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  2. Convegno dal titolo "Fonte e culmine della vita cristiana: Storia della Santa Eucaristia" che si è tenuto Sabato 18 Gennaio 2020 in un gremitissimo Auditorium "G. Tebaldi" a San Benedetto del Tronto, organizzato dal movimento mariano "Con la gioia nel cuore"Relatori: Mons. Nicola Bux - Don Federico Bortoli. Moderatore Andrea Carradori https://youtu.be/XdC3DM-yaTM
  3. L'indulgenza è la remissione della pena temporale dovuta per i nostri peccati, già rimessi quanto alla colpa; remissione che la Chiesa accorda fuori del sacramento della Penitenza. La Chiesa ha ricevuto la facoltà di dare le indulgenze dallo stesso Gesù Cristo. La Chiesa ci rimette la pena temporale per mezzo delle indulgenze, applicandoci le soddisfazioni sovrabbondanti di Gesti Cristo, di Maria SSma, e dei Santi, le quali formano ciò che dicesi il tesoro della Chiesa. Il potere di concedere le indulgenze lo ha solo il Papa in tutta la Chiesa, e il Vescovo nella sua diocesi, secondo la facoltà concessagli dal Papa. Le indulgenze sono di due specie: l'indulgenza plenaria e l'indulgenza parziale. L' indulgenza plenaria è quella con cui ci viene rimessa tutta la pena temporale dovuta per i nostri peccati. Perciò se taluno morisse dopo aver ricevuto tale Indulgenza, andrebbe subito in Paradiso, esente affatto dalle pene del purgatorio. L'indulgenza parziale è quella con la quale ci viene rimessa soltanto una parte della pena temporale dovuta per i nostri peccati. Nel concedere le indulgenze la Chiesa intende venire in aiuto alla nostra incapacità di espiare in questo mondo tutta la pena temporale, facendoci conseguire per mezzo di opere di pietà e di carità cristiana quello che nei primi secoli procurava che si ottenesse col rigore dei canoni penitenziali. Per indulgenza di quaranta o cento giorni ovvero di sette anni e simili, s'intende la remissione di tanta pena temporale, quanta se ne sconterebbe con quaranta o cento giorni ovvero sette anni della penitenza anticamente stabilita dalla Chiesa. Delle indulgenze dobbiamo fare grandissimo conto, perché con esse si soddisfa alla giustizia di Dio e più presto e più facilmente si ottiene il possesso del cielo. Per acquistare le indulgenze si ricerca: 1. lo stato di grazia (almeno nell'ultima opera che si compie) e la mondezza anche da quelle colpe veniali, di cui vuolsi cancellare la pena; 2. l'adempimento delle opere che la Chiesa prescrive per acquistare l'indulgenza; 3. l'intenzione di acquistarla. Le indulgenze possono applicarsi anche alle anime del purgatorio, quando chi le accorda dichiari che si possono applicare ad esse. Il Giubileo, che ordinariamente si concede ogni venticinque anni, è un' indulgenza plenaria a cui sono annessi molti privilegi e particolari concessioni, come di poter ottenere l'assoluzione di alcuni peccati riservati e delle censure, e la commutazione di alcuni voti.
  4. La soddisfazione, che chiamasi anche penitenza sacramentale, è uno degli atti del penitente, col quale egli dà un qualche risarcimento alla giustizia di Dio per i peccati commessi, eseguendo quelle opere che il confessore gli impone. Il penitente è obbligato ad accettare la penitenza ingiuntagli dal confessore, se può farla; e se non può farla, deve dirlo umilmente al confessore stesso, e domandarne un'altra. Se il confessore non ha prescritto un tempo preciso per assolvere alla penitenza, essa si deve fare al più presto, e bisogna procurare di farla in stato di grazia, per intero e con devozione. La penitenza s'ingiunge perché ordinariamente, dopo l'assoluzione sacramentale che rimette la colpa e la pena eterna, resta una pena temporale da scontarsi in questo mondo o nel purgatorio. Il Signore ha voluto nel sacramento del Battesimo rimettere tutta la pena dovuta ai peccati, e non nel sacramento della Penitenza, perché i peccati dopo il Battesimo sono assai più gravi, essendo commessi con maggior cognizione e ingratitudine ai benefici di Dio, e anche perché l'obbligo di soddisfarli sia freno a non ricadere nel peccato. Noi, da noi stessi, non possiamo soddisfare a Dio; ma ben lo possiamo con l'unirci a Gesù Cristo, che col merito della sua passione e morte dà valore alle nostre azioni. La penitenza che dà il confessore normalmente non basta per scontare completamente la pena che rimane dovuta ai peccati; perciò è bene procurare di supplire con altre penitenze volontarie. Le opere di penitenza si possono ridurre a tre principalmente: alla preghiera, al digiuno, all'elemosina. Per la preghiera s'intende ogni sorta di esercizi di pietà. Per digiuno s'intende ogni sorta di mortificazione. Per limosina s'intende qualunque opera di misericordia spirituale e corporale. La penitenza che ci dà il confessore è la più meritoria, perché, essendo parte del sacramento, riceve maggior virtù dai meriti della passione di Gesù Cristo. Quelli che muoiono dopo d'avere ricevuta l'assoluzione, ma prima d'avere pienamente soddisfatto alla giustizia di Dio, non vanno subito in Paradiso, ma prima nel Purgatorio dove completano la propria purificazione. Le anime che si trovano nel purgatorio, possono essere aiutate ad elevarsi con le preghiere, con le elemosine, con tutte le altre buone opere e con le indulgenze, ma sopratutto coi santo sacrificio della Messa. Il penitente, dopo la confessione, oltre la penitenza, se ha danneggiato ingiustamente il prossimo nella roba o nell'onore, o se gli ha dato scandalo, cioè lo ha indotto nel peccato, deve per quanto gli è possibile al più presto restituirgli la roba, ripararne l'onore e rimediare allo scandalo. Si più rimediare allo scandalo che si è cagionato, facendone cessare l'occasione, ed edificando con le parole e col buon esempio quelli che abbiamo scandalizzati. Si dovrà soddisfare al prossimo, quando è stato da noi offeso, con domandargli perdono o con dargli qualche altra conveniente riparazione. Una buona confessione: 1. ci rimette i peccati commessi, e ci dà la grazia di Dio; 2. ci restituisce la pace e la quiete della coscienza; 3. ci riapre le porte del paradiso, e cambia la pena eterna dell'inferno in pena temporale; 4. ci preserva dalle ricadute e ci rende capaci del tesoro delle indulgenze.
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  6. Io credo in Dio Padre Onnipotente, Creatore del cielo e della terra, e in Gesù Cristo, suo unico Figliuolo, Nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morto e seppellito, discese all’inferno, il terzo giorno resuscitò da morte, salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente, di là ha da venire a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la Santa Chiesa Cattolica, la Comunione dei Santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita e terna. Amen. Tengo ancora fermamente per vero: 1) che nel Santissimo Sacramento dell’Eucarestia vi è veramente il Corpo, il Sangue, l’Anima e la Divinità di nostro Signore Gesù Cristo, e che nella Santa Messa si offre a Dio un vero sacrificio propiziatorio per i vivi e per i morti; 2) che il Sacramento della Penitenza è di divina istituzione, ed è necessario alla salute per tutti coloro che sono caduti in peccato mortale dopo il Battesimo; 3) che la beatissima Vergine Maria, concepita senza macchia di peccato originale, è vera Madre di Dio; 4) che il Romano Pontefice è il successore di S. Pietro, vero Vicario di Gesù Cristo, Capo di tutta la Chiesa, Pastore Supremo e Maestro infallibile di tutti i cristiani; 5) ed infine che veramente, oltre il Paradiso eterno per coloro che si salvano, v’è un Inferno eterno per i dannati, ed un Purgatorio per coloro che muoiono bensì in grazia di Dio, ma con qualche debito da soddisfare alla Divina Giustizia. Ammetto e professo, senza alcun dubbio, tutte le altre verità insegnate dalla Chiesa Cattolica, nella quale solo vi è salvezza; e perciò condanno e rigetto tutte le dottrine condannate e rigettate dalla Chiesa.
  7. Il cuore umano non ha un contorno perfetto e regolare ma ha una forma leggermente irregolare come se un piccolo pezzo mancasse di lato. Questo pezzo mancante, può benissimo simboleggiare quel pezzo che una lancia ha strappato dal Cuore di Cristo, dal Cuore Universale dell'Umanità sulla Croce, ma probabilmente rappresenta qualcosa di più. Può benissimo rappresentare che quando Dio creò ogni cuore umano, Egli conservò un piccolo pezzo in Cielo nell'Eternità e inviò il resto nel mondo del Tempo, dove ogni giorno esso avrebbe dovuto imparare la lezione che non sarà mai realmente Felice, non sarà mai nella Pace completa finché non ritornerà nell'Eternità dove ritroverà il pezzo che Dio ha conservato per lui; fino a quando non riposerà in Paradiso con il Cristo Risorto in un'eterna Pasqua. (Beato Fulton J. Sheen)
  8. Il 1mo Gennaio la Chiesa, oltre alla Solennità di Maria Santissima Madre di Dio, celebra anche quella della Circoncisione di Nostro Signore. Questa festa è istituita per celebrare la memoria del sangue sparso da Gesù Cristo nei primi giorni della sua vita. La circoncisione, nella legge antica, era un rito istituito da Dio, per contrassegnare coloro che appartenevano al Suo popolo, distinguendoli dalle genti infedeli. Gesù Cristo certamente non era soggetto alla legge della circoncisione, perché era fatta per i servi e per i peccatori; e Gesù Cristo è vero Figliuolo di Dio e autore della legge, ed era la medesima santità, ma ha voluto comunque essere circonciso senza esservi obbligato, perché essendosi per amore addossato i nostri peccati, volle portarne le pene e cominciare a lavarli col sangue fino dai primi giorni della sua vita. Quando Egli fu circonciso gli venne imposto il nome di Gesù, come già l'Angelo aveva ordinato per parte di Dio alla santissima Vergine e a san Giuseppe. Il nome di Gesù significa Salvatore; e si diede al Figliuolo di Dio, perché veniva a salvarci e a liberarci dai nostri peccati. Per il nome di Gesù si deve avere grandissimo rispetto, perché questo rappresenta il nostro divin Redentore che ci ha riconciliati con Dio, e ci ha meritato alla vita eterna. Per celebrare la festa della Circoncisione secondo la mente della Chiesa dobbiamo fare quattro cose: 1. adorare Gesù Cristo, ringraziarlo ed amarlo; 2. invocare con viva fede e con rispetto il suo santissimo Nome, e porre in esso tutta la nostra confidenza; 3. praticare la circoncisione spirituale, che consiste nel togliere dal cuore il peccato ed ogni affetto disordinato; 4. consacrare a Dio tutto l'anno che incomincia, e pregarlo di darci la grazia di passarlo nel suo divino servizio.
