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  1. Oggi
  2. La Chiesa Cattolica è la società di tutti i battezzati che, vivendo sulla terra, professano la stessa fede e legge di Cristo, partecipano agli stessi sacramenti, e riconoscono i legittimi Pastori, principalmente il Romano Pontefice. Per essere membro della Chiesa è necessario esser battezzato, credere e professare la dottrina di Gesù Cristo, partecipare ai medesimi sacramenti, riconoscere il Papa e gli altri legittimi Pastori della Chiesa.Il Papa è Pastore universale della Chiesa, perché Gesù Cristo disse a san Pietro, primo Papa: "Tu sei Pietro e sopra questa pietra edificherò la mia Chiesa, e darò a te le chiavi del regno de' cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato anche in cielo, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto anche in cielo". E gli disse ancora: "Pasci i miei agnelli, pasci le mie pecorelle".Tutti coloro che non riconoscono il Romano Pontefice non appartengono alla Chiesa di Gesù Cristo. La vera Chiesa di Gesù Cristo si può facilmente distinguere da tante società o sette fondate dagli uomini, che si dicono cristiane, per quattro contrassegni. Essa è una, santa, cattolica e apostolica.Si dice "una", perché i suoi figli sono uniti nella stessa fede, nello stesso culto, nella stessa legge e nella partecipazione agli stessi sacramenti, sotto un medesimo capo visibile, il Romano Pontefice. Non possono esserci più Chiese, perché siccome vi sono un solo Dio, una sola Fede e un solo Battesimo, così non vi è, e non vi può essere che una sola vera Chiesa.Si dice "santa", perché santo è il suo capo invisibile, che è Gesù Cristo, santi sono molti suoi membri, santi sono la sua fede, la sua legge, i suoi sacramenti, e fuori di essa non vi è né vi può essere vera santità.Si dice "cattolica", che vuol dire universale, perché abbraccia i fedeli di tutti i tempi, di tutti i luoghi, di ogni età e condizione, e tutti gli uomini del mondo sono chiamati a farne parte.Si dice, inoltre, "apostolica", perché rimonta senza interruzione fino agli Apostoli; perché crede ed insegna tutto ciò che hanno creduto e insegnati gli Apostoli; e perché è guidata e governata dai loro legittimi successori.La vera Chiesa si chiama anche "romana", perché i quattro caratteri dell'unità, santità, cattolicità ed apostolicità si riscontrano solo nella Chiesa che riconosce per capo il Vescovo di Roma, successore di san Pietro.Nella Chiesa possiamo distinguere l'anima e i corpo.L'anima consiste in ciò che essa ha d'interno e spirituale, cioè la fede, la speranza, la carità, i doni della grazia e dello Spirito Santo e tutti i celesti tesori che le sono derivati pei meriti di Cristo Redentore e dei Santi.Il corpo consiste in ciò che essa ha di visibile e di esterno.Per salvarsi non basta affatto essere membro della Chiesa Cattolica, ma bisogna esserne membro vivo, cioè in grazia di Dio. Membri morti sono i fedeli che trovansi in peccato mortale. Esternamente alla Chiesa cattolica, apostolica, romana nessuno può salvarsi, come niuno poté salvarsi dal diluvio fuori dell'Arca di Noè, che era figura di questa Chiesa. Chi,trovandosi senza sua colpa, ossia in buona fede, fuori della Chiesa, avesse ricevuto il Battesimo, o ne avesse il desiderio almeno implicito; cercasse inoltre sinceramente la verità e compisse la volontà di Dio come meglio può; benché separato dal corpo della Chiesa, sarebbe unito all'anima di lei e quindi in via di salute.I membri morti della Chiesa, che non mettono in pratica i suoi insegnamenti, non si salvano, perché oltre al Battesimo ed alla Fede, occorrono le opere conformi a quest'ultima. Siamo obbligati a credere tutte le verità di fede che la Chiesa ha sempre insegnato, conformemente alla Tradizione Apostolica ed alla Sacra Scrittura, e Gesù Cristo dichiara che chi si rifiuta di credere è già condannato. Siamo altresì obbligati a fare tutto quello che la Chiesa comanda in conformità a dette verità di fede, nella cui definizione e professione la Chiesa non può sbagliare, perché gode dell'assistenza dello Spirito Santo. Quelli che rifiutano tali definizioni perdono la fede e diventano eretici. La Chiesa può essere perseguitata, ma non distrutta né perire. Ella durerà fino alla fine del mondo, perché sino alla fine del mondo Gesù Cristo sarà con lei, come ha promesso. La Chiesa cattolica è tanto perseguitata, perché fu così perseguitato anche il suo divin Fondatore, e perché riprova i vizi, combatte le passioni e condanna tutte le ingiustizie e tutti gli errori. Ogni cattolico deve avere per la Chiesa un amore illimitato, reputarsi infinitamente onorato e felice di appartenerne, e adoperarsi alla gloria e all'incremento di lei con tutti quei mezzi che sono in suo potere.
  3. Yesterday
  4. Gesù Cristo ha fondato sulla terra una società visibile che si chiama Chiesa Cattolica e tutte le persone che ne fanno parte sono in comunione tra loro. Tutta la santità della Chiesa deriva dallo Spirito Santo, il quale è l'autorità di ogni santità. La parola "Chiesa" vuol dire convocazione o adunanza di molte persone.Noi siamo stati chiamati alla Chiesa di Gesù Cristo da una grazia particolare di Dio, affinché col lume della fede e l'osservanza della divina legge gli rendiamo il debito culto e perveniamo alla vita eterna.I membri della Chiesa si trovano parte in cielo, e formano la "Chiesa Trionfante"; parte nel purgatorio, e formano la "Chiesa Purgante"; parte sulla terra, e formano la "Chiesa Militante". Queste diverse parti costituiscono una sola Chiesa ed un solo corpo, perché hanno il medesimo capo che è Gesù Cristo, il medesimo spirito che le anima e le unisce, e il medesimo fine che è la felicità eterna, la quale si gode già dagli uni e si aspetta dagli altri.Questo nono articolo del Credo si riferisce principalmente alla Chiesa Militante, che è la Chiesa nella quale noi siamo attualmente.
  5. Ultima settimana
  6. di MAIKE HICKSON per LifeSiteNews . Traduzione a cura di #IPC CC. Un cardinale tedesco ed un vescovo americano, molto noti per la loro ferma e coraggiosa difesa della fede cattolica, benediranno la Chiesa ed il mondo questa domenica [20 Gennaio 2019, ndr] con un'immagine miracolosa del Volto Santo di Gesù, che fu definita da San Padre Pio "il più grande miracolo che abbiamo". Il cardinale Gerhard Müller e l'Arcivescovo Salvatore Cordileone si recheranno infatti al [Santuario di, ndr] Manoppello, Italia, per celebrare la Santa Messa nella Basilica del Santo Volto e poi per benedire tutta la Chiesa ed il mondo con l'immagine miracolosa del volto di nostro Signore. Paul Badde - autore di diversi libri sul Volto Santo e corrispondente a Roma dell'EWTN (Global Catholic Network, televisione via cavo degli Stati Uniti, ndr) - ha intervistato il cardinale Gerhard Müller a proposito di questo evento di cui diversi siti internet stanno dando notizia - ed al quale parteciperà anche l'arcivescovo Bruno Forte, vescovo locale di Chieti-Vasto. La celebrazione inizierà con una Messa alle ore 11.00 nella Basilica e poi proseguirà con una processione e la benedizione con la reliquia del Sacro Volto. Il 20 gennaio è il tradizionale Omnis Terra Domenica, data in cui, nel 1208, Papa Innocenzo III per la prima volta benedisse la Chiesa e il mondo con questa reliquia, che si ritiene derivi dalla tomba di Nostro Signore, e che raffigura il suo volto nel momento della sua Risurrezione. In quell'anno, Innocenzo III condusse una solenne processione con il Volto Santo da San Pietro alla chiesa dell'ospedale di S. Spirito, S. Maria in Sassia. La processione fu ripetuta annualmente la seconda domenica dopo l'Epifania [per diversi secoli, ndr]. Quando il Volto Santo andò perso nel Sacco di Roma del 1527, questa tradizione cessò, per poi essere ripristinata nel 2016 dall'arcivescovo Georg Gänswein, il segretario privato del Papa emerito Benedetto XVI. Gänswein, portò in processione una copia della reliquia del Volto Santo per le strade di Roma e celebrò una messa festiva in onore di questa reliquia. Nel 2006, Papa Benedetto si recò a Manoppello, un piccolo paese di montagna in Abruzzo, per visitare il Volto Santo e quindi per onorare, come Papa, questa reliquia ancora una volta. Papa Francesco, ad oggi, non ha visitato il Volto Santo, ma vi si sono recati molti cardinali, tra cui il cardinale Joachim Meisner, il cardinale Robert Sarah e il cardinale Kurt Koch. Il vescovo responsabile di questo santuario, l'Arcivescovo Forte, ha rilasciato un'intervista a Paul Badde, in cui ha voluto fortemente sostenere l'autenticità di questa sacra reliquia. Nella sua intervista con Paul Badde, il cardinale Müller, che è stato Prefetto della Congregazione per la Dottrina, ha spiegato che lui, come vescovo e come sacerdote, si considera "un difensore della fede". "Anche se non