo è uno di questi. Nacque in un tempo di grandi cambiamenti: la scienza faceva passi da gigante, la filosofia metteva in discussione le verità assolute, la cultura moderna esaltava l'autonomia della coscienza individuale. In questo contesto, alcuni pensatori cattolici cercarono di conciliare la fede con la modernità, ma finirono per piegare la fede alle categorie del mondo.

Viviamo in un tempo in cui si confondono facilmente le categorie. Si giudica dalle apparenze, si interpreta ogni gesto come una dichiarazione ideologica, si etichetta con facilità chiunque abbia uno stile diverso. In mezzo a questo rumore, occorre fermarsi e pensare.

Abbiamo tutti accolto con grande serietà l’invito a pregare per il Conclave, anche attraverso le catechesi, l’adorazione eucaristica e l’offerta; mi sembra che la risposta dello Spirito Santo ci sia stata e sia stata eloquente: sia per la rapidità del Conclave sia per i primissimi passi di Papa Leone XIV che ci sembrano assolutamente incoraggianti, per il modo in cui si è presentato, per le cose che ha detto e per le cose che sta continuando a dire.

Nel primo articolo, Mancuso prende di mira il richiamo di Papa Leone XIV al “vivere come se Dio non esistesse”, definendolo un passaggio “stonato” e troppo polarizzante. Egli invita invece a valorizzare l’“ateo pensoso”, colui che cerca Dio con onestà anche senza riconoscerlo.

Un cardinale in attesa del Conclave afferma, così registra la stampa, “comunque, prima l’uomo, poi la dottrina”. È sicuramente una formula che molti dei suoi confratelli hanno sulle labbra. ..

Generalmente, riguardo al tema del cielo o dei cieli, non facciamo differenza tra il singolare e il plurale; si tratta, infatti, di un termine duale, di origine ebraica, “shiamim”, usato nella Bibbia circa 200 volte. Dio creò il firmamento, da firmus (stabile), dividendo i cieli che stanno sopra di esso, da quelli che stanno sotto...

E’ questo il titolo provocatorio dell’ultimo libro del Cardinale Robert Sarah, prelato guineano di quasi 80 anni, ex prefetto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti che ha guidato dal 2014 al 2021. In questo titolo la provocazione sta proprio in quel punto di domanda..[]

Una accurata visione sulla realtà attuale rivela una tendenza allarmante sullo sviluppo di una società tecnocratica indice di un progresso ed una esaltazione inconsueta della scienza e della tecnologia, tendente a indebolire la consistenza etica e spirituale della civiltà umana []

Si può sostenere ad oggi che l’amministrazione Trump. abbia questo quadro culturale di riferimento (=quadro di diagnosi e/o obiettivi): ...[]

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