  9. Cardinale Sarah: "Dobbiamo ricostruire la cattedrale ... Non abbiamo bisogno di inventare una nuova Chiesa" Se Dio perde il suo posto centrale e primario, l'uomo perde il proprio posto, non trova più il suo posto nella creazione, nei suoi rapporti con gli altri. Il moderno rifiuto di Dio ci imprigiona in una nuova forma di totalitarismo: un relativismo che non ammette altro che la legge del profitto. Dobbiamo spezzare le catene che questa nuova ideologia totalitaria vuole imporci! Se l'uomo rifiuta e si taglia fuori da Dio, allora è come un fiume immenso e maestoso che, tagliato fuori dalla sua fonte, prima o poi si asciuga e scompare. Se l'uomo nega Dio e lo rifiuta, è come un albero gigante che è privato delle sue radici: morirà immediatamente. Sono convinto che questa civiltà stia vivendo la sua ora mortale. Come una volta durante il declino e la caduta di Roma, così oggi le élite non si preoccupano altro che di aumentare il lusso della loro vita quotidiana e la gente è stata anestetizzata da intrattenimenti sempre più volgari. --- Intervento di SER Robert Cardinal Sarah a Église Saint François-Xavier a Parigi, il 25 maggio 2019, poche ore dopo aver visitato la Cattedrale di Notre-Dame di Parigi. È stato originariamente pubblicato su CWR il 21 giugno 2019. --- Consentitemi innanzitutto di ringraziare il monsignor Michel Aupetit, arcivescovo di Parigi, e il curato della parrocchia di Saint François-Xavier, p. Lefèvre-Pontalis, per la loro fraterna accoglienza. Sono venuto per presentare il mio ultimo libro: The Day is Far Spent (Si fa sera e il giorno volge ormail al declino). In questo libro analizzo la profonda crisi dell'Occidente, una crisi di fede, una crisi della Chiesa, del sacerdozio, dell'identità, una crisi del significato dell'uomo e della vita umana. Discuto questo crollo spirituale e tutte le sue conseguenze. Stasera vorrei ripetere queste convinzioni che ho tenuto così profondamente, mettendole nella prospettiva di una commovente visita che ho fatto ieri. Poche ore fa ero nella cattedrale di Notre-Dame di Parigi. Mentre entravo nella chiesa eviscerata e contemplavo le sue volte in rovina, non potei fare a meno di vedere in essa un simbolo della situazione della civiltà occidentale e della Chiesa in Europa. È un fatto triste: oggi la Chiesa sembra essere avvolta dalle fiamme da tutte le parti. La vediamo devastata da una conflagrazione molto più distruttiva di quella che ha raso al suolo la cattedrale di Notre-Dame. Cos'è questo fuoco? Dobbiamo avere il coraggio di nominarlo, perché "nominare le cose in modo errato è aggiungere alla sventura del mondo". Questa fiammata, questa conflagrazione che infuria in particolare attraverso la Chiesa in Europa, è un caso di confusione intellettuale, dottrinale e morale. È il nostro codardo rifiuto di proclamare la verità su Dio e sull'uomo e di difendere e trasmettere i valori morali ed etici della tradizione cristiana. È la nostra perdita di fede e lo spirito di fede, una vista perdente dell'obiettività della fede e quindi una perdita della conoscenza di Dio. Come scrisse Giovanni Paolo II in Evangelium Vitae: Cari amici, la cattedrale di Notre-Dame aveva una guglia che era come un dito che si protendeva verso il cielo, indicandoci verso Dio. Nel cuore di Parigi, ha parlato a tutti gli uomini del significato ultimo della vita umana. In effetti questa guglia simboleggiava l'unica e unica ragione dell'esistenza della Chiesa: guidarci a Dio, indicarci verso di Lui. Una chiesa che non è rivolta a Dio è una chiesa che sta collassando, già in preda alla morte. La guglia della cattedrale di Parigi è caduta: e questa non è una coincidenza! Notre-Dame di Parigi simboleggia tutto l'Occidente, deformandosi e sgretolandosi dopo essersi allontanato da Dio. Simboleggia la grande tentazione dei cristiani occidentali: non si rivolgono più a Dio, si rivolgono verso se stessi, stanno perendo. Sono convinto che questa civiltà stia vivendo la sua ora mortale. Come una volta durante il declino e la caduta di Roma, così oggi le élite non si preoccupano altro che di aumentare il lusso della loro vita quotidiana e la gente è stata anestetizzata da intrattenimenti sempre più volgari. Come vescovo, è mio dovere avvertire l'Occidente: ecco le fiamme della barbarie minacciarti! E chi sono questi barbari? I barbari sono quelli che odiano la natura umana. I barbari sono quelli che calpestano il sacro sotto i piedi. I barbari sono coloro che disprezzano e manipolano la vita e lottano per il "potenziamento umano"! Quando un paese è pronto a lasciare morire un uomo debole e indifeso di fame e sete, marcia lungo i sentieri della barbarie! Il mondo intero guardò mentre la Francia esitava a nutrire Vincent Lambert, uno dei suoi figli più deboli. Miei cari amici, dopo questo, come può il vostro paese dare lezioni al mondo sulla / della civiltà? Quando un paese si arroga il diritto alla vita e alla morte nei confronti dei più piccoli e dei più deboli, quando un paese uccide i bambini nel grembo materno, si sta accorciando verso la barbarie! L'Occidente è accecato dalla sua brama di ricchezza! Il richiamo del denaro che il liberalismo infonde nei cuori fa addormentare le persone! Nel frattempo continua la silenziosa tragedia dell'aborto e dell'eutanasia. Nel frattempo, la pornografia e l'ideologia di genere mutilano e distruggono bambini e adolescenti. Siamo diventati così abituati alla barbarie che non ci sorprende più! Sotto la superficie dei suoi fantastici risultati scientifici e tecnologici e l'apparenza di prosperità, la civiltà occidentale è in un profondo stato di decadenza e rovina! Come la cattedrale di Notre-Dame, si sta sgretolando. Ha perso la ragione di essere: mostrare e condurre gli altri a Dio. Quando la guglia che incorona l'edificio crolla, c'è da meravigliarsi che le volte crollino sotto di esso? Voglio suonare un grido di allarme che è anche un grido di amore e compassione per l'Europa e l'Occidente: un Occidente che rinuncia alla sua fede, storia e radici cristiane è destinato al disprezzo e alla morte. Non ricorda più una bellissima cattedrale fondata sulla fede, ma una rovina insensata! Ogni civiltà umana che perde di vista Dio ha le sue basi. Una cattedrale proclama, con la sua architettura verticale, che siamo fatti per Dio. Al contrario, l'uomo separato da Dio è ridotto alla dimensione orizzontale. Se Dio perde il suo posto centrale e primario, l'uomo perde il proprio posto, non trova più il suo posto nella creazione, nei suoi rapporti con gli altri. Il moderno rifiuto di Dio ci imprigiona in una nuova forma di totalitarismo: un relativismo che non ammette altro che la legge del profitto. Dobbiamo spezzare le catene che questa nuova ideologia totalitaria vuole imporci! Se l'uomo rifiuta e si taglia fuori da Dio, allora è come un fiume immenso e maestoso che, tagliato fuori dalla sua fonte, prima o poi si asciuga e scompare. Se l'uomo nega Dio e lo rifiuta, è come un albero gigante che è privato delle sue radici: morirà immediatamente. Nicholas Berdyaev ha detto: "Dove non c'è Dio, non c'è uomo: questo è ciò che abbiamo imparato dall'esperienza. O guarda la vera natura del socialismo, ora che possiamo vedere che aspetto ha davvero. Ma una verità che si distingue e non può essere vista meno chiaramente è che non può esserci neutralità religiosa o assenza di religione: alla religione del Dio vivente si contrappone la religione di Satana, di fronte alla fede di Cristo c'è la fede dell'Anticristo . Il regno umanista neutrale che voleva stabilirsi in un ordine intermedio tra Paradiso e Inferno è in uno stato di corruzione, e vengono rivelati i due abissi, di altezza sopra e di profondità sotto. Lì si impenna contro l'Uomo-Dio, non l'uomo del regno intermedio neutrale, ma l'uomo-dio, l'uomo che si è messo al posto di Dio. I poli opposti dell'essere e del non essere sono manifesti e chiari." Rifiutare Dio la possibilità di entrare in tutti gli aspetti della vita umana porta l'uomo a condannarsi alla solitudine. Non diventa altro che un individuo isolato, senza origine o destino. È condannato a vagare per il mondo come un barbaro nomade, senza sapere di essere il figlio e l'erede di un Padre che lo ha creato innamorato e lo chiama a condividere la felicità eterna con lui. Ecco l'uomo moderno: solo, vagando in un campo di rovine. Questo è quello che ho trovato ieri quando ho visitato Notre-Dame in rovina. La crisi spirituale che descrivo coinvolge il mondo intero. Ma la sua fonte è in Europa. Il rifiuto di Dio è stato concepito nelle menti occidentali. L'attuale disastro spirituale ha quindi tratti distintamente occidentali. In particolare, vorrei sottolineare il rifiuto della paternità. I nostri contemporanei sono convinti che, per essere liberi, non si debba dipendere da nessuno. C'è