sono più il Prefetto [del CDF]," ha detto, "la mia missione - assegnatami con la mia ordinazione in Cristo - è quella di difendere la verità dei Vangeli. (Gal 2:17). "È in questa luce che il cardinal Müller ha detto:" Pertanto, è [santo] compito del [sacerdote] benedire i fedeli con l'immagine di Cristo. La Santissima Trinità, l'Incarnazione, la Croce di Cristo e la Resurrezione sono le verità fondamentali della Fede Cristiana "."Nel mezzo delle Celebrazione," ha continuato Muller ", il sacerdote solleva il Corpo e il Sangue di Cristo, che durante la Santa Consacrazione è presente prima della Comunione come "'Agnello di Dio che toglie i peccati del il mondo "(Giovanni 1:29). " Alla luce di questi sacri doveri di un sacerdote, il cardinale Müller ha detto di vedere oggi, tuttavia, "un modo di pensare secolarizzato, diffuso anche tra le più alte autorità [ecclesiastiche ndr] ". "E' letale [per la Fede ndr] quando i vescovi si sentono più a loro agio in raccolte di fondi, in attività di diplomazia segreta, preferendo essere i beniamini dei media e confidenti politici, piuttosto che essere umili servitori della Parola (Luca 1: 2)" e "di esempio per il gregge"(Pietro 5: 3). Quando Paolo Badde ha chiesto spiegazione al cardinale tedesco del proprio coraggio esteriore di fronte alla indifferenza ed al disprezzo, il cardinale Müller ha risposto che "il disprezzo e il ridicolo, intrighi e pettegolezzi non sono caratteristiche di un vero cristiano." ha tuttavia aggiunto, "daremmo un buon esempio al mondo se seguissimo la nostra coscienza e vivessimo seguendo i comandamenti di Dio del decalogo e le beatitudini enunciate da Gesù nel discorso della montagna", ovviamente con l'aiuto della Grazia. Riflettendo su come potrebbe rinascere la Chiesa, il cardinale ha voluto sottolineare l'importanza della purificazione e della penitenza. "Vale a dire: non dobbiamo incolpare gli altri, la Chiesa, i nostri predecessori, il clero, per colpe che invece sono nostre, ma invece è nostro compito batterci il petto in segno di contrizione e pregare; ciò migliorerebbe davvero l'atmosfera all'interno della Chiesa". da https://www.lifesitenews.com/blogs/german-cardinal-and-us-bishop-to-bless-world-with-miraculous-image-of-jesus
  7. DOMANDA La liturgia in lingua volgare (es. italiano ndr) è accessibile ed aiuta a capire la gente. Come può essere una brutta cosa? RISPOSTA di Peter Kwasniewski È caratteristico del razionalismo del movimento liturgico (basato sui suoi precursori dell'Illuminismo) dare priorità alla comprensione verbale e alla comprensione della mente, (rispetto che al trasporto dell'anima verso il sacro, ndr). L'uso della lingua latina, oltre ad essere semplicemente ciò che la Chiesa occidentale ha fatto per oltre 1.500 anni, ha creato un luogo (nell'anima ndr) di culto e adorazione che incoraggia la meditazione e l'adorazione. Inoltre, la ricerca dell'obiettivo di una facile intelligibilità ha portato i riformisti a sminuire gran parte del contenuto della Messa in modo che non potesse essere "troppo difficile". Novus ordo (la Messa in uso corrente ndr)? Superficialità e noia. È così accessibile che "non riesce ad afferrare", come direbbe P.G. Wodehouse. Questo è il motivo per cui abbiamo un nuovo tipo di auto-aiuto per superare la noia con movimenti fatui come LifeTeen (un movimento nato negli stati uniti sotto il pontificato di S. Giovanni Paolo II) per "animare" il Novus Ordo. Al contrario, la Messa tradizionale in latino è ripida, scoscesa, e sublime; al fedele Essa offre il tipo di sfida che si addice alla sua dignità razionale ed al destino soprannaturale, facendogli beneficiare dell'apertura verso l'infinito, riscoprendolo nuovamente nelle preghiere e gesti secolari. Infine, nessuna persona alfabetizzata è incapace di usare un messale quotidiano, dove tutte le antifone, le preghiere e le letture possono essere trovate in lingua latina con la traduzione frontale in volgare (es. italiano), ma senza alcun tentativo di trovare una traduzione "ufficiale" dagli antichi testi latini, al fine di evitare così le interminabili battaglie su quale "stile" o "registro" del volgare dovrebbe essere usato nella liturgia. Le principali preghiere della Messa sono fisse e ripetute di settimana in settimana, quindi non è difficile seguirle, come è possibile vedere dall'esperienza di ragazzi e ragazze che fanno questo nella tradizionale Messa latina. di Peter Kwasniewski Traduzione da https://onepeterfive.com/twelve-reasons-longenecker/ di #IPC CC
  8. di Joanna Bogle* Traduzione IPC CC da https://catholicherald.co.uk/magazine/the-new-sisterhood-traditional-orders-are-booming/ Non tutti gli ordini religiosi femminili si stanno riducendo. Alcuni stanno crescendo a un ritmo sbalorditivo. Qual è il loro segreto? Le sorelle vestite di bianco e blu della Comunità di Nostra Signora di Walsingham hanno recentemente acquistato un nuovo noviziato, un fienile convertito a Dereham, nel Norfolk, su una vasta distesa di terra con un altro fienile che stanno trasformando in stanze extra per le novizie. La comunità non è grande, ma sta crescendo, e questo fa parte di una tendenza che vale la pena prendere in considerazione, anche riflettendo sul fatto che, in Inghilterra (terra oramai secolarizzata, ndr) altre comunità fiorenti come le suore domenicane di San Giuseppe a Lymington, nell'Hampshire, le sorelle di Mary Morning Star, a Grayshott, Hampshire e le Suore Francescane del Rinnovamento a Leeds, nello Yorkshire. Esse sono la prova che si sta creando una nuova direzione per gli ordini religiosi. Il loro numero è in aumento - come quelli di alcuni dei più antichi ordini contemplativi, come le suore benedettine di Santa Cecilia sull'Isola di Wight e le Tyburn Nuns di Londra. Tutti vivono una piena abitudine religiosa, cantano insieme l'Ufficio tutti i giorni, amano la Chiesa, hanno la Messa come centro della loro vita, vivono semplicemente e guardano poco o per nulla la televisione. Piuttosto che aprire le scuole, come fecero i nuovi ordini religiosi nel diciannovesimo secolo, questi nuovi ordini si stanno concentrando su famiglie che educano ed evangelizzano i giovani attraverso ritiri e una serie di attività extrascolastiche. Sono ispirati alle secolari tradizioni della vita religiosa e prendono sul serio la richiesta del Vaticano II di un autentico rinnovamento che risponda ai bisogni specifici del nostro tempo. Sono contemplativi nello spirito, energici e di buon umore. Tendono anche ad essere grandi "fan" di San Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI, appassionatamente fedeli alla Chiesa, molto ortodossi nella loro Fede e devoti al Santissimo Sacramento. Nei loro veli e nelle loro abitudini, sono molto in sintonia con gli ordini religiosi femminili presenti negli Stati Uniti, tra cui le Sorelle della vita, fondate dal cardinale John O'Connor di New York nel 1991. Di recente sono stata con queste suore presso la loro casa principale, non lontano dalla Cattedrale di San Patrizio. È un grande convento di mattoni rossi appartenente ad un precedente ordine che non ne aveva più bisogno. L'edificio ora ospita una grande comunità di suore e, in un'ala adiacente indipendente, stanze per donne incinte ed i loro bambini. Il lavoro delle sorelle consiste nel dare alle donne un rifugio, insieme con un aiuto pratico e il consiglio, in un'atmosfera di calma e amicizia. Questo progetto è stato lanciato dal Cardinale O'Connor per offrire un'alternativa all'orrore dell'aborto - e le Suore hanno conquistato un posto nel cuore di molti attraverso la loro cura amorevole e pratica. Non è un lavoro facile: ogni donna alle prese con un problema di gravidanza ha le sue preoccupazioni, la rabbia, i risentimenti e le difficoltà. Buona volontà, buon umore, tatto e pazienza sono necessari per offrire aiuto e cura - e non tutti i consigli saranno seguiti o ogni gentilezza contraccambiata. Ma molte donne restano in contatto con loro ed inviano immagini di bambini e di vite ridisegnate in una direzione positiva. Le giovani sorelle - la loro età media è ben al di sotto dei 40 anni - trasmettono calore, fede e un forte senso di scopo. Mi sentivo eccitata a stare con loro - anche se ciò significava alzarsi presto per unirsi a loro alla messa (avevano già pregato per più di un'ora). Tra i tanti ricordi brillanti del mio soggiorno c'è la vista della Reverenda madre seduta sulla soglia di casa nella rumorosa strada di New York, che chiacchiera tra una folla di giovani riuniti. Le suore sono popolari nella zona e trasudano un senso di vicinato troppo raro nelle città americane di oggi. Ma - e questo è significativo - le Sorelle della Vita hanno preso lo stile della loro consuetudine religiosa, e gran parte della loro Regola, da un vecchio ordine, le Suore Domenicane di Santa Cecilia