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SPIEGAZIONE DEL CATECHISMO; PRIME NOZIONI DI DOTTRINA CRISTIANA; 17. Che cos'è l'Inferno?


L'inferno è il patimento eterno della privazione di Dio, nostra felicità, e del fuoco, con ogni altro male senza alcun bene.

Per i paurosi e per gli increduli e gli esecrandi e gli omicidi e i fornicatori e i venefici e gl'idolatri e per tutti i mentitori, la loro parte sarà nello stagno ardente di fuoco e di zolfo, che è la seconda morte (Ap 21, 8).

Dio ci ha creati per contemplarlo, possederlo e goderlo in cielo. Egli solo, come Verità prima, Sommo Bene e Vita beata, ci può rendere pienamente felici appagando tutte le nostre brame.
Dopo la morte, nessuna cosa creata può attirare l'anima, che tende irresistibilmente a Dio, unico e infinito bene. Nell'inferno, invece, l'anima non può avere Dio, la sua visione, il suo possesso, e quindi la beatitudine che viene da Lui. L'anima ha bisogno di Dio, una necessità vitale, ma nell'inferno si sa privata di Lui per l'eternità e questa è la pena più grande ed ineffabile.

I cattivi dopo la morte saranno gettati nel fuoco, come l'erbaccia della parabola evangelica (Lc 16, 19-26). Il fuoco dell'inferno, per volontà divina, tormenta i demoni, le anime e anche i corpi dei dannati dopo la risurrezione finale. Il dannato è immerso nel fuoco, permeato e quasi immedesimato col fuoco, come noi con l'aria che respiriamo. I reprobi dell'inferno sono anche tormentati da tutti gli altri mali possibili. Privi di Dio sono privi di ogni bene e afflitti da tutti i mali, che sono la mancanza del bene dovuto.
Tra i massimi tormenti vi sono, oltre il fuoco, la disperazione, l'odio vicendevole, le pene, le umiliazioni inflitte dai demoni, l'immobilità, le tenebre.

Il fumo dei loro tormenti si alzerà nei secoli dei secoli; e non hanno riposo né giorno, né notte (Ap 14, 11); saranno tormentati giorno e notte per i secoli dei secoli (ivi, 20, 10), nel fuoco inestinguibile, dove il loro verme non muore, e il fuoco non si estingue (Mr 9, 43).

Che cosa sono i piccoli ed effimeri piaceri della colpa, in confronto della pena eterna, che ne è la punizione?

ESEMPIOSi racconta che, nell'XI secolo, mentre si cantava l'Ufficio dei defunti per il dottor Diocres, dell'Università di Parigi, alle parole: "Responde mihi: rispondimi!", dal feretro uscì una voce lugubre, che diceva: "Per giusto giudizio di Dio, sono stato accusato". Dopo una sospensione piena di paura, fu ripreso da capo il canto dell'Ufficio. Giunti nuovamente alle parole: "Responde mihi!" si ripeté la voce: "Per giusto giudizio di Dio sono stato condannato!". Parve che il cadavere si muovesse, ma dopo un attento esame se ne costatò la rigidità. L'Ufficio fu sospeso e ripreso l'indomani. Alle parole: "Responde mihi!" il cadavere si agitò, si pose a sedere e disse con voce straziante: "Per giusto giudizio di Dio sono stato condannato all'inferno!". Poi ricadde e non si mosse più. Tutti furono vivamente impressionati, ma specialmente Brunone, professore dell'Università, che abbandonò la brillante carriera, si ritirò nella solitudine, fondò l'ordine religioso dei Certosini e divenne santo, canonizzato dalla Chiesa.

E' fondamentale pregare molto per la conversione dei peccatori, perché non vadano all'inferno. Molti, infatti, come ha affermato la Madonna a Fatima, vanno all'inferno perché non c'è nessuno che preghi per loro, per la loro conversione e salvezza.

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