un tragico errore in questo. Gli occidentali sono convinti che l'accoglienza sia contraria alla dignità delle persone umane. Ma l'uomo civilizzato è fondamentalmente un erede, riceve una storia, una cultura, una lingua, un nome, una famiglia. Questo è ciò che lo distingue dal barbaro. Rifiutare di essere iscritti in una rete di dipendenza, eredità e filiazione ci condanna a tornare nudi nella giungla di un'economia competitiva lasciata a se stessa. Questa comprensione della dipendenza e della trasmissione fu profondamente impressa nei cuori di coloro che costruirono Notre-Dame. Hanno lavorato per decenni e secoli, per i loro discendenti, in molti casi senza vedere la fine del loro lavoro per se stessi. Sapevano di essere eredi e volevano trasmettere la loro eredità. Poiché si rifiuta di riconoscersi come un erede, l'uomo è condannato all'inferno della globalizzazione liberale in cui gli interessi individuali si confrontano senza alcuna legge per governarli oltre al profitto ad ogni costo. In questo libro, tuttavia, voglio suggerire alle persone occidentali che la vera causa di questo rifiuto di rivendicare la loro eredità e questo rifiuto della paternità è il rifiuto di Dio. Vedo, nel profondo dei cuori occidentali, un profondo rifiuto della paternità creativa di Dio. Ma riceviamo la nostra natura come uomo e donna da Dio. "Dio ha creato l'uomo a sua immagine, a immagine di Dio li ha creati, l'uomo e la donna li ha creati" (Gen 1:27). Questo è intollerabile per le menti moderne. L'ideologia di genere è il rifiuto di ricevere una natura sessuale da Dio. Così alcuni in Occidente si ribellano, si ribellano e combattono contro Dio. Opponendosi a testa a testa con il Padre e il Creatore, si mutilano inutilmente per cambiare sesso. Ma in realtà non cambiano sostanzialmente nulla della loro struttura come uomo o donna. Si materializzano in modo radicale la loro opposizione ribelle e la rivolta contro Dio. La filosofia moderna e lo spirito moderno respingono e attaccano violentemente la legge naturale; ricorda ciò che disse San Giovanni: “Chiunque commette peccato è colpevole di illegalità; il peccato è illegalità ”(1 Gv 3: 4). La negazione della legge naturale è l'estremo estremo del rifiuto di Dio, l'annuncio della libertà senza limiti come valore assoluto e giustificazione per il peccato. L'ideologia di genere ne è un perfetto esempio. L'Occidente rifiuta di ricevere e accetterà solo ciò che costruisce per se stesso. Il transumanesimo è l'ultimo avatar di questo movimento. Poiché è un dono di Dio, la natura umana stessa diventa insopportabile per l'uomo occidentale. Questa rivolta è spirituale alla radice. È la rivolta di Satana contro il dono della Grazia. Fondamentalmente, credo che l'uomo occidentale rifiuta di essere salvato dalla misericordia di Dio. Rifiuta di ricevere la salvezza, volendo costruirla per se stesso. I "valori fondamentali" promossi dalle Nazioni Unite si basano su un rifiuto di Dio che paragono al giovane ricco nel Vangelo. Dio ha guardato l'Occidente e l'ha amato perché ha fatto cose meravigliose. Lo invitò ad andare oltre, ma l'Occidente tornò indietro. Preferiva il tipo di ricchezza che doveva solo a se stesso. Le grandi cattedrali occidentali potevano essere costruite solo da uomini di grande fede e grande umiltà che erano profondamente felici di sapere che erano figli di Dio. Sono come un canto di gioia, un inno alla gloria di Dio scolpito nella pietra e dipinto nel vetro. Sono opera di figli che amano e adorano il loro Padre celeste! Tutti erano contenti di scolpire nella pietra un'espressione della loro fede e amore per Dio, e non per la gloria del proprio nome. Le loro opere d'arte dovevano glorificare e lodare solo Dio. L'uomo occidentale moderno è troppo triste per realizzare tali opere d'arte. Ha scelto di essere un orfano solitario: come può cantare la gloria dell'eterno Padre da cui ha ricevuto tutto? Bene, allora cosa deve fare? Prima delle rovine di Notre-Dame, alcuni sono stati tentati di dire: Vedi, questo edificio ha servito al suo scopo. Costruiamo qualcosa di nuovo, più moderno. Costruiamo qualcosa dopo la nostra stessa immagine! Un edificio che parla non della gloria di Dio, ma della gloria dell'uomo, del potere della scienza e della modernità. Allo stesso modo, alcune persone guardano alla Chiesa cattolica e dicono: questa Chiesa ha servito al suo scopo, cambiamola, creiamo una nuova Chiesa secondo la nostra immagine. Pensano: la Chiesa non è più credibile, non sentiamo più la sua voce nei media. È troppo guastata dagli scandali della pedofilia e dell'omosessualità in mezzo al clero. Troppi membri del suo clero sono malvagi. È necessario cambiarla, reinventarla. Il celibato sacerdotale è troppo difficile per i nostri tempi: rendilo opzionale! L'insegnamento morale del Vangelo è troppo impegnativo: rendilo più facile! Diluiscilo con relativismo e lassismo. In futuro, preoccupati di più delle domande sociali. La dottrina cattolica non è adatta ai media? Cambiarlo! Adattalo alle mentalità e alle perversità morali del nostro tempo. Adottiamo la nuova etica globalista promossa dall'ONU e dall'ideologia di genere! Trasformiamo la Chiesa in una società umana e orizzontale, parliamo un linguaggio adatto ai media, rendiamola popolare! Amici miei, una Chiesa del genere non interessa a nessuno. Miei cari amici, il mondo non serve a niente per una Chiesa che non offre altro che un riflesso della propria immagine! La Chiesa è interessante solo perché ci permette di incontrare Gesù. È legittima solo perché ci trasmette l'Apocalisse. Quando la Chiesa è sovraccarica di strutture umane, ostacola la luce di Dio che splende in lei e attraverso di lei. La Chiesa dovrebbe essere come una cattedrale. Tutto in Lei dovrebbe cantare alla gloria di Dio. Deve indirizzare incessantemente il nostro sguardo verso di lui, come la guglia di Notre-Dame rivolta verso il cielo. Miei cari amici, dobbiamo ricostruire la cattedrale. Dobbiamo ricostruirlo esattamente come prima. Non abbiamo bisogno di inventare una nuova chiesa. Dobbiamo lasciarci convertire in modo che la Chiesa possa brillare ancora una volta, in modo che la Chiesa possa essere ancora una volta una cattedrale che canta la gloria di Dio e conduce gli uomini a lui. Quindi, qual è la prima cosa da fare? (1) L' Adorazione Ti dico senza esitazione: vuoi ricostruire la Chiesa? Quindi dobbiamo metterci in ginocchio! Vuoi ricostruire questa bellissima cattedrale che è la Chiesa cattolica? Mettiti in ginocchio! Una cattedrale è prima di tutto un luogo in cui gli uomini possono inginocchiarsi, una cattedrale è dove Dio è presente nel Santissimo Sacramento. Il compito più urgente è recuperare un senso di adorazione! La perdita di un senso di adorazione di Dio è la fonte di tutti i fuochi e le crisi che stanno scuotendo il mondo e la Chiesa. Abbiamo bisogno di adoratori! Il mondo sta morendo perché manca di adoratori! La Chiesa è arida per mancanza di adoratori per dissetarsi! Ci mancano le persone che cadono in ginocchio come Gesù quando si rivolge a suo Padre e a nostro Padre: “Poi si ritirò da loro a un tiro di sasso, si inginocchiò e pregò ... Padre Mio, se è possibile, lascia che questo calice passi da me , ma non quello che voglio ma quello che vuoi ”(vedere Lc 22:41; Mt 26:39; Mc 14:35). Non riscopriremo la comprensione della dignità della persona umana se non riconosciamo la trascendenza di Dio. L'uomo è grande e nobile solo quando cade in ginocchio davanti a Dio. Il grande uomo è umile e l'uomo umile è in ginocchio! Amici miei, se a volte disperiamo di fronte ai poteri di questo mondo, se a volte poggiamo le braccia davanti ai poteri di questo mondo, ricordate che nessuno ha il potere di togliervi la libertà di inginocchiarvi! Se sacerdoti empi abusano della loro autorità e ti brutalizzano per impedirti di inginocchiarti per ricevere la Santa Comunione, non perdere la calma e la serenità davanti al Signore Eucaristico. Non resistere a loro, ma piuttosto pregare per questi sacerdoti il cui comportamento bestemmia e profana colui che tengono nelle loro mani. Cerca di imitare l'umiltà di Dio e fai inginocchiare il tuo cuore, la tua volontà, la tua intelligenza, il tuo auto-amore e tutto il tuo interno. È il dominio esclusivo di Dio. Un uomo in ginocchio è più potente del mondo! È un irremovibile bastione contro l'ateismo e la follia degli uomini. Un uomo in ginocchio fa tremare Satana in tutto il suo orgoglio! Tutti voi che, agli occhi degli uomini, siete senza potere e influenza, ma che sapete inginocchiarvi davanti a Dio, non abbiate paura di coloro che vogliono intimidirvi! La tua missione è fantastica. È per "impedire al mondo di autodistruggersi"! 