a Nashville, nel Tennessee, una comunità molto consistente che ne fa risalire le radici fino al 1860. I domenicani di Nashville tenevano saldi i loro voti, i loro abiti religiosi e le loro idee fondatrici in un'epoca in cui molti ordini sembravano abbandonare tutto ciò che li poteva legare al loro passato. Gli entusiasmanti ordini delle nuove donne tendono a essere consapevoli - e a loro agio - dell'apprendimento dal passato. Per inciso, le suore di Nashville stanno aprendo nuovi conventi e sono ora arrivati in Gran Bretagna. C'è un gruppo di loro stabilito a Elgin in Scozia. Anche le Suore Francescane del Rinnovamento di Leeds hanno un legame con l'America. Fanno parte dei rinnovati francescani istituiti da don Benedetto Groeschel e don Andrea Apostoli a New York. Loro, come i frati francescani del Rinnovamento, cercano di condividere il modo originale e molto duro di povertà reale vissuto da San Francesco. Mentre alcune abitudini religiose stanno diventando molto frequenti, come larghe vesti grigie, un velo portato avanti con una cornice rigida. Ma, in qualche modo, sembrano tutte belle. Lavorano tra persone con vite difficili e spesso disordinate. Per usare un'espressione alla moda, evangelizzano "ai margini". Ma irradiano gioia. Nel frattempo anche le suore domenicane di San Giuseppe stanno prosperando. Sono state fondate nel 1994 nella Diocesi di Portsmouth e seguono un tradizionale stile di vita domenicano, in contemplazione e silenzio. Negli ultimi anni, mi sono unita a loro nella "John Paul Walk" (una corsa ndr) annuale per la Nuova Evangelizzazione, percorrendo 20 miglia al giorno in rotta verso Walsingham - un indimenticabile viaggio nella gloriosa campagna con preghiere, discorsi catechetici, Messa quotidiana nelle chiese antiche e cordiale cene, tutte in ottima compagnia. Le suore camminano in piena abitudine, insegnando come cantare l'ufficio domenicano. Hanno stabilito buoni legami con le parrocchie anglicane che aprono volentieri le loro porte - e cuori - ai giovani camminatori, che non sembrano mai mancare di buonumore anche con la pioggia battente o il caldo bruciante (che è più cattivo). Quando non guidano i pellegrinaggi, le suore organizzano corsi per catechisti parrocchiali - utilizzando una nuova eccellente risorsa proveniente dalla Francia, Come, Follow Me, che è molto contemplativa nello stile. Offrono anche ritiri e giornate di raccoglimento e svolgono una grande quantità di lavoro giovanile, tra cui un campo estivo per adolescenti, noto come Fanning the Flame. Mentre le Sorelle pregano nel loro convento nella New Forest, si è colpiti da un senso di atemporalità: vesti bianche, il dolce tintinnio dei rosari, voci levate nel canto. Pranzando nella stanza degli ospiti, senti risate dal loro refettorio. Ogni sera scende un silenzio pacifico che è estremamente riposante. Passando un fine settimana al convento con una giovane amica, ho capito il suo commento ponderato: "Sai, potrei essere interessata a tutto questo ..." Ho incontrato le sorelle di Mary Morning Star, nel frattempo, a St Elizabeth's Church a Richmond, nel Surrey, mentre vendevano biscotti e marmellata fatti in casa per raccogliere fondi per il loro convento perché il loro numero si sta espandendo e loro non hanno abbastanza spazio. Ancora una volta, informali e allegre nella conversazione, stile lungimirante. Dove sta portando tutto questo? Certamente la visione di suore che abbandonano ogni abito religioso e / o l'impegno a favore delle cause femministe è già molto vecchia. Rimarranno le tradizioni più nobili degli ordini più vecchi. Se gli ordini precedenti sopravvivono, sarà guardando al loro carisma originale, nella reale e corretta prospettiva di un nuovo sviluppo. Le Missionarie della Carità, fondate da Madre Teresa nel 1950, non sembrano molto nuove ora, ma sono ancora lontane dal loro centenario, ed sono un formidabile esempio di ciò che sono i nuovi ordini. Le loro abitudini in stile sari erano piuttosto rivoluzionarie all'epoca, ma appartengono alla tradizione della Chiesa di un vestito distintivo e modesto. C'è qualcosa nello stile classico, al servizio di un'era moderna, che risuona. Camminando con alcuni giovani missionari della Carità a Londra di recente, ho sperimentato la più straordinaria cortesia e cordialità ad ogni turno. La gente ci fece strada su scale e gradini, aprì le porte e ci accompagnò oltre la strada affollata. Sedendo di fronte a due delle suore in metropolitana, ho visto come loro piaceva essere lì. Recitavano tranquillamente il rosario, giravano e giravano, e un passeggero sussurrò: "Pregate per me, Sorelle", mentre un altro, più in fondo alla carrozza, tirò fuori un Santo Rosario in santa pace. I membri della Comunità di Nostra Signora di Walsingham non indossano veli, ma cappucci blu, che sollevano sui loro capelli mentre pregano per dare privacy e un senso di solitudine. Questa settimana passerò alcuni giorni con loro, insegnando loro il ricamo a punto croce. Non so quanto potròinsegnargli. Ma so che, spendendo solo un paio di giorni con loro, sarò io a beneficiarne. *Joanna Bogle è un'autrice, conduttrice e storica Traduzione IPC CC da https://catholicherald.co.uk/magazine/the-new-sisterhood-traditional-orders-are-booming/
  9. Mattatelli: “Ho esorcizzato tre donne dello spettacolo, di cui una molto famosa” Don Antonio Mattatelli è l'esorcista più giovane d'Italia ed è intervenuto nel cuore della notte di Radio2 ai microfoni di Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, i Lunatici. Suggestiva e intensa la chiacchierata con Don Mattatelli, il quale ci racconta di quella volta che un giovane ragazzo molto bello si rivolse a lui per un maleficio, non riusciva a sposarsi... “Satana esiste. Far credere che non esista è il più grande dei suoi inganni“. Don Antonio Mattatelli, l’esorcista più giovane d’Italia, è intervenuto ai microfoni di Rai Radio2. “È una creatura di Dio che si è pervertita e che odia Dio, per questo vuole pervertire anche gli altri“, dice Mattatelli parlando di Satana, “Anche se non è che Satana sia all’origine di tutto il male del mondo. Certe volte gli uomini sanno fare anche da soli. Il diavolo esiste, non è un altro Dio, è un essere spirituale di intelligente volontà perverso e pervertitore. Io, per la missione che mi ha affidato la Chiesa, esorcizzo le persone ossesse. Per fortuna non tutti tra quelli che vengono da me sono davvero posseduti. Ma più volte mi sono trovato davanti a casi veri di possessione diabolica. Alcune volte il demonio parla. Ci ho chiacchierato più volte. Il diavolo per parlare usa le corde vocali della persona che è posseduta. Tante volte la voce è diversa da quella della persona. È gutturale. Spesso capita che dalle donne esca una voce maschile. Ho visto con i miei occhi tante donne possedute parlare con la voce di un uomo“. Tra le persone che si sono rivolte a lui, anche personaggi famosi: “Ho esorcizzato tre donne, di cui una molto molto famosa. Di più, però, non posso dire. In quel mondo Satana si annida. Molti hanno la tentazione del successo facile e molte volte per averlo bisogna concedersi. Quello dello spettacolo è un mondo molto spietato. Gira droga, c’è rivalità, c’è invidia“. Un caso ha particolarmente impressionato l’esorcista Mattatelli: “C’era un giovane molto bello e preparato che si rivolse a me perché aveva ricevuto un maleficio. Non si riusciva a sposare, ogni volta che fissava la data accadeva qualcosa che lo costringeva a posticiparla. Una volta un incidente con la macchina, una volta un malore per un parente e altre cose simili. Questo giovane mi ha fatto molta compassione, perché appena ho iniziato a pregare gli si è stravolto il viso, è diventato mostruoso e ha tirato fuori una lingua lunghissima, impressionante, di mezzo metro. E ha lanciato urla che sembravano poter far cadere la sacrestia. La sofferenza della gente mi impressiona terribilmente. Io devo comunque stare attento. Una volta il demonio ha tentato di soffocarmi con la stola che portiamo noi preti sotto alla casula. La persona che stavo esorcizzando si è avventata su di me e ha tentato di strozzarmi con la stola. Per fortuna c’erano delle persone presenti che mi hanno liberato. Me la sono vista brutta“. “I malefici esistono, come esistono le maledizioni“, ha proseguito Mattarelli. “Il discorso è complesso, ci sono libri perversi, libri di magia nera, che possono portare a fare un maleficio o una maledizione“. Tanti esorcisti italiani ne sono convinti: sempre più persone si recano in Chiesa, dopo aver sperimentato soluzioni errate. Ma il diavolo non agirebbe per mezzo di modalità sempre uguali a se stesse. Dio, a volte, fungerebbe da scudo protettivo: “Se la persona è più vicina alla preghiera è più complicato che venga colpita." Fonte : Intervista su radio due.
