Il Pensiero Cattolico

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Emilio Artiglieri

Regno Sociale del Sacro Cuore

1. – L’Enciclica Quas Primas, promulgata al termine dell’Anno Santo del 1925 da Pio XI, dedicata alla regalità di Cristo e con cui venne istituita la relativa festa liturgica, ne ricostruisce la preparazione storica, facendo riferimento agli ultimi anni del secolo precedente, con queste parole: “Il regno di Cristo fu bene riconosciuto con la pia pratica di dedicare e consacrare tutte le famiglie al Sacratissimo Cuore di Gesù. E non soltanto famiglie furono consacrate, ma altresì nazioni e regni, anzi, per volere di Leone XIII, tutto il genere umano, durante l’Anno Santo 1900, fu felicemente consacrato al Divin Cuore”.

Il richiamo diretto è quindi all’Enciclica Annum Sacrum pubblicata il 25 maggio 1899 in preparazione alla consacrazione al Sacro Cuore del mondo intero fissata per l’11 giugno dello stesso anno.

Ma come si era arrivati a questa consacrazione?

Già dal 1870, durante il Concilio Vaticano I, l’instancabile apostolo del Sacro Cuore e dell’Apostolato della Preghiera, il gesuita P. Enrico Ramiére (1821 – 1877) aveva ottenuto le firme di ben 272 Padri del Concilio, alle quali si erano aggiunte quelle di 12 milioni di fedeli per ottenere la consacrazione del mondo al Cuore di Gesù.

Purtroppo, per le note vicende, il Concilio fu sospeso e anche questa iniziativa sfumò.

P. Ramiére non si perse d’animo e con l’approssimarsi del nuovo Anno Santo del 1875 (Anno Santo che sarà segnato da molte difficoltà e limiti), ricorrendo anche il secondo centenario delle apparizioni di Paray Le Monial, si rivolse di nuovo a tutti i vescovi e fece raccogliere milioni di firme per indurre Pio IX a consacrare la Chiesa e il mondo al Sacro Cuore.

Il Papa accettò, ma credette opportuno di non intervenire direttamente, incaricando la Congregazione dei riti di inviare in tutto il mondo una formula di consacrazione da lui stessa approvata, e il 16 giugno 1875 consigliò di farla recitare con grande solennità in tutte le chiese del mondo; Pio IX stesso fece la consacrazione nella Cappella Paolina.

Ma la consacrazione ufficiale di tutto il genere umano avvenne soltanto, come si è detto, con Leone XIII nel 1899.

Morto nel 1877 il P. Ramiére, subentrò nella causa Suor Maria del Divin Cuore, nata Contessa Droste Zu Vischering (1863 – 1899), tra l’altro parente del famoso Vescovo Augusto von Galen, e allora Superiora del Monastero del Buon Pastore a Porto.

Sarà beatificata da Paolo VI nel 1975.

La religiosa, già nel giugno del 1898, per ordine del Signore, aveva scritto a Leone XIII, per sollecitare la consacrazione del mondo al Cuore di Gesù, riscrivendo ancora nel mese di dicembre, e spiegando le ragioni di questa richiesta di consacrazione del mondo intero e non solo della Chiesa: “Il suo desiderio di regnare, di essere amato e glorificato è così ardente che egli vuole che Vostra Santità gli offra i cuori di tutti quelli che per il santo Battesimo gli appartengono, per facilitare loro il ritorno alla vera Chiesa: e i cuori di tutti coloro che non hanno ancora ricevuto la vita spirituale per mezzo del Santo Battesimo, ma per i quali egli ha dato la sua vita e il suo sangue e che sono ugualmente chiamati ad essere, un giorno, i figli della Santa Chiesa”.

Il primo pensiero di Leone XIII fu quello di rinviare la consacrazione all’anno 1900, come festeggiamento giubilare e omaggio a Cristo Redentore del mondo.

Ma il 1° marzo 1899, Leone XIII si ammalò gravemente e dovette subire una operazione urgente, che nonostante la difficoltà, riuscì bene.

Il Papa si rese conto di come il superamento di questo pericolo mortale fosse stato un dono di misericordia, per cui aumentò l’impegno in favore della devozione richiesta.

Fu subito dopo l’intervento chirurgico che Papa Leone XIII si decise per la consacrazione del mondo, intendendo questo atto anche come segno di ringraziamento.

Tuttavia, pur motivato, il Pontefice volle approfondire le questioni teologiche sottese; ottenute risposte rassicuranti, il 25 maggio 1899 emanò l’Enciclica Annum Sacrum, come preparazione a tale consacrazione e ne fece pervenire due esemplari a Suor Maria del Divin Cuore, che sarebbe però mancata l’8 giugno successivo, proprio alla vigilia della festa del Sacro Cuore.

L’Annum Sacrum è un documento pontificio che ha fatto storia, non solo perché è la prima Enciclica sul Sacro Cuore, ma perché lo stesso Papa Pecci vedeva nella consacrazione del mondo “il coronamento di tutti gli onori” tributati fino a quel momento al Cuore di Gesù e in questo Cuore indicava alla Chiesa e al mondo un segno di speranza e di salvezza.

Scriveva il Papa: “Quando la Chiesa nascente si trovava oppressa dal giogo dei Cesari, a un giovane Imperatore apparve in Cielo una Croce auspice e nello stesso tempo autrice della splendida vittoria che immediatamente seguì. Ecco che oggi si offre ai nostri sguardi un altro divinissimo e augurale segno: il Cuore sacratissimo di Gesù, sormontato dalla Croce e splendente, tra le fiamme, di vivissima luce. In lui sono da collocare tutte le nostre speranze: da lui dobbiamo implorare e attendere la salvezza”.

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