3 Parlo in particolare a voi che siete malati, deboli di corpo o mente, voi che soffrite di handicap, che la società trova inutili e vuole reprimere: quando pregate, quando adorate, siete grandi! Hai una dignità particolare perché assomigli in modo univoco a Cristo crocifisso! Se mi permetti l'espressione: tutta la Chiesa si inginocchia davanti a te perché porti l'immagine di Cristo, la sua presenza! Desideriamo servirti, amarti, consolarti, per favore. Desideriamo anche imparare da te. Ci predichi il Vangelo dell'adorazione nella tua sofferenza. Sei un tesoro! Una cattedrale non ha più senso se nessuno va lì per adorare, per prostrarsi davanti al volto di Dio! Una cattedrale non ha più senso se la liturgia che celebriamo lì non ha interamente lo scopo di orientarci verso Dio, verso la croce. Pertanto, la nostra cattedrale ha bisogno di sacerdoti che celebreranno la liturgia della Messa e la liturgia delle Ore in essa. Se il popolo di Dio deve adorare, allora sacerdoti e vescovi devono essere i primi adoratori. Sono chiamati a tenersi costantemente davanti allo sguardo di Dio. La loro esistenza vuole essere una preghiera senza fine, una liturgia permanente. Sono i nostri leader. Molto spesso sono vescovi e sacerdoti che trascurano l'adorazione. Pertanto, sono centrati su se stessi e sulle loro attività, preoccupati dei risultati umani del loro ministero. Non trovano tempo per Dio, perché hanno perso il senso di Dio. Dio non ha più posto nella loro vita. Miei cari amici, sono convinto che al centro della crisi della Chiesa vi sia una crisi del sacerdozio, una crisi di sacerdoti. Se la cattedrale sta crollando, è perché l'identità sacerdotale è crollata per prima. Abbiamo allontanato da loro l'identità dei sacerdoti. Li abbiamo fatti pensare che devono essere uomini d'affari, lavoratori efficienti, attivi e presenti ovunque ad ogni minuto. Ma il sacerdote è fondamentalmente una continuazione tra noi della presenza di Cristo. È essenzialmente un adoratore, un uomo che si tiene costantemente sotto lo sguardo di Dio. Non deve essere definito da ciò che fa ma da ciò che è. È ipse Christus, Cristo stesso. La scoperta di molti casi di abusi sessuali contro minori rivela una profonda crisi spirituale, una grave, profonda e tragica rottura tra il sacerdote e Cristo. Certo, ci sono fattori sociali: la crisi degli anni '60 e la sessualizzazione della società, che rimbalzano sulla Chiesa. Ma dobbiamo avere il coraggio di andare oltre. Come ha detto Benedetto XVI di recente, le radici di questa crisi sono spirituali. La ragione ultima dell'abuso o di una vita morale incompatibile con il celibato sacerdotale è la concreta assenza di Dio nella vita dei sacerdoti. Da tempo assistiamo alla diffusione di una vita sacerdotale che non è più determinata dalla fede. Ora, se c'è una vita che deve essere interamente e assolutamente determinata dalla fede, è la vita sacerdotale. In ultima analisi, la ragione dell'abuso è l'assenza di Dio. Solo dove la fede non determina più le azioni dell'uomo sono possibili tali offese. Come ci ha ricordato Benedetto XVI: "Il centro della nostra vita deve essere davvero la celebrazione quotidiana della Santa Eucaristia. Qui sono centrali le parole di consacrazione: "Questo è il mio corpo, questo è il mio sangue", il che significa che parliamo "in persona Christi". Cristo ci permette di usare il suo "io", parliamo nell'io di Cristo. Cristo ci sta "attirando in se stesso" e ci permette di essere uniti. Ci unisce al suo "io". Quindi, attraverso questa azione, il fatto che ci "attiri" a se stesso in modo che il nostro "io" si unisca al suo, realizza la permanenza, l'unicità del suo sacerdozio ... È questa unione con il suo "io" che si realizza nelle parole della consacrazione ... Pertanto, il celibato è un'anticipazione, un assaggio, reso possibile dalla grazia del Signore, che ci attira a se stesso, verso il mondo della risurrezione." Ho dedicato questo libro ai sacerdoti di tutto il mondo perché so che stanno soffrendo. Molti di loro si sentono abbandonati. Noi vescovi abbiamo una grande parte di responsabilità per la crisi del sacerdozio. Siamo stati padri per loro? Li abbiamo ascoltati, capiti e guidati? Abbiamo fatto loro un esempio? Troppo spesso le diocesi si trasformano in strutture amministrative. Ci sono così tanti incontri. Il vescovo dovrebbe essere il modello per il sacerdozio. Ma noi stessi siamo ben lungi dall'essere i più pronti a pregare in silenzio o a cantare l'Ufficio nelle nostre cattedrali. Temo che ci perdiamo in responsabilità secondarie e profane. Il posto del prete è sulla croce. Quando celebra la messa, è alla fonte di tutta la sua vita, che è la croce. Il celibato è uno dei modi concreti che ci consente di vivere questo mistero della croce nelle nostre vite. Il celibato inscrive la croce sulla nostra carne. Ecco perché il celibato è intollerabile per il mondo moderno. Il celibato sacerdotale è uno scandalo per i moderni, perché la Croce è uno scandalo. In questo libro, desidero incoraggiare i sacerdoti. Voglio dire loro: ama il tuo sacerdozio! Sii orgoglioso di essere crocifisso con Cristo! Non temere l'odio del mondo! Vorrei mostrare il mio affetto come padre e fratello per i sacerdoti di tutto il mondo! Voglio esprimere, davanti a te e con te, il mio profondo affetto per tutti i sacerdoti fedeli nel mondo! Voglio davanti a te e desidero che tu li renda omaggio! Cari amici, amate i vostri sacerdoti! Non ringraziarli per quello che fanno ma per quello che sono! Cari amici, non lasciatevi turbare dalle tendenziose indagini che descrivono la disastrosa situazione del clero irresponsabile, le cui vite interiori sono malate, che sono persino al centro del governo della Chiesa. Resta sereno e confidente come la Vergine e San Giovanni ai piedi della Croce. Sacerdoti, vescovi e cardinali immorali non possono offuscare la brillante testimonianza di oltre quattrocentomila sacerdoti in tutto il mondo che ogni giorno servono il Signore con fede, santità, gioia e umiltà! Dobbiamo essere realistici e concreti. Sì, ci sono peccatori. Sì, ci sono sacerdoti infedeli, vescovi e persino cardinali che non osservano la castità. Ma anche, e anche questo è molto grave, non riescono a mantenere la vera dottrina! Il peccato non dovrebbe sorprenderci. D'altra parte, dobbiamo avere il coraggio di chiamarlo per nome. Non dobbiamo aver paura di riscoprire i metodi del combattimento spirituale: preghiera, penitenza e digiuno. Dobbiamo avere la lungimiranza per punire l'infedeltà. Dobbiamo trovare i mezzi concreti per prevenirlo. Credo che senza una vita di preghiera comune, senza un minimo di vita fraterna comune tra sacerdoti, la fedeltà sia un'illusione. Dobbiamo guardare al modello degli Atti degli Apostoli. Voglio ripetere a voi sacerdoti e religiosi che sono nascosti e dimenticati, voi che la società spesso disprezza, voi che siete fedeli alle promesse della vostra ordinazione, fate tremare i poteri di questo mondo! Ricordate loro che nulla può resistere alla forza presente nel dono della vostra vita per la verità. Ricordate loro la presenza vitale e indispensabile di Dio per il futuro dell'umanità. La tua presenza è intollerabile per il principe delle bugie. Senza di te, cari fratelli sacerdoti e consacrati, l'umanità sarebbe meno grande, meno radiosa e meno bella! Senza di te le nostre cattedrali sarebbero edifici inutili senza vita! Sei il bastione vivente della verità perché hai deciso di amare fino alla croce. Cari fratelli sacerdoti, cari fratelli e sorelle religiosi, l'esperienza della croce è l'esperienza della verità della nostra vita! L'uomo o il chierico che proclama la verità di Dio inevitabilmente si arrampica sulla croce. Sperimenterà la passione, la crocifissione e la morte della Croce. Tutti i cristiani, e in particolare i sacerdoti, sono costantemente sulla Croce in modo che attraverso la loro testimonianza la verità possa evadere e le bugie vengano distrutte. In modo straordinario, portiamo sempre e ovunque sui nostri corpi le sofferenze e la morte di Gesù, in modo che la vita di Gesù possa manifestarsi nei nostri corpi (vedere 2 Cor 4:10). Spesso sento dire che il celibato sacerdotale è solo una questione di disciplina storica. Credo fermamente che questo sia falso. Come abbiamo detto sopra, il celibato rivela l'essenza stessa del sacerdozio cristiano, vale a dire la configurazione perfetta e l'identificazione totale del sacerdote con Cristo, sommo sacerdote della Nuova Alleanza e delle cose buone a venire (Eb 9:11). In questo senso, il sacerdote non è solo un alter Christus, un altro Cristo, è veramente ipse Christus, Cristo stesso. Per consacrazione eucaristica, è totalmente configurato a Cristo, per così dire "transustanziato", trasformato, cambiato in Cristo. E poiché Cristo e gli Apostoli hanno vissuto in perfetta castità e celibato come un segno del loro dono totale e assoluto al Padre, è