  10. Lo Spirito Santo è la terza Persona della Santissima Trinità, Egli è Dio eterno, infinito, onnipotente, Creatore e Signore di tutte le cose, come il Padre e il Figluolo.Procede dal Padre e dal Figliuolo per via di volontà, d'ispirazione e di amore, come da un solo principio.Si dice che sono eterne tutte e tre le Persone, perché il Padre ab eterno (dall'eternità) ha generato il Figluolo; e dal Padre e dal Figluolo, sempre ab eterno, procede lo Spirito Santo. A Lui viene attribuita specialmente la santificazione delle anime, perché essa è opera d'amore, e le opere d'amore, anche se tutte e tre le divine Persone ci santificano egualmente, si attribuiscono in modo particolare allo Spirito Santo. Egli discese sopra gli Apostoli nel giorno della Pentecoste, cioè cinquanta giorni dopo la Risurrezione di Gesù Cristo, e dieci dopo la sua Ascensione. Gli Apostoli erano riuniti nel cenacolo in compagnia di Maria Vergine e degli altri discepoli, e perseveravano nell'orazione, aspettando lo Spirito Santo, che Gesù aveva loro promesso. Quando giunse a loro li confermò nella fede, li riempì di lumi, di forza, di carità e dell'abbondanza di tutti i suoi doni. Lo Spirito Santo è stato mandato per ogni anima fedele, per tutta la Chiesa che, come l'anima nel corpo, vivifica con la sua grazia ed i suoi doni; vi stabilisce il regno della verità e dell'amore; e l'assiste perché conduca sicuramente i suoi figliuoli per la via del cielo.
  11. Tommaso da Celano, nella "Vita Prima", così scrive: Nel tredicesimo anno dalla sua conversione, partì per la Siria, e mentre infuriavano aspre battaglie tra cristiani e pagani, preso con sé un compagno, non esitò a presentarsi al cospetto del Sultano (Melek-el-Kamel). Chi potrebbe descrivere la sicurezza e il coraggio con cui gli stava davanti e gli parlava, e la decisione e l’eloquenza con cui rispondeva a quelli che ingiuriavano la legge cristiana? Prima di giungere al Sultano, i suoi sicari l’afferrarono, l’insultarono, lo sferzarono, ed egli non temette nulla: né minacce, né torture, né morte; e sebbene investito dall’odio brutale di molti, eccolo accolto dal Sultano con grande onore!”L'altra testimonianza è quella di frate Illuminato, presente all'incontro tra il Santo ed il Sultano. Egli scrive: “Mentre il beato Francesco era alla corte, il sultano volle mettere alla prova la fede e la devozione che egli mostrava d’avere verso il Signore nostro crocifisso. Un giorno fece stendere nella sala delle udienze uno splendido tappeto, decorato per intero con un motivo geometrico a forma di croce, e poi disse ai presenti: ‘Si chiami ora quell’uomo che sembra essere un cristiano autentico; se per venire fino a me calpesterà con i suoi piedi questi segni di croce intessuti nel tappeto, l’accuseremo di fare ingiustizia al suo Signore; se invece si rifiuta di venire gli domanderò perché commetta questa scortesia di non venire fino a me’. Chiamato, il beato Francesco, che era pieno di Dio e da questa pienezza era bene istruito su quanto doveva fare e su quanto doveva dire, andò dritto dal Sultano. Quegli, ritenendo d’aver motivo sufficiente per rimproverare l’uomo di Dio perché aveva fatto ingiuria al suo Signore Gesù Cristo, gli disse: ‘Voi cristiani adorate la croce, come segno speciale del vostro Dio; perché dunque non hai avuto timore a calpestare questi segni della croce disegnati sul tappeto?’. Rispose il beato Francesco: ‘Dovete sapere che assieme al Signore nostro furono crocifissi anche due ladroni. Noi possediamo la vera croce del Signore e Salvatore nostro Gesù Cristo, e questa noi l’adoriamo e la circondiamo della più profonda devozione. Ora, mentre questa santa e vera croce del Signore fu consegnata a noi, a voi invece sono state lasciate le croci dei due ladroni. Ecco perché non ho avuto paura di camminare sui segni della croce dei ladroni. Tra voi non c’è nulla della santa croce.’ Il Sultano sottopose anche un’altra questione: ‘Il vostro Signore insegna nei Vangeli che voi non dovete rendere male per male, e non dovete rifiutare neppure il mantello a chi vuol togliere la tonaca. Quanto più voi cristiani non dovreste invadere le nostre terre.’ Rispose il beato Francesco: ‘Mi sembra che voi non abbiate letto tutto il Vangelo. Altrove, infatti, è detto: se il tuo occhio ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo lontano da te. E con questo ha voluto insegnarci che se anche un uomo ci fosse amico o parente, o perfino fosse a noi caro come la pupilla dell’occhio, dovremmo essere disposti a separarlo, allontanarlo, a sradicarlo da noi, se tenta di allontanarci dalla fede e dall’amore del nostro Dio. Proprio per questo i cristiani agiscono secondo giustizia quando invadono le vostre terre e vi combattono, perché voi bestemmiate il nome di Cristo e vi adoperate ad allontanare dalla religione di lui quanti più uomini potete. Se invece voleste conoscere, confessare e adorare il Creatore e Redentore del mondo, vi amerebbero come se stessi.’ Il Sultano disse: ‘Raduniamo qui i nostri savi e discutiamo della nostra e della vostra fede.’ Replicò il beato Francesco: ‘La nostra fede è superiore alla ragione e la ragione riesce persuasiva solo per chi crede. Inoltre non potrei prendere argomenti dalla Scrittura, perché loro alla Scrittura non credono. Si faccia piuttosto un fuoco con legna di bosco: io entrerò nel fuoco insieme con i vostri savi; quelli che saranno bruciati, segno che la loro fede è falsa.’ Ma subito i savi del Sultano si ritirarono, tanto che il sultano si mise a sorridere dicendo: ‘Non credo che troverei qualcuno disposto a entrare con voi nel fuoco’."Lette queste testimonianze, viene da chiederci il perché san Francesco decise di andare disarmato dal sultano. La risposta è molto semplice ma importante per capire: perché davvero san Francesco voleva convertire il sultano e sapeva benissimo che non era né sarà mai possibile alcuna conversione imposta con le armi. Ciò dimostra come anche il Poverello di Assisi era perfettamente consapevole del fatto che le crociate (così come è attestato dalla storiografia più recente) non scaturissero dal tentativo di imporre la fede con la forza, bensì dall’intenzione di ripristinare il diritto al pellegrinaggio nella Terra Santa.
  12. Earlier
  13. Il settimo articolo del Credo c'insegna che alla fine del mondo Gesù Cristo, pieno di gloria e maestà, verrà dal cielo per giudicare tutti gli uomini, buoni e cattivi, e per dare a ciascuno il premio o la pena che avrà meritato. Tutti dovremo essere giudicati, per più ragioni: 1° per la gloria di Dio; 2° per la gloria di Gesù Cristo; 3° per la gloria dei Santi; 4° per confusione dei cattivi; 5° finalmente affinché il corpo abbia con l'anima la sua sentenza di premio o di pena. Nel giudizio universale si manifesterà la gloria di Dio, perché tutti conosceranno con quanta giustizia Dio governi il mondo, sebbene ora si vedano qualche volta i buoni in afflizione e i cattivi in prosperità. Si manifesterà la gloria di Gesù Cristo, perché essendo Egli stato dagli uomini ingiustamente condannato, comparirà allora in faccia a tutto il mondo come giudice supremo di tutti. Si manifesterà la gloria dei Santi, perché molti di essi, che sono morti disprezzati dai cattivi, saranno glorificati in presenza di tutto il mondo. Nel giudizio universale la confusione dei cattivi sarà grandissima, massime per quelli che oppressero i giusti e per quelli che si studiarono in vita di essere stimati per uomini di virtù e bontà. vedendo manifestati a tutto il mondo i peccati da loro commessi, anche i più segreti.
  14. Le sette abitudini per la Santità - UNA PROPOSTA PER ..."VIVERE"... LA PAROLA! a cura di Don Mario. Carissima amica ed amico, per non lasciare in sospeso le nostre riflessioni quotidiane, questa mattina vorrei proporvi la #settima ed ultima #abitudine che conduce alla #santità. Certamente mi direte: e chi si ricorda delle altre? Vi rispondo: Bene, ed io che ci sto a fare? Ora ve le ripeto tutte: #PRIMA - appena svegli offrire la giornata al Signore, #SECONDA restare 15 minuti al giorno in silente preghiera dinanzi a Gesù, #TERZA riservarsi un congruo tempo (una decina di minuti) quotidiano da dedicare alla lettura spirituale (vita ed opere dei santi), #QUARTA partecipare alla S. Messa e ricevere l’Eucaristia sempre in stato di Grazia (cioè confessati), #QUINTA pregare l’Angelus a mezzogiorno, #SESTA recitare quotidianamente il S. Rosario. L’#ultima santa abitudine per una vita da santi è fare l’esame di coscienza serale prima di andare a letto. Ti siedi, chiedi lumi allo Spirito Santo e per vari minuti ripercorri la tua giornata alla presenza di Dio chiedendoti se ti sei comportato come un figlio di Dio a casa, sul lavoro, con gli amici. Guardi anche un settore particolare, che hai identificato con l’aiuto del tuo #direttore #spirituale, che conosce le tue necessità per migliorare e arrivare alla santità. Puoi anche dare un rapido sguardo per vedere se sei stato fedele nelle abitudini quotidiane che abbiamo discusso in questo articolo. Poi fai un atto di gratitudine per tutto ciò che di buono hai fatto e ricevuto, e un atto di contrizione per quegli aspetti nei quali hai mancato volontariamente. Se una persona guardasse #onestamente alla sua giornata, non importa quanto sia occupata (e non mi è mai sembrato di trovarmi con gente che non sia molto occupata a meno che non sia in pensione), spesso può scoprire che in genere spreca un po’ di tempo ogni giorno. Che bisogno c’è di una tazza di caffè extra quando puoi usare quel tempo per far visita al Santissimo Sacramento, quindici minuti prima di iniziare a lavorare? O la mezz’ora o molto di più spesa guardando programmi televisivi o video… È comune anche sprecare il tempo dormendo in treno o ascoltando la radio in macchina quando si potrebbe impiegare quel tempo per recitare il Rosario. E non si può leggere il giornale per dieci minuti anziché per venti lasciando spazio alla lettura spirituale? E quel pasto non potrebbe essere consumato in mezz’ora lasciando spazio per la Messa? Non dimenticare che quella mezz’ora è tempo sprecato quando alla fine della giornata avresti potuto usarla per una buona lettura spirituale, per esaminare la tua coscienza e andare a letto in tempo per recuperare le energie per le battaglie del giorno successivo. La lista continua, puoi scrivere la tua. Sii #onesto con te stesso e con Dio. Queste abitudini, se ben vissute, ci permettono di obbedire alla seconda parte del grande comandamento di amare gli altri come noi stessi. Siamo sulla terra com’è stato il Signore per servire e non per essere serviti. Questo può essere raggiunto solo insieme alla nostra trasformazione graduale in un altro Cristo attraverso la preghiera e i sacramenti. Vivendo queste sette abitudini diventeremo persone sante e #apostoliche, grazie a Dio. Siate certi che, per quanto possiamo cadere in qualcosa di grande o piccolo, avremo sempre un Padre che ci ama e ci aspetta nel Sacramento della Penitenza e l’aiuto devoto del nostro Direttore spirituale per tornare sulla retta via. BUONA GIORNATA. IL SIGNORE TI BENEDICA SEMPRE.
  15. Catechesi mensile sul Credo e le verità in cui credere, che don Nicola Bux ha tenuto nella Chiesa di San Giuseppe in Bari, Utilizzando come testo guida il "Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica". Il tema di questo incontro: La Caduta e il Peccato Per poter seguire meglio la catechesi, ci si può avvalere del Compendio del Catechismo della Chiesa cattolica http://www.vatican.va/archive/compendium_ccc/documents/archive_2005_compendium-ccc_it.html dal n. 73 al 78 CAPITOLO I IO CREDO IN DIO PADRE I SIMBOLI DELLA FEDE La Caduta 73. Come si comprende la realtà del peccato? 74. Che cos'è la caduta degli angeli? 75. In che cosa consiste il primo peccato dell'uomo? 76. Che cos'è il peccato originale? 77. Quali altre conseguenze provoca il peccato originale? 78. Dopo il primo peccato, che cosa ha fatto Dio?
  16. Il sesto articolo del Credo c'insegna che Gesù Cristo, quaranta giorni dopo la sua risurrezione, alla presenza de' suoi discepoli, ascese da se stesso al cielo, e che essendo, come Dio, eguale al Padre nella gloria, come uomo è stato innalzato sopra tutti gli Angeli e tutti i Santi, e costituito Signore di tutte le cose. Prima stette quaranta giorni sulla terra per provare, con varie apparizioni, che era veramente risorto, e per istruire sempre più e confermare gli Apostoli nelle verità della fede. E' salito al cielo per prendere possesso del sul regno meritato colla sua morte, per preparare il nostro posto di gloria e per essere nostro Mediatore ed Avvocato appresso il Padre; per mandare, infine, lo Spirito Santo a' suoi Apostoli. La Madre sua, in quanto creatura, sebbene la più degna di tutte, salì al cielo per virtù di Dio e non propria. "Siede alla destra di Dio Padre onnipotente": "siede" indica il pacifico possesso che Gesù Cristo ha della sua gloria; "alla destra di Dio Padre onnipotente" vuol dire che Egli ha il posto d'onore sopra tutte le creature.
  17. Mia cara Madre! Con che cura lei mi aveva preparata, dicendo che avrei detto non ad un uomo, ma al Buon Dio i miei peccati. Ne ero veramente convinta, così che feci la mia confessione con un grande spirito di fede e le domandai perfino se non dovevo dire a don Ducellier che l'amavo con tutto il cuore, visto che avrei parlato al Buon Dio tramite la sua persona... Bene istruita di tutto quello che dovevo dire e fare, entrai nel confessionale e mi inginocchiai; ma don Ducellier aprì la grata e non vide nessuno: ero tanto piccina che la mia testa si trovava al di sotto della tavoletta su cui si appoggiavano le mani. Allora mi disse di stare in piedi. Ubbidii subito, mi alzai, e volgendomi proprio a lui per vederlo bene in faccia, gli feci la mia confessione come una grande e ricevetti la benedizione con molta devozione, perché lei mi aveva detto che in quel momento le lacrime di Gesù Bambino avrebbero purificato la mia anima. Ricordo che la prima esortazione che mi fu rivolta fu l'invito soprattutto alla devozione della Vergine Santa, ed io mi ripromisi di raddoppiare di tenerezza per lei. Uscendo dal confessionale ero tanto contenta e leggera, che mai avevo provato una gioia così grande nell'anima mia. Dopo tornai a confessarmi per tutte le feste grandi, ed era una vera festa per me ogni volta che ci andavo. Santa Teresina di Lisieux "Poiché Gesù è risalito in Cielo, io non posso che seguirlo sulle tracce che Egli ha lasciato, tracce luminosissime, tracce profumatissime!...Non mi lancio al primo posto, ma all'ultimo; invece di farmi avanti insieme al fariseo, ripeto, piena di fiducia, l'umile preghiera del pubblicano, e soprattutto seguo l'esempio della Maddalena. La sua audacia stupefacente, o piuttosto amorosa, che incanta il Cuore di Gesù, seduce il mio. Si, lo sento, anche se avessi sulla coscienza tutti i peccati che si possono commettere, andrei, con il cuore spezzato dal pentimento, a gettarmi fra le braccia di Gesù, poiché so quanto Egli ami il figliuol prodigo che ritorna a Lui."
  18. Valerio

    IL CREDO; Capo VI; Del quinto articolo

    Il quinto articolo del Credo c'insegna che l'anima di Gesù Cristo, separata che fu dal corpo, andò al Limbo dei santi Padri, e che nel terzo giorno si unì di nuovo al corpo suo, per non separarsene mai più. Quando si dice: "Discese agli Inferi", s'intende nel Limbo dei santi Padri, cioè quel luogo dove erano trattenute le anime dei giusti aspettando la redenzione di Gesù Cristo. Le anime dei santi Padri non potettero entrare in Paradiso prima della morte del Signore, perché per il peccato di Adamo il Paradiso era chiuso, e conveniva che Nostro Signore Gesù, il quale con la sua morte lo riaprì, fosse il primo ad entrarvi. Il Cristo volle differire sino al terzo giorno la propria risurrezione per manifestare ad evidenza che era veramente risorto. La sua risurrezione non fu simile a quella degli altri uomini risuscitati, perché Egli risuscitò per propria virtù, mentre gli altri furono risuscitati per virtù di Dio.
  19. fino al
    Su Radio Maria, martedì 8 Gennaio alle ore 21.00, Don Nicola Bux* condurrà la trasmissione in ambito "Chiesa e Liturgia" in cui verrà trattato il tema "Il significato del Luogo Sacro". Sarà possibile intervenire e porre quesiti. #IPC Redazione - Claudio
  20. Valerio

    Dell'Epifania del Signore

    L'Epifania è la festa istituita per celebrare la memoria di tre grandi misteri, de' quali il primo e principale è l'adorazione de' Magi; il secondo è il Battesimo di Gesù Cristo; il terzo è il suo primo miracolo nelle nozze di Cana in Galilea. La festa dell'adorazione dei Magi, del Battesimo di Gesù Cristo e del suo primo miracolo si chiama Epifania, che vuol dire apparizione, o manifestazione, perché in questi misteri chiaramente si manifestò agli uomini la gloria di Gesù Cristo. I Magi erano personaggi ragguardevoli dell'Oriente che attendevano allo studio della sapienza. Vennero ad adorare Gesù, perché, essendo comparsa una nuova stella, conobbero per ispirazione divina essere quella indizio della nascita del re de' giudei, salvatore degli uomini. I Magi vennero ad adorare Gesù Cristo in Betlemme. Prima andarono a Gerusalemme, città capitale della Giudea, dove era il tempio santo di Dio, ed ivi seppero dai sacerdoti che il Messia doveva nascere a Betlemme, secondo le profezie. Lì, una volta usciti da Gerusalemme, li condusse la stella già da loro veduta in Oriente, che camminò avanti a loro, e non si fermò finché essi non giunsero al luogo dove era il divin Pargoletto. Ritrovato che l'ebbero, lo adorarono, e gli presentarono oro, incenso e mirra, riconoscendolo in tal maniera come vero re, vero Dio e vero uomo. Per celebrare degnamente la solennità dell'Epifania secondo la mente della Chiesa dobbiamo fare quattro cose: 1. riconoscere nella vocazione de' Magi, che furono i primi pagani chiamati alla cognizione di Gesù Cristo, le primizie della nostra vocazione alla Fede, e ringraziare il Signore d'averci fatti cristiani; 2. pregar Dio di estendere il gran dono della Fede a quelli che ne sono privi; 3. eccitarci all'amore di Gesù e risolvere di seguire prontamente le divine ispirazioni; 4. offrirgli ad esempio de' Magi qualche tributo della nostra divozione colla pratica della limosina, dell'orazione e della mortificazione cristiana.