quindi fondamentale anche oggi vedere il celibato come una necessità vitale per la Chiesa. Parlarne come una realtà secondaria fa male a tutti i sacerdoti del mondo! Sono profondamente convinto che la relativizzazione della legge del celibato sacerdotale ridurrà il sacerdozio a una semplice funzione. Ma il sacerdozio non è una funzione ma uno stato. Essere sacerdote non è prima di tutto fare qualcosa, ma essere qualcosa. Deve essere Cristo; deve essere l'estensione della presenza di Cristo tra gli uomini. Cristo è veramente il coniuge della Chiesa. Amava la Chiesa e si abbandonava a lei “per renderla santa purificandola con il lavaggio dell'acqua con la parola, in modo da presentare a sé la chiesa nello splendore, senza macchia o rughe o qualcosa del genere —Sì, affinché sia santa e senza imperfezioni ”(Ep 5, 25-27). Il sacerdote da parte sua si dà come Cristo è stato dato per tutta la Chiesa. Il celibato manifesta questo dono ed è il suo segno concreto e vitale. Il celibato è il sigillo della croce sulla nostra vita sacerdotale! È il grido dell'anima sacerdotale che proclama il suo amore per il Padre e il suo dono totale di sé alla Chiesa! Il desiderio di relativizzare il celibato porta a disprezzare questo dono radicale che tanti sacerdoti fedeli hanno vissuto dal giorno della loro ordinazione. Voglio urlare con così tanti miei compagni sacerdoti la mia profonda sofferenza di fronte a questo disprezzo per il celibato sacerdotale! Naturalmente, non ci può essere la debolezza in questo settore. Ma chi cade alza subito e persegue la sua strada seguire Cristo con maggiore fedeltà e determinazione. (2) I pilastri: La Dottrina cattolica E poi, cari amici, che cosa fa il nostro bisogno cattedrale? Ha bisogno di solidi pilastri per sostenere le volte. Quali sono questi pilastri? Che fondazione è necessaria per supportare la snellezza graziosa del gotico Rib-volte? La dottrina cattolica che abbiamo ricevuto dagli apostoli è l'unico fondamento solido che possiamo trovare. Se ognuno difende la propria opinione, ipotesi teologiche, novità o un approccio pastorale che contraddice le esigenze del Vangelo e del Magistero perenne della Chiesa, allora la divisione si diffonderà ovunque. Sono ferito quando vedo tanti pastori vendere la dottrina cattolica e seminare divisione tra i fedeli. Dobbiamo al popolo cristiano un insegnamento chiaro, fermo e stabile. Come possiamo permettere ai vescovi e alle conferenze episcopali di contraddirsi l'un l'altro? Dove regna la confusione, Dio non può dimorare! Perché Dio è luce e verità. L'unità di fede assume l'unità del magistero attraverso lo spazio e il tempo. Quando ci troviamo di fronte a un nuovo insegnamento, questo deve sempre essere interpretato in continuità con l'insegnamento precedente. Se introduciamo rotture e rivoluzioni, distruggiamo l'unità che governa la santa Chiesa attraverso i secoli. Ciò non significa che siamo condannati a un fissismo teologico. Ma ogni evoluzione deve portare a una migliore comprensione e approfondimento del passato. L'ermeneutica della riforma nella continuità che Benedetto XVI ha insegnato così chiaramente è una condizione sine qua non dell'unità. Coloro che proclamano a gran voce il cambiamento e la rottura sono falsi profeti! Non stanno cercando il bene del gregge. Sono mercenari lasciati entrare dall'inganno nell'ovile! La nostra unità è forgiata attorno alla verità della dottrina cattolica e dell'insegnamento morale della Chiesa. Non ci sono altri mezzi. Cercare di ottenere l'approvazione dei media al prezzo della verità è fare il lavoro di Giuda! Non avere paura! Quale dono più grande c'è per l'umanità della verità del Vangelo? Quale tesoro più prezioso della luce del Vangelo e della Sapienza di Dio, che è Gesù Cristo (1 Cor 1, 24)? Alcuni cristiani sembrano voler privarsi di questa luce e saggezza. Si limitano a guardare il mondo con occhi secolari. Perché? È il desiderio di essere accettato dal mondo? Il desiderio di essere come il mondo? Mi chiedo se, in fondo, questo atteggiamento maschera un timoroso rifiuto di ascoltare ciò che Gesù stesso ci ha detto: "Sei il sale della terra, sei la luce del mondo". Che onore, ma anche che responsabilità! Che dovere! Rinunciare al sale della terra significa condannare il mondo a rimanere insipido e insipido. Rinunciare all'essere la luce del mondo significa condannarlo all'oscurità e abbandonarlo all'ombra della sua ribellione contro Dio! Non dobbiamo permettere che ciò accada! Anzi, rivolgiamoci al mondo: per portargli l'unica luce che non inganna. Quando la Chiesa si gira verso il mondo, questo non può comportare che nasconda lo scandalo della Croce, ma solo che lo rende nuovamente accessibile nella sua nuda realtà. Cari amici, sono stato profondamente commosso spiritualmente da una fotografia pubblicata il giorno dopo l'incendio a Notre-Dame di Parigi. Nella foto è visibile l'interno della chiesa, ammucchiato da detriti e ancora fumante. Ma sopra questi cumuli di pietre frantumate, la croce luminosa installata dal cardinale Lustiger è ancora in piedi! "Stat Crux, dum volvitur orbis - la Croce sta mentre il mondo gira". Il mondo gira e cade, solo la Croce rimane stabile e ci mostra la via della salvezza. Rimane solo la verità della Croce, la verità della dottrina cattolica. Se voltarsi verso il mondo significa voltarsi dalla Croce, ciò non porterà a un rinnovamento ma alla morte! Tra molti cristiani c'è la paura e la ripugnanza di testimoniare la fede o di portare la luce del Vangelo nel mondo. La nostra fede è diventata tiepida, come un ricordo che sta lentamente svanendo. Sta diventando come una nebbia fredda. Non osiamo più affermare che è l'unica luce del mondo. Dobbiamo dare testimonianza non a noi stessi, ma a Dio che è venuto per incontrarci e si è rivelato in Gesù Cristo, vero Dio e vero Uomo. È quindi urgente insistere sull'insegnamento del catechismo ad adulti e bambini. Abbiamo uno strumento meraviglioso per questo scopo: il Catechismo della Chiesa Cattolica e il suo Compendio. Il fallimento della catechetica porta molti cristiani a mantenere solo una vaga idea della fede o addirittura una sorta di sincretismo religioso. Alcuni hanno scelto di credere a un articolo del Credo e di rifiutarne un altro. Abbiamo anche iniziato a fare sondaggi sull'accettazione da parte dei cattolici di varie verità di fede ... La fede non è lo stand di un commerciante dove scegliamo la frutta e la verdura che ci piacciono! Quando lo riceviamo, è Dio che riceviamo, intero e intero! Invito solennemente i cristiani ad amare i dogmi e gli articoli di fede, ad amarli. Adoro il nostro catechismo! Se lo accettiamo con i nostri cuori e non solo con le nostre labbra, allora le formule della fede ci permettono di entrare nella vera comunione con Dio. È tempo di salvare i cristiani dal discorso ambiguo e confuso di alcuni prelati e dall'attuale relativismo che anestetizza i cuori e bandisce l'amore! Ricorda la chiara e ferma testimonianza di Pietro: "non esiste nessun altro nome sotto il cielo dato tra i mortali per mezzo del quale dobbiamo essere salvati, se non con il nome di Gesù Cristo di Nazaret" (Atti 4: 10-12). Pensiamo a tutti i cristiani di Africa, Asia e Medio Oriente che vengono macellati per il nome di Gesù! È tempo che la fede diventi per i cristiani il loro tesoro più intimo e prezioso. Possiamo misurare la tiepidezza che si è diffusa nei nostri ranghi con la nostra apatia di fronte a deviazioni dottrinali. Spesso vediamo errori gravi insegnati nelle università cattoliche o in pubblicazioni ufficialmente cristiane. Nessuno reagisce! E noi vescovi ci accontentiamo di correzioni caute e timorose. Attenzione! Un giorno i fedeli chiederanno un resoconto di noi. Ci accuseranno davanti a Dio di averli lasciati ai lupi e di aver abbandonato i nostri incarichi di pastori quando avremmo dovuto difendere l'ovile. Comprendi bene: il mio grido è un grido d'amore! La nostra fede informa il nostro amore per Dio. Difendere la fede è difendere i più deboli e i più semplici e permettere loro di amare Dio nella verità. Cari amici, dobbiamo bruciare con amore per la nostra fede. Non dobbiamo diluirlo con compromessi mondani. Non dobbiamo falsificarlo o corromperlo. È una questione di salvezza delle anime, le nostre e quelle dei nostri fratelli! Il giorno in cui non bruceremo più con amore per la nostra fede, il mondo sarà freddo, privato del suo bene più prezioso. È nostro compito difendere e annunciare la fede! Chi sorgerà per proclamare la fede nelle città occidentali? Chi sorgerà per annunciare la vera fede ai musulmani? Lo cercano inconsciamente. Si rivolgono all'islamismo perché, per quanto riguarda la religione, tutto l'Occidente ha da offrire loro è la società dei consumi. Di voi quali saranno i missionari di cui il mondo ha