  21. Catechesi mensile sul Credo e le verità in cui credere, che don Nicola Bux ha tenuto nella Chiesa di San Giuseppe in Bari, utilizzando come testo guida il "Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica. Il tema di questo incontro trae spunto dal primo articolo nonché la prima affermazione del Credo: Credo in un Solo Dio Padre onnipotente Creatore del Cielo e della Terra Gli argomenti trattati in questa catechesi sono : 1. Io credo in Dio Padre Onnipotente; 2. Creatore del cielo e della terra; quest'ultimo ha ulteriori tre approfondimenti: - gli angeli; - la caduta; - il peccato. questa prima parte arriva al primo dei tre approfondimenti ovvero "gli angeli" Per poter seguire meglio la catechesi, ci si può avvalere del Compendio del Catechismo della Chiesa cattolica http://www.vatican.va/archive/compendium_ccc/documents/archive_2005_compendium-ccc_it.html dal n. 36 al n. 78 « IO CREDO IN DIO, PADRE ONNIPOTENTE, CREATORE DEL CIELO E DELLA TERRA »? 36. Perché la professione di fede inizia con: «Io credo in Dio»? 37. Perché professiamo un solo Dio? 38. Con quale nome Dio si rivela? 39. Solo Dio «è»? 40. Perché è importante la rivelazione del nome di Dio? 41. In che senso Dio è la verità? 42. In qual modo Dio rivela che egli è amore? 43. Che cosa comporta credere in un solo Dio? 44. Qual è il mistero centrale della fede e della vita cristiana? 45. Il mistero della Santissima Trinità può essere conosciuto dalla sola ragione umana? 46. Che cosa Gesù Cristo ci rivela del mistero del Padre? 47. Chi è lo Spirito Santo, rivelato a noi da Gesù Cristo? 49. Come operano le tre Persone divine? 50. Che cosa significa che Dio è onnipotente? 51. Perché è importante affermare: «In principio Dio creò il cielo e la terra» (Gn 1,1)? 52. Chi ha creato il mondo? 53. Perché è stato creato il mondo? 54. Come Dio ha creato l'universo? 55. In che cosa consiste la Provvidenza divina? 56. Come l'uomo collabora con la Provvidenza divina? 57. Se Dio è onnipotente e provvidente, perché allora esiste il male? 58. Perché Dio permette il male? Il cielo e la terra 59. Che cosa ha creato Dio? 60. Chi sono gli angeli? 61. In che modo gli angeli sono presenti nella vita della Chiesa? 62. Che cosa insegna la Sacra Scrittura circa la creazione del mondo visibile? 63. Qual è il posto dell'uomo nella creazione? 64. Che tipo di legame esiste tra le cose create? 65. Che relazione c'è fra l'opera della creazione e quella della redenzione? L'uomo 66. In che senso l'uomo è creato a «immagine di Dio»? 67. Per quale fine Dio ha creato l'uomo? 68. Perché gli uomini formano un'unità? 69. Come nell'uomo l'anima e il corpo formano un'unità? 70. Chi dona l'anima all'uomo? 71. Quale relazione Dio ha posto tra l'uomo e la donna? 72. Qual era la condizione originaria dell'uomo secondo il progetto di Dio?
  22. Valerio

    IL CREDO; Capo V; Del quarto articolo

    Il quarto articolo del Credo c'insegna che Gesù Cristo, per redimere il mondo col suo Sangue prezioso, patì sotto Ponzio Pilato governatore della Giudea, e morì sulla croce, dalla quale deposto, fu seppellito.La parola "patì" esprime tutte le pene sofferte da Gesù Cristo nella sua passione. Egli patì unicamente come uomo, perchè come Dio non poteva nè patire nè morire. Quello della croce, in quei tempi, era il più crudele e ignominioso di tutti i supplizi. Ponzio Pilato, governatore della Giudea, aveva riconosciuto l'innocenza di Gesù Cristo, ma lo condannò ugualmente ad essere crocifissi, cedendo vilmente alla minacciosa insistenza del popolo di Gerusalemme.Nostro Signore avrebbe potuto liberarsi dalle mani dei giudei e di Pilato, ma conoscendo che la volontà del suo Eterno Padre era che Egli patisse e morisse per la nostra salute, vi si sottomise volontariamente, anzi andò Egli stesso incontro ai suoi nemici e si lasciò spontaneamente prendere e condurre alla morte.Gesù fu crocifisso sul monte Calvario. Sopra la croce pregò per i suoi nemici; diede per madre al discepolo san Giovanni e, in persona di lui, a noi tutti, la sua stessa madre Maria santissima: offrì la sua morte in sacrificio, e soddisfece alla giustizia di Dio per i peccati degli uomini.Se anche fosse venuto un Angelo a soddisfare per noi, non sarebbe stato sufficiente, perché l'offesa fatta a Dio per il peccato originale era, sotto un certo aspetto, infinita, e per soddisfarla si richiedeva una persona che avesse un merito infinito. Bisognava che Gesù Cristo fosse uomo per poter patire e morire, e bisognava che fosse Dio perché i suoi patimenti fossero d'un valore infinito. Era necessario che i meriti di Gesù Cristo fossero d'un valore infinito, perché la maestà di Dio, offesa col peccato, è infinita.In realtà sarebbe bastato alla nostra redenzione il minimo dei patimenti del Signore, essendo ciascun suo atto di infinito valore, ma Egli volle patir tanto per soddisfare più abbondantemente alla divina giustizia, per dimostrarci maggiormente il suo amore, e ispirarci il più grande orrore al peccato.Alla morte di Gesù si oscurò il sole, tremò la terra, si aprirono i sepolcri e molti morti risuscitarono.Il corpo di Gesù Cristo fu sepolto in un sepolcro nuovo, scavato nella pietra del monte, poco lontano dal luogo dove era stato crocifisso. Nella morte la divinità non si separò né dal corpo né dall'anima, ma solamente si separò l'anima dal corpo.Gesù Cristo è morto per tutti, ma non tutti si salvano, perché non tutti lo vogliono riconoscere, non tutti osservano la sua legge, non tutti si valgono dei mezzi di santificazione che ci ha lasciati.Per essere salvi non basta affatto che Gesù Cristo sia morto per noi, ma è necessario che siano applicati a ciascuno di noi il frutto ed i meriti della sua passione e morte, il che avviene soprattutto per mezzo dei sacramenti istituiti a questo fine dal medesimo Cristo Signore; e siccome molti o non ricevono i sacramenti o non li ricevono bene, rendono a se stessi inutile la morte di Gesù.
  23. Tra i tantissimi venerabili santi che si sono succeduti nei secoli, ve n'è uno che purtroppo, sovente, è trascurato o sottovalutato, eppure, dopo la Madonna è assolutamente il più grande. Si tratta di San Giuseppe, al quale l'Eterno Padre affidò il suo Figliuolo diletto, lo Spirito Santo la sua purissima Sposa, e Maria Vergine tutti i tesori della sua Verginità. Tali doni supremi egli ha sempre custodito e curato con incomparabile rettitudine e virtù. Il suo cuore era un braciere ardente, che si consumava nell’amore divino. Viveva intensamente la vita spirituale. Si dice che San Giovanni Evangelista fu immensamente fortunato per aver avuto la possibilità, durante l'Ultima Cena, di appoggiare il capo sul petto di Gesù ed ascoltare i divini palpiti. Che dire allora di San Giuseppe che questa fortuna l'ebbe di continuo? Quante volte Gesù, bambino o adolescente, si addormentò tra le sue braccia! Che cosa provava in quei momenti il cuore di San Giuseppe? La sua vita interiore era alimentata dalla presenza reale e visibile di Dio; viveva con Gesù, vero Dio e vero uomo; con Lui lavorava e pregava; con Lui prendeva il cibo e con Lui riposava sotto lo stesso tetto; sopra Gesù fissava lo sguardo, ne ascoltava la voce e a Lui dirigeva gli affetti del cuore. San Giuseppe era beato per tale presenza, poiché nulla c'è di più dolce; la sua vita interiore fu una continua unione con Dio. Bisogna, dunque, avere una grandissima devozione per il Santo Patriarca e tenere sempre presente il suo esempio. Così c'invita a fare proprio la Santa Vergine Maria, da cui Santa Brigida, devota di San Giuseppe, meritò di sentire queste parole in una visione celeste: "Figlia mia, sappi che il mio sposo Giuseppe fu così riservato nelle sue parole, che nessuna gliene uscì di bocca la quale non fosse buona, nessuna oziosa o di mormorarazione. Fu pazientissimo e diligentissimo nella fatica, ubbidiente, forte e costante, testimonio fedele delle meraviglie celesti. Morto alla carne ed al mondo, visse solo per Dio e per i beni celesti, e solo questi desiderava. Fu pienamente conforme alla volontà di Dio e tanto rassegnato ad essa, che sempre ripeteva: ‘Si faccia in me la volontà del Signore!’ Rare volte parlava con gli uomini, ma continuamente con Dio. Per la sua santa vita egli ora gode in Cielo grande gloria. Procura d’imitare anche tu gli esempi del mio Giuseppe, che fu un prodigio di santità."
  24. Di Filip Mazurczak. Traduzione a cura di Claudio Caforio, Redazione IPC da NC Register qui il link. Ispirati dagli insegnamenti dei SS. Giovanni Paolo II e Massimiliano Kolbe, due cattolici polacchi, hanno lanciato una nuova iniziativa su tutti i continenti, ovvero quella di portare l'adorazione eucaristica perpetua del Santissimo Sacramento avendo come intenzione quella di chiedere la Grazia della pace in tutto il mondo. L'iniziativa "Stelle nella corona di Maria, Regina della Pace" nasce dall'idea dello scultore Mariusz Drapikowski e Piotr Ciołkiewicz, presidente della Comunità Regina della Pace, un apostolato internazionale istituito nel 2008 per incoraggiare l'adorazione del Eucaristia per la pace mondiale e la riconciliazione tra i popoli. Poco dopo l’avvio dell'apostolato, i suoi ideatori hanno avuto udienza presso Sua Santità Papa Benedetto XVI, che ha dato la sua benedizione all'iniziativa. Le 12 stelle nel simbolo si riferiscono alla "corona di 12 stelle" sulla testa di Maria menzionata nel Libro dell'Apocalisse. L'ostensorio in ciascuno degli otto centri esistenti per l'adorazione perpetua si riferisce a questa immagine di Maria; Drapikowski Studio, un laboratorio gestito dal padre e dal figlio di Mariusz e Kamil Drapikowski, ha progettato tutti gli ostensori. "La nostra ispirazione per la progettazione di questi ostensori deriva dalla lettura della Sacra Scrittura e dall'esegesi di San Giovanni Paolo II e Benedetto XVI", ha detto Mariusz Drapikowski al NC Register, aggiungendo che quando Drapikowski Studio stava progettando tali ostensori, contemporaneamente ben 2000 messe in tutto il mondo venivano celebrate con questa intenzione. "Colui che porta la pace è Cristo", ha aggiunto Drapikowski. "La pace deve iniziare al livello della relazione tra l'uomo e Cristo, che incontriamo durante l'adorazione". Le otto "stelle" esistenti nella Corona di Maria, Regina della Pace, si trovano in aree che sono state devastate dal conflitto, portando l'adorazione a coloro che ne hanno particolarmente bisogno. Il primo centro fu aperto a Gerusalemme, ma da allora è stato spostato nella cappella della grotta del latte a Betlemme. Il secondo centro di adorazione perpetua per la pace fu aperto nel Santuario di Nostra Signora, Regina della Pace a Ozernoye, Kazakistan, vicino al centro geografico della massa continentale eurasiatica e al luogo delle sofferenze di molti popoli sotto Josef Stalin. Il terzo centro dell'Asia è in costruzione a Dagupan, nelle Filippine, un paese attualmente devastato dagli attacchi terroristici sponsorizzati dallo Stato islamico. L'anno scorso è stato aperto un centro di adorazione a Namyang, in Corea del Sud. Il Centro di Preghiera per la Pace di Namyang è stato aperto dopo che Drapikowski e Ciołkiewicz hanno incontrato dei pellegrini coreani a Medjugorje che facevano penitenza con l’intenzione di chiedere la riconciliazione della loro nazione. Il centro coreano ha assunto una forma più concreta dopo, quando Michał Rzepka, un polacco che vive in Corea del Sud, e la sua moglie coreana, Agnes, hanno sostenuto questa iniziativa. Diversi mesi dopo, il mondo intero fu sorpreso quando i leader della Corea del Nord iniziarono i colloqui con i loro pari grado in Corea del Sud e negli Stati Uniti. Secondo Drapikowski, padre Francis Xavier Lee Sang Gak, il custode del centro di preghiera Namyang, è convinto che la lenta apertura del Nord al mondo sia legata all'adorazione perpetua messa in moto nel 2017. Come la penisola coreana, anche l'Africa continua ad essere una terra segnata dal conflitto, e per questo i Centri africani di preghiera per la pace sono stati stabiliti in luoghi di grande sofferenza umana. Il primo è a Kibeho, in Ruanda, il sito delle apparizioni mariane negli anni '80 e il luogo in cui si sono verificati gli orrori del genocidio in Ruanda del 1994. L'altra "stella" africana si trova nella Basilica di Nostra Signora della Pace a Yamoussoukro, in Costa d'Avorio; la basilica è il più grande luogo di culto cristiano del mondo. La Costa d'Avorio era il luogo della guerra civile tra il nord, controllato dai ribelli musulmani, e il governo cristiano che ha governato il sud dal 2002 al 2007 e dal 2010 al 2011. Nel frattempo, il primo centro di preghiera europeo fu costituito nella chiesa di San Giacomo a Medjugorje, La Bosnia ed Erzegovina, che negli anni '90 era al centro della pulizia etnica fratricida che ha segnato il crollo dello stato jugoslavo. Il secondo centro europeo è stato costituito nella basilica di Niepokalanów il 1 settembre di quest'anno, in concomitanza con il 79 ° anniversario dell'invasione della Polonia da parte della Germania nazista, che portò allo scoppio della seconda guerra mondiale. Niepokalanów è appena fuori Varsavia, ed ha sofferto più di ogni altra città durante la seconda guerra mondiale, con l'85% dei suoi edifici distrutti e la maggior parte dei suoi abitanti uccisi o sfollati. Un evento che può essere descritto come un possibile miracolo è avvenuto in coincidenza con la costruzione della cappella dell'adorazione perpetua per la pace mondiale a Niepokalanów. Infatti, mentre la cappella veniva costruita, i frati chiesero all'archivista di Niepokalanów, suor Annamaria Mix, di dissotterrare i materiali d'archivio relativi all'edificio della basilica. Trovò una lettera di san Massimiliano Kolbe scritta a Nagasaki, in Giappone, nel 1934. In essa, il futuro martire scrisse: "Immagino una bella figura dell'Immacolata tra un grande altare. Dietro le sue braccia distese sullo sfondo c'è un ostensorio, in cui il Santissimo Sacramento viene costantemente mostrato. I frati lo adoreranno tutto il tempo. Coloro che guarderanno all'interno della chiesa, all'interno della "basilica", cadranno in ginocchio, adoreranno l'Eucaristia e guarderanno il volto dell'Immacolata, che insieme a Gesù lavorerà per adempiere a ciò che hanno chiesto ". Ignari della lettera di San Massimiliano, Drapikowski Studio progettò una cappella molto simile a quella che aveva immaginato quest'ultimo: Sull'altare della cappella c'è una figura di Maria con le mani tese, e sotto il suo cuore, l'Eucaristia è esposta perpetuamente per l'adorazione. Nella cappella dei Drapikowski, l'altare di Niepokalanów è fatto di oro, argento e cristallo. Una figura d'argento di Maria stessa funge da ostensorio per un Ospite luminoso. La figura sarà circondata da una corona di gigli d'argento che, insieme al sole, creerà una luce dorata. Drapikowski aggiunse che chiamare il santuario di Niepokalanów una "basilica" era una profezia di San Massimiliano, perché San Giovanni Paolo II lo elevò allo stato di una basilica decenni più tardi. "Nessuna fotografia può riprodurre la bellezza di questo luogo e la presenza di Dio, che si può sperimentare lì", ha detto al NC Register il padre francescano Andrzej Sasiak, della parrocchia di Niepokalanów. "Quando vado nella cappella, è come se Dio mi stesse toccando". Drapikowski dice che ci sono piani per aprire due centri di preghiera perpetua per la pace nelle Americhe e due in Oceania (in Australia e Papua Nuova Guinea). "Abbiamo molte testimonianze simili da molti di questi luoghi", ha detto Drapikowski dei frutti tangibili di questa adorazione perpetua internazionale per la pace. "Oltre alla svolta della politica coreana, molte guarigioni miracolose si sono verificate dopo le preghiere in questi centri". "Per me, l'adorazione è un momento in cui posso approfondire la mia relazione personale con Dio. È al centro della mia vita ", ha detto Ciołkiewicz. "L'adorazione è un momento in cui mi impegno nel dialogo con Dio. Sento che ovunque sia presente Cristo nell'Eucaristia, anche Maria è presente. Lei è la mia guida. L'adorazione è la fonte della mia pace interiore, e quindi può anche portare pace tra le persone in conflitto tra loro. L'adorazione è come un faro che invia un segnale che ci invita ad un posto sicuro in un mondo burrascoso e ostile. " Per maggiori informazioni sui centri di adorazione eucaristica http://www.reginapacis.pl/en/main-page/
  25. a cura di Don Mario Proietti. La voce nel deserto è il grido, l'annuncio di un solitario che costata che le sue parole si perdono inascoltate nelle dune. La voce che proclama una presenza e d'intorno il silenzio muto o il chiasso dei lontani. Accade ancora perché il frastuono è grande e soffoca le voci autentiche, anche quelle di chi umilmente parla nel nome del Signore. Le voci cadono nel deserto anche quando si ammassano le folle, se queste sono affette da sordità spirituale. Non si ascolta e non si riconoscono i profeti. "Chi sei tu?" - chiedono a Giovanni Battista. L'identità del profeta è riposta unicamente nella sua missione; per mandato divino egli parla e quanto proclama va accolto con la fede. Il profeta non parla di sé, non ha un messaggio proprio da proporre, né verità personali da scandire: parla la Parola di Dio, è un intermediario tra cielo e terra, tra Dio e gli uomini. Il Battista ha una missione davvero speciale: egli deve additare al mondo l'Agnello di Dio che viene a cancellare il peccato del mondo. Invita alla conversione, rifiuta le false identificazioni che alcuni fanno sulla sua persona, ribadisce che egli sta preparando la strada a colui al quale non è degno di sciogliere il legaccio del sandalo. Egli è il testimone del Cristo già presente nel mondo e che sta per iniziare la sua missione. Egli afferma che la vera adesione non deve essere rivolta alla sua persona, ma al Messia, al Salvatore del mondo. Ai nostri giorni non mancano profeti, sono pochi gli ascoltatori attenti.