bisogno? Dove sono i missionari che insegneranno tutta la fede a tanti cattolici che ignorano ciò in cui credono? Non porre più la luce della fede sotto un paniere, non nascondere questo tesoro che ci è stato dato liberamente! Abbiate il coraggio di proclamare, testimoniare, catechizzare! Non possiamo più chiamarci credenti e vivere in pratica come atei! La fede illumina la nostra vita familiare, professionale e culturale, non solo la nostra vita spirituale. In Occidente, alcuni richiedono tolleranza o laicità e impongono una forma di schizofrenia tra vita privata e pubblica. La fede ha il suo posto nel dibattito pubblico! Dobbiamo parlare di Dio, non per imporlo ma per rivelarlo e proporlo. Dio è una luce indispensabile per l'umanità. (3) The Stained Glass: Fellowship with the Saints Miei cari amici, per finire la nostra cattedrale, abbiamo ancora bisogno delle vetrate. Lasciano entrare la presenza luminosa, gioiosa e multicolore, dei santi in cielo. Abbiamo bisogno di santi che osino guardare tutte le cose con gli occhi della fede, che osino essere illuminati dalla luce di Dio. Amici miei, saremo questi santi che il mondo attende? Voi, cristiani di oggi, sarete i santi e i martiri per i quali le nazioni gemono, guiderete una nuova evangelizzazione? Le tue terre sono assetate di Cristo! Non deluderli! La Chiesa ti affida questa missione! Penso che siamo a un punto di svolta nella storia della Chiesa. La Chiesa ha bisogno di una riforma profonda e radicale che deve iniziare con una riforma della vita dei suoi sacerdoti. Ma tutti questi mezzi sono al servizio della santità. La Chiesa è santa in se stessa. I nostri peccati e le nostre preoccupazioni mondane impediscono alla sua santità di diffondersi. È tempo di mettere da parte tutti questi fardelli e lasciare finalmente che la Chiesa appaia come Dio l'ha fatta. Alcuni credono che la storia della Chiesa sia caratterizzata da riforme strutturali. Sono sicuro che sono i santi che cambiano la storia. Le strutture seguono in seguito e non fanno altro che perpetuare ciò che i santi provocarono. Quando Dio chiama, chiede qualcosa di radicale! Va fino in fondo, fino alla radice. Cari amici, non siamo chiamati ad essere cristiani mediocri! No, Dio sta chiamando tutto il nostro essere, chiedendo un dono totale anche al martirio del nostro corpo e della nostra anima! Ci chiama alla santità: "Sarai santo, perché io il Signore tuo Dio sono santo" (Lev 19: 2). Concludendo il mio libro, parlo di un veleno di cui soffrono tutti: un ateismo virulento. Permea tutto, anche il nostro discorso ecclesiastico. Consiste nel permettere ai modi di pensare o di vivere radicalmente pagani e mondani di coesistere fianco a fianco con la fede. E siamo abbastanza contenti di questa convivenza innaturale! Ciò dimostra che la nostra fede è diventata diluita e incoerente! La prima riforma di cui abbiamo bisogno è nei nostri cuori. Non dobbiamo più scendere a compromessi con le bugie. La Fede è sia il tesoro che dobbiamo difendere sia il potere che ci permetterà di difenderlo. Oggi dal profondo del mio cuore come pastore, desidero invitare tutti i cristiani alla conversione. Non abbiamo bisogno di creare feste all'interno della Chiesa. Non possiamo proclamarci i salvatori di questa o quella istituzione. Tutto ciò aiuterà il nemico nel suo gioco. Ma ognuno di noi può prendere questa risoluzione: non accetterò la menzogna dell'ateismo. Non voglio rinunciare alla luce della fede, non voglio che la luce viva fianco a fianco con l'oscurità nella mia anima, attraverso la pigrizia, la convenienza o il conformismo! È una decisione molto semplice, sia interna che concreta. Cambierà la nostra vita nei minimi dettagli. Non si tratta di andare in guerra. Non si tratta di denunciare i nemici. Non si tratta di attaccare o criticare. Si tratta di rimanere fermamente fedeli a Gesù Cristo, al suo Vangelo e al mistero della Chiesa. Sebbene non possiamo cambiare il mondo, possiamo essere cambiati noi stessi. Se ogni persona prendesse questa risoluzione umilmente, allora il sistema di bugie si sgretolerebbe da solo, perché la sua unica forza è il posto che gli diamo in noi stessi! Miei cari amici, l'Occidente ha costruito meravigliose cattedrali. Oggi sono in pericolo di diventare musei senza anima. Ma il giorno in cui le cattedrali saranno diventate semplici carcasse di pietra sarà un giorno triste, e il mondo perderà ogni senso e scopo. Vorrei concludere citando ancora una volta Benedetto XVI: "L'uomo ha bisogno di un appello, rivolto alla sua anima, che possa portarlo e sostenerlo. Ha bisogno di un posto per la sua anima. Questo è ciò che simboleggia una cattedrale. Ma un edificio diventa una cattedrale solo grazie agli uomini che costruiscono questo spazio per l'anima, gli uomini che trasformano le pietre in una cattedrale e quindi aprono a tutti una via verso l'infinito, un appello senza il quale l'uomo soffoca. L'umanità ha bisogno di "costruttori di cattedrale" la cui vita pura e disinteressata rende credibile Dio. Miei cari amici, vi invito, da parte mia, ad essere questi costruttori di cattedrale. Dobbiamo trovare luoghi in cui le virtù possano prosperare. È tempo di riscoprire il coraggio del non conformismo. I cristiani devono creare luoghi in cui l'aria sia respirabile o semplicemente dove sia possibile la vita cristiana. Invito i cristiani ad aprire coraggiosamente oasi di libertà in mezzo al deserto creato dal dilagante profitto. In verità non devi essere solo nel deserto di una società senza Dio. Un cristiano che rimane solo è un cristiano in pericolo! Finirà per essere divorato dagli squali della società di mercato. I cristiani devono riunirsi nelle comunità attorno alle loro cattedrali: le case di Dio. Le nostre comunità devono mettere Dio al centro. Al centro della nostra vita, dei nostri pensieri, delle nostre azioni, delle nostre liturgie e delle nostre cattedrali. Tra la valanga di bugie, dobbiamo essere in grado di trovare luoghi in cui la verità non è solo spiegata ma vissuta. In una parola, dobbiamo vivere il Vangelo: non solo pensarlo come un'utopia, ma vivendolo in modo concreto. La Fede è come un fuoco, ma deve essere in fiamme per essere trasmessa agli altri. Veglia su questo fuoco sacro! Lascia che sia il tuo calore nel cuore di questo inverno occidentale. Quando un fuoco si accende nella notte, gli uomini si raccolgono lentamente attorno ad esso. Questa è la nostra speranza Questa è la nostra cattedrale. libera traduzione di Claudio da https://www.catholicworldreport.com/2019/12/29/cardinal-sarah-we-must-rebuild-the-cathedral-we-do-not-need-to-invent-a-new-church/?fbclid=IwAR0FuRBQKq2Y2T20xZ4d4RPW9UILuZxXHbBczeCAy_6ks6xBwW5MvxHo0T8
  10. da: dom Prosper Guéranger, L’anno liturgico. Il nome di Lucia si trova unito a quello di Agata, di Agnese e di Cecilia nel Canone della Messa. Nei giorni dell’Avvento, il nome di Lucia annuncia la Luce che si appressa, e consola meravigliosamente la Chiesa. Lucia è anche una delle tre glorie della Sicilia cristiana; trionfa a Siracusa come Agata brilla a Catania, e come Rosalia cosparge dei suoi profumi Palermo. Festeggiamola dunque con amore, affinché ci sia d’aiuto in questo sacro tempo, e ci introduca presso Colui il cui amore l’ha resa vittoriosa sul mondo. Comprendiamo ancora che se il Signore ha voluto che la culla del Figlio suo apparisse così circondata da una schiera di Vergini, e se non si è contentato di farvi figurare gli Apostoli, i Martiri e i Pontefici, è perché nella gioia di tale venuta i Figli della Chiesa non dimentichino di recare alla mangiatoia del Messia, insieme con la fede che lo onora come il sommo Signore, quella purezza del cuore e dei sensi che nulla potrebbe sostituire in coloro che vogliono accostarsi a Dio. PREGHIERA Ci rivolgiamo a te, o Vergine Lucia, per ottenere la grazia di vedere nella sua umiltà Colui che contempli ora nella gloria. Degnati di prenderci sotto il tuo potente patrocinio. Il nome che hai ricevuto significa Luce: sii dunque la nostra fiaccola nella notte che ci circonda. O lampada sempre risplendente della bellezza della verginità, illumina i nostri occhi; guarisci le ferite che ha prodotte in esse la concupiscenza, affinché si alzino, al di sopra della creatura, fino a quella Luce vera che risplende nelle tenebre, e che le tenebre non comprendono. Fa’ che il nostro occhio purificato veda e conosca nel Bambino che sta per nascere, l’Uomo nuovo, il secondo Adamo, il modello della nostra vita rigenerata. Ricordati anche, o Vergine Lucia della santa Romana Chiesa e di tutte quelle Chiese che attingono da essa la forma del Sacrificio, poiché pronunciano ogni giorno il tuo nome all’altare, davanti all’Agnello tuo Sposo, al quale è gradito sentirlo. Spandi le tue benedizioni speciali sull’isola che ti diede la vita terrena e la palma dell’eternità. Conserva in essa l’integrità della fede, la purezza dei costumi, la prosperità temporale, e guarisci i mali che tu conosci. AMEN
  11. - dagli scritti di padre Antonio Maria Di Monda - “Maria è regina perché Madre di Dio. La divina Maternità è il fondamento di tutta la grandezza di Maria. E’ così poco logica la posizione dei Protestanti, in merito. Come si può ritenere Maria una donna come tutte le altre, dopo aver generato il Verbo di Dio incarnato? La madre, proprio per la generazione, acquisisce relazioni e meriti unici: per il figlio essa è uno dei massimi beni e valori. Accanto al Figlio, perciò, nella ricchezza e nella gloria, si pone naturalmente la madre e nessun altro”. PREGHIERA Eterno Divin Padre, io vi adoro profondamente e con tutto il mio cuore vi ringrazio per quella somma potenza con cui avete preservato Maria Vergine, vostra dilettissima Figlia, dal peccato originale 1 Pater e 4 Ave intercalate da: Sia Benedetta la Santa e Immacolata Concezione della Beatissima Vergine Maria Madre di Dio Oppure: O Maria concepita senza peccato pregate per noi che ricorriamo a Voi 3 Gloria Eterno Divin Figlio, io vi adoro profondamente e con tutto il mio cuore vi ringrazio per quell’infinita Sapienza con cui avete preservato Maria Vergine, vostra vera e dolcissima Madre, dalla colpa originale 1 Pater e 4 Ave intercalate da: Sia Benedetta la Santa e Immacolata Concezione della Beatissima Vergine Maria Madre di Dio Oppure: O Maria concepita senza peccato pregate per noi che ricorriamo a Voi 3 Gloria Eterno Divino Spirito, io vi adoro profondamente, e con tutto il mio cuore vi ringrazio per quell'immenso amore, con cui avete preservata Maria Vergine, vostra purissima sposa, dalla colpa originale. Santissima Trinità, io vi adoro profondamente, e con tutto il mio cuore vi ringrazio per quel singolarissimo privilegio concesso alla benedetta e gloriosa madre di Maria Vergine, sant'Anna, l'unica fra tutte le madri, umanamente feconda, che abbia concepita e data alla luce una prole del tutto esente dalla colpa d'origine. solo 3 Gloria PREGHIAMO O Dio che con l’Immacolata Concezione della Vergine Maria, hai preparato al Tuo Figlio una degna dimora, e in previsione della morte di Lui, l’hai preservata da ogni macchia, concedi anche a noi, per sua intercessione, di giungere fino a Te in purezza di spirito. Per il medesimo Cristo Nostro Signore. PREGHIERA COMPOSTA DA SAN PIO X Vergine santissima che piaceste al Signore e diveniste sua Madre, immacolata nel corpo e nello spirito, nella fede e nell'amore, concepita senza peccato, guardate benigna ai miseri che implorano il vostro potente patrocinio! Il maligno serpente contro cui fu scagliata la prima maledizione continua, purtroppo, a combattere e ad insidiare i miseri figli di Eva. Voi, o benedetta Madre nostra, nostra Regina e Avvocata, che fin dal primo istante del vostro concepimento schiacciaste il capo del nemico, accogliete le preghiere -- che uniti con Voi in un cuor solo -- Vi scongiuriamo di presentare al trono di Dio, perché non cediamo giammai alle insidie che ci vengono tese, così che tutti arriviamo al porto della salute, e fra tanti pericoli, la Chiesa e la società cristiana cantino ancora una volta l'inno della liberazione, della vittoria e della pace. Così sia "O Maria, concepita senza peccato pregate per noi che ricorriamo a Voi" (per tre volte) Durante la Novena si consiglia di: 1) Pregare ogni giorno una decina del Rosario, o meglio una parte intera, 2) Fare dei canti in onore della B.V. Maria, 3) Fare dei fioretti per la gloria di Maria 4) Vivere la Novena come momento di conversione personale o di gruppo, 5) Curare il silenzio per la riflessione personale. CANTO DEL TOTA PULCHRA
  12. - dagli scritti di padre Antonio Maria Di Monda - “Che gioia e che grazia avere una Madre così clemente come Maria. Questo, tra l’altro, apre soprattutto alla speranza di poter ottenere da Dio la potente intercessione di Lei, nonostante tutte le miserie che possono opprimere un povero cuore, il perdono delle colpe e dei castighi meritati e l’ingresso sospirato, porto della salvezza eterna. Virgilio ha scritto che il popolo romano aveva per sua missione di debellare e pacificare il mondo intero: ‘Altri foggeranno, lo ammetto statue aspiranti con più morbidezza, trarranno vivi i volti dal marmo, peroreranno meglio le cause, tracceranno con la bacchetta il corso degli astri, prediranno il sorgere delle stelle, ma tu, o Romano, ricordati della tua missione imperiale di governare i popoli. Le tua arti siano: dare stabile aspetto alla pace, trattare con clemenza quelli che si sottomettono, domare i superbi.’ “La più grande missione di Maria -dopo il suo Fiat che ci ha donato il Salvatore- è celebrarne l’infinita misericordia attraverso questa stupenda opera di clemenza. Ne sia benedetta in eterno la Trinità augusta assieme a Maria l’umile sua ancella!” PREGHIERA Eterno Divin Padre, io vi adoro profondamente e con tutto il mio cuore vi ringrazio per quella somma potenza con cui avete preservato Maria Vergine, vostra dilettissima Figlia, dal peccato originale 1 Pater e 4 Ave intercalate da: Sia Benedetta la Santa e Immacolata Concezione della Beatissima Vergine Maria Madre di Dio Oppure: O Maria concepita senza peccato pregate per noi che ricorriamo a Voi 3 Gloria Eterno Divin Figlio, io vi adoro profondamente e con tutto il mio cuore vi ringrazio per quell’infinita Sapienza con cui avete preservato Maria Vergine, vostra vera e dolcissima Madre, dalla colpa originale 1 Pater e 4 Ave intercalate da: Sia Benedetta la Santa e Immacolata Concezione della Beatissima Vergine Maria Madre di Dio Oppure: O Maria concepita senza peccato pregate per noi che ricorriamo a Voi 3 Gloria Eterno Divino Spirito, io vi adoro profondamente, e con tutto il mio cuore vi ringrazio per quell'immenso amore, con cui avete preservata Maria Vergine, vostra purissima sposa, dalla colpa originale. Santissima Trinità, io vi adoro profondamente, e con tutto il mio cuore vi ringrazio per quel singolarissimo privilegio concesso alla benedetta e gloriosa madre di Maria Vergine, sant'Anna, l'unica fra tutte le madri, umanamente feconda, che abbia concepita e data alla luce una prole del tutto esente dalla colpa d'origine. solo 3 Gloria PREGHIAMO O Dio che con l’Immacolata Concezione della Vergine Maria, hai preparato al Tuo Figlio una degna dimora, e in previsione della morte di Lui, l’hai preservata da ogni macchia, concedi anche a noi, per sua intercessione, di giungere fino a Te in purezza di spirito. Per il medesimo Cristo Nostro Signore. PREGHIERA COMPOSTA DA SAN PIO X Vergine santissima che piaceste al Signore e diveniste sua Madre, immacolata nel corpo e nello spirito, nella fede e nell'amore, concepita senza peccato, guardate benigna ai miseri che implorano il vostro potente patrocinio! Il maligno serpente contro cui fu scagliata la prima maledizione continua, purtroppo, a combattere e ad insidiare i miseri figli di Eva. Voi, o benedetta Madre nostra, nostra Regina e Avvocata, che fin dal primo istante del vostro concepimento schiacciaste il capo del nemico, accogliete le preghiere -- che uniti con Voi in un cuor solo -- Vi scongiuriamo di presentare al trono di Dio, perché non cediamo giammai alle insidie che ci vengono tese, così che tutti arriviamo al porto della salute, e fra tanti pericoli, la Chiesa e la società cristiana cantino ancora una volta l'inno della liberazione, della vittoria e della pace. Così sia "O Maria, concepita senza peccato pregate per noi che ricorriamo a Voi" (per tre volte) Durante la Novena si consiglia di: 1) Pregare ogni giorno una decina del Rosario, o meglio una parte intera, 2) Fare dei canti in onore della B.V. Maria, 3) Fare dei fioretti per la gloria di Maria 4) Vivere la Novena come momento di conversione personale o di gruppo, 5) Curare il silenzio per la riflessione personale. CANTO DEL TOTA PULCHRA