  26. Claudio IPC

    CATECHISMO, LA SUA IMPORTANZA

    Il #Catechismo della Chiesa è come il #Manuale delle Giovani Marmotte: al primo dubbio va consultato immediatamente. Charlie Bunga Banyangumuka
  27. In prefigurazione della grandezza dell'Immacolata, è scritto nel Libro della Sapienza: “Io come la vite gettai profumati germogli e i miei fiori diedero frutti di gloria e di ricchezza. Io sono la madre del santo amore e del timore e della scienza e della santa speranza. In me è ogni grazia di dottrina e di verità; in me è ogni speranza di vita e di virtù. Accostatevi a me voi che mi bramate e saziatevi dei miei frutti, perché più dolce del miele è il mio ricordo, più del miele del favo il mio possesso. La mia memoria vivrà per tutto il corso della storia. Chi mangia di me avrà ancora fame e chi beve di me avrà ancora sete. Chi mi ascolta non avrà da arrossire e chi conforma la sua condotta al mio insegnamento non farà peccati; chi mi glorifica avrà la vita eterna”. Maria Santissima aveva votato a Dio il giglio della sua verginità. Quando l'arcangelo Gabriele le annunciò che sarebbe diventata Madre di Dio, ella turbata domandò come ciò fosse conciliabile con la sua verginità. Il Messaggero celeste la rassicurò dicendole che la divina maternità non avrebbe leso minimamente la verginità, che non fu guastata né prima, né durante, né dopo la nascita di Gesù, che uscì da lei così come vi era entrato, in modo miracoloso. Come un raggio di sole attraversa un cristallo purissimo di una finestra senza romperlo, né appannarlo, ma rendendolo più puro, più luminoso, più terso, la verginità di Maria, unendosi alla divina maternità, non solo non fu menomata, ma fu resa più fulgida. La Chiesa, nel Concilio Lateranense del 649 insegna che Maria fu ed è sempre vergine. La donna, quando dà la vita al bambino gli è madre, sebbene non gli dia l'anima, ma solo il corpo. L'anima è creata direttamente da Dio, ma la donna è egualmente madre del figlio, cioè di tutta la persona che nasce da lei. Da Maria Santissima è nato Gesù Cristo, che è Dio, perciò ella è veramente Madre di Dio, perché ha comunicato a Gesù il corpo umano, sebbene l'anima unita ad esso sia stata creata da Dio e il Verbo, che si unì alla natura umana nell'unità di una sola persona, sia disceso dal cielo. Per questo santa Elisabetta, ispirata dallo Spirito Santo, chiamò Maria "madre del Mio Signore", cioè di Dio, e la Chiesa ha definito contro l'eretico Nestorio: "Dio è veramente l'Emmanuele (cioè Dio con noi) e perciò la Santa Vergine Maria è genitrice (Madre) di Dio; ella infatti partorì il Verbo di Dio secondo la carne" (Conc. di Efeso, a. 431; DB 113) Il Figlio di Dio venne a noi facendosi figlio di Maria; per andare a Dio e diventare suoi figli, bisogna essere figli spirituali di Maria, seguendo la via che ha scelto il Maestro. L'eretico Nestorio insegnava che Maria Santissima è soltanto madre dell'uomo Gesù, e che si può chiamare "Theodochos" (ricettacolo di Dio), non "Theotokos" (Madre di Dio). Contro di lui fu adunato nel 431 il Concilio ecumenico di Efeso, che a nome del Papa di Roma condannò l'eresiarca. Il popolo, durante le sedute conciliari, stava fuori numerosissimo e desideroso che fosse rivendicato l'onore di Maria, calpestato da Nestorio. Il giorno della sentenza conclusiva attese fino a tarda sera. Quando uscirono i vescovi e fu annunciata la sentenza, il popolo delirante di gioia e con grandi luminarie portò trionfalmente i padri conciliari fino alle loro dimore, con canti e segni di grande gioia.
  28. La Circoncisione del Signore è la festa istituita per celebrare la memoria del sangue sparso da Gesù Cristo nei primi giorni della sua vita. La circoncisione, nella legge antica, era un rito istituito dal Signore, per contrassegnare coloro che appartenevano al popolo di Dio, e per distinguerli dalle genti infedeli. Gesù Cristo certamente non era soggetto alla legge della circoncisione, perché era fatta per i servi e per i peccatori; e Gesù Cristo è vero Figliuolo di Dio e autore della legge, ed era la medesima santità, ma ha voluto comunque essere circonciso senza esservi obbligato, perché essendosi per amore addossato i nostri peccati, volle portarne le pene e cominciare a lavarli col sangue fino dai primi giorni della sua vita. Quando Gesù Cristo fu circonciso gli venne imposto il nome di Gesù, come già l'Angelo aveva ordinato per parte di Dio alla santissima Vergine e a san Giuseppe. Il nome di Gesù significa Salvatore; e si diede al Figliuolo di Dio, perché veniva a salvarci e a liberarci dai nostri peccati. Per il nome di Gesù si deve avere grandissimo rispetto, perché questo rappresenta il nostro divin Redentore che ci ha riconciliati con Dio, e ci ha meritato alla vita eterna. Per celebrare la festa della Circoncisione secondo la mente della Chiesa dobbiamo fare quattro cose: 1. adorare Gesù Cristo, ringraziarlo ed amarlo; 2. invocare con viva fede e con rispetto il suo santissimo Nome, e porre in esso tutta la nostra confidenza; 3. praticare la circoncisione spirituale, che consiste nel togliere dal cuore il peccato ed ogni affetto disordinato; 4. consacrare a Dio tutto l'anno che incomincia, e pregarlo di darci grazia di passarlo nel suo divino servizio.
  29. Valerio

    Cominciare santamente il nuovo anno

    San Francesco di Sales, Vescovo e dottore della Chiesa, era solito trascorrere le ultime ore di ogni anno e le prime di quello successivo in fervente preghiera, operando un attento esame del suo cuore onde, egli diceva, "domandar perdono del passato e disporsi a far meglio per l’avvenire". Ugualmente raccomandava questa santa pratica ai suoi figli spirituali. Il 1° gennaio 1613 le Religiose della Visitazione cominciarono a recitare in comune le litanie del S. Nome di Gesù, e il Santo Fondatore, ordinò loro che in principio di tutte le loro lettere mettessero il sacro motto : Viva Gesù! Preghiera per iniziare il nuovo anno affidandosi al Signore Gesù Cristo ed alla Santissima Vergine Maria Madre di Dio: «O Gesù, riempite il nostro cuore del sacro bal­samo del vostro Divin Nome, affinché la soavità del suo odore si diffonda in tutti i nostri sensi e profumi tutte le nostre azioni. Ma, per rendere capace il nostro cuore di ricevere questo dolce liquore, circoncidetelo e togliete da esso tutto quello che non piace agli occhi vostri santissimi. O Nome glorioso, che la bocca del Divin Padre pronunzia da ogni eternità, siate per sempre scritto sulle anime nostre, onde, siccome voi ne siete il Salvatore, esse siano eternamente salvate. Vergine Santa, che prima fra tutte le creature umane proferiste questo Nome di salute, ispirateci il modo d’invocarlo conve­nientemente, acciocché tutto quello che è in noi goda della salute che il Vostro Parto ci ha apportato».
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