  13. - dagli scritti di padre Antonio Maria Di Monda - “Si ricorre volentieri a Maria, Mamma di tutti, così come, nella famiglia umana, si ricorre volentieri più alla mamma che al padre, forse perché il legame con la mamma è avvertito più facilmente. E si ricorre di preferenza a Maria per una misteriosa disposizione di Dio stesso. Egli gode perciò se, alla voce del Figlio assolutamente indispensabile e determinante, si associ quella della Madre.” PREGHIERA Eterno Divin Padre, io vi adoro profondamente e con tutto il mio cuore vi ringrazio per quella somma potenza con cui avete preservato Maria Vergine, vostra dilettissima Figlia, dal peccato originale 1 Pater e 4 Ave intercalate da: Sia Benedetta la Santa e Immacolata Concezione della Beatissima Vergine Maria Madre di Dio Oppure: O Maria concepita senza peccato pregate per noi che ricorriamo a Voi 3 Gloria Eterno Divin Figlio, io vi adoro profondamente e con tutto il mio cuore vi ringrazio per quell’infinita Sapienza con cui avete preservato Maria Vergine, vostra vera e dolcissima Madre, dalla colpa originale 1 Pater e 4 Ave intercalate da: Sia Benedetta la Santa e Immacolata Concezione della Beatissima Vergine Maria Madre di Dio Oppure: O Maria concepita senza peccato pregate per noi che ricorriamo a Voi 3 Gloria Eterno Divino Spirito, io vi adoro profondamente, e con tutto il mio cuore vi ringrazio per quell'immenso amore, con cui avete preservata Maria Vergine, vostra purissima sposa, dalla colpa originale. Santissima Trinità, io vi adoro profondamente, e con tutto il mio cuore vi ringrazio per quel singolarissimo privilegio concesso alla benedetta e gloriosa madre di Maria Vergine, sant'Anna, l'unica fra tutte le madri, umanamente feconda, che abbia concepita e data alla luce una prole del tutto esente dalla colpa d'origine. solo 3 Gloria PREGHIAMO O Dio che con l’Immacolata Concezione della Vergine Maria, hai preparato al Tuo Figlio una degna dimora, e in previsione della morte di Lui, l’hai preservata da ogni macchia, concedi anche a noi, per sua intercessione, di giungere fino a Te in purezza di spirito. Per il medesimo Cristo Nostro Signore. PREGHIERA COMPOSTA DA SAN PIO X Vergine santissima che piaceste al Signore e diveniste sua Madre, immacolata nel corpo e nello spirito, nella fede e nell'amore, concepita senza peccato, guardate benigna ai miseri che implorano il vostro potente patrocinio! Il maligno serpente contro cui fu scagliata la prima maledizione continua, purtroppo, a combattere e ad insidiare i miseri figli di Eva. Voi, o benedetta Madre nostra, nostra Regina e Avvocata, che fin dal primo istante del vostro concepimento schiacciaste il capo del nemico, accogliete le preghiere -- che uniti con Voi in un cuor solo -- Vi scongiuriamo di presentare al trono di Dio, perché non cediamo giammai alle insidie che ci vengono tese, così che tutti arriviamo al porto della salute, e fra tanti pericoli, la Chiesa e la società cristiana cantino ancora una volta l'inno della liberazione, della vittoria e della pace. Così sia "O Maria, concepita senza peccato pregate per noi che ricorriamo a Voi" (per tre volte) Durante la Novena si consiglia di: 1) Pregare ogni giorno una decina del Rosario, o meglio una parte intera, 2) Fare dei canti in onore della B.V. Maria, 3) Fare dei fioretti per la gloria di Maria 4) Vivere la Novena come momento di conversione personale o di gruppo, 5) Curare il silenzio per la riflessione personale. CANTO DEL TOTA PULCHRA
  14. - dagli scritti di padre Antonio Maria Di Monda - “La vita è una dura battaglia. Ma se si avesse la ventura di combattere agli ordini di un prodigioso capitano, predestinato a vincere tutte le battaglie, il combattere stesso sarebbe una gioia e una gloria. La certezza di vincere rende l’uomo un leone. E’ questa la ventura dell’anima che crede e spera in Maria: le sue battaglie ne galvanizzano tutte le forze perché sa bene che se tra Maria e il dragone infernale c’è inimicizia e lotta furibonda, sa pure che Ella gli schiaccerà il capo!” PREGHIERA Eterno Divin Padre, io vi adoro profondamente e con tutto il mio cuore vi ringrazio per quella somma potenza con cui avete preservato Maria Vergine, vostra dilettissima Figlia, dal peccato originale 1 Pater e 4 Ave intercalate da: Sia Benedetta la Santa e Immacolata Concezione della Beatissima Vergine Maria Madre di Dio Oppure: O Maria concepita senza peccato pregate per noi che ricorriamo a Voi 3 Gloria Eterno Divin Figlio, io vi adoro profondamente e con tutto il mio cuore vi ringrazio per quell’infinita Sapienza con cui avete preservato Maria Vergine, vostra vera e dolcissima Madre, dalla colpa originale 1 Pater e 4 Ave intercalate da: Sia Benedetta la Santa e Immacolata Concezione della Beatissima Vergine Maria Madre di Dio Oppure: O Maria concepita senza peccato pregate per noi che ricorriamo a Voi 3 Gloria Eterno Divino Spirito, io vi adoro profondamente, e con tutto il mio cuore vi ringrazio per quell'immenso amore, con cui avete preservata Maria Vergine, vostra purissima sposa, dalla colpa originale. Santissima Trinità, io vi adoro profondamente, e con tutto il mio cuore vi ringrazio per quel singolarissimo privilegio concesso alla benedetta e gloriosa madre di Maria Vergine, sant'Anna, l'unica fra tutte le madri, umanamente feconda, che abbia concepita e data alla luce una prole del tutto esente dalla colpa d'origine. solo 3 Gloria PREGHIAMO O Dio che con l’Immacolata Concezione della Vergine Maria, hai preparato al Tuo Figlio una degna dimora, e in previsione della morte di Lui, l’hai preservata da ogni macchia, concedi anche a noi, per sua intercessione, di giungere fino a Te in purezza di spirito. Per il medesimo Cristo Nostro Signore. PREGHIERA COMPOSTA DA SAN PIO X Vergine santissima che piaceste al Signore e diveniste sua Madre, immacolata nel corpo e nello spirito, nella fede e nell'amore, concepita senza peccato, guardate benigna ai miseri che implorano il vostro potente patrocinio! Il maligno serpente contro cui fu scagliata la prima maledizione continua, purtroppo, a combattere e ad insidiare i miseri figli di Eva. Voi, o benedetta Madre nostra, nostra Regina e Avvocata, che fin dal primo istante del vostro concepimento schiacciaste il capo del nemico, accogliete le preghiere -- che uniti con Voi in un cuor solo -- Vi scongiuriamo di presentare al trono di Dio, perché non cediamo giammai alle insidie che ci vengono tese, così che tutti arriviamo al porto della salute, e fra tanti pericoli, la Chiesa e la società cristiana cantino ancora una volta l'inno della liberazione, della vittoria e della pace. Così sia "O Maria, concepita senza peccato pregate per noi che ricorriamo a Voi" (per tre volte) Durante la Novena si consiglia di: 1) Pregare ogni giorno una decina del Rosario, o meglio una parte intera, 2) Fare dei canti in onore della B.V. Maria, 3) Fare dei fioretti per la gloria di Maria 4) Vivere la Novena come momento di conversione personale o di gruppo, 5) Curare il silenzio per la riflessione personale. CANTO DEL TOTA PULCHRA
  15. - dagli scritti di padre Antonio Maria Di Monda - “Come ogni mamma che difende e protegge il suo figlio, anche il più disgraziato, l’Immacolata, alla quale Gesù ha affidato tutta l’umanità, non fa che difendere, scusare, proteggere.“ PREGHIERA Eterno Divin Padre, io vi adoro profondamente e con tutto il mio cuore vi ringrazio per quella somma potenza con cui avete preservato Maria Vergine, vostra dilettissima Figlia, dal peccato originale 1 Pater e 4 Ave intercalate da: Sia Benedetta la Santa e Immacolata Concezione della Beatissima Vergine Maria Madre di Dio Oppure: O Maria concepita senza peccato pregate per noi che ricorriamo a Voi 3 Gloria Eterno Divin Figlio, io vi adoro profondamente e con tutto il mio cuore vi ringrazio per quell’infinita Sapienza con cui avete preservato Maria Vergine, vostra vera e dolcissima Madre, dalla colpa originale 1 Pater e 4 Ave intercalate da: Sia Benedetta la Santa e Immacolata Concezione della Beatissima Vergine Maria Madre di Dio Oppure: O Maria concepita senza peccato pregate per noi che ricorriamo a Voi 3 Gloria Eterno Divino Spirito, io vi adoro profondamente, e con tutto il mio cuore vi ringrazio per quell'immenso amore, con cui avete preservata Maria Vergine, vostra purissima sposa, dalla colpa originale. Santissima Trinità, io vi adoro profondamente, e con tutto il mio cuore vi ringrazio per quel singolarissimo privilegio concesso alla benedetta e gloriosa madre di Maria Vergine, sant'Anna, l'unica fra tutte le madri, umanamente feconda, che abbia concepita e data alla luce una prole del tutto esente dalla colpa d'origine. solo 3 Gloria PREGHIAMO O Dio che con l’Immacolata Concezione della Vergine Maria, hai preparato al Tuo Figlio una degna dimora, e in previsione della morte di Lui, l’hai preservata da ogni macchia, concedi anche a noi, per sua intercessione, di giungere fino a Te in purezza di spirito. Per il medesimo Cristo Nostro Signore. PREGHIERA COMPOSTA DA SAN PIO X Vergine santissima che piaceste al Signore e diveniste sua Madre, immacolata nel corpo e nello spirito, nella fede e nell'amore, concepita senza peccato, guardate benigna ai miseri che implorano il vostro potente patrocinio! Il maligno serpente contro cui fu scagliata la prima maledizione continua, purtroppo, a combattere e ad insidiare i miseri figli di Eva. Voi, o benedetta Madre nostra, nostra Regina e Avvocata, che fin dal primo istante del vostro concepimento schiacciaste il capo del nemico, accogliete le preghiere -- che uniti con Voi in un cuor solo -- Vi scongiuriamo di presentare al trono di Dio, perché non cediamo giammai alle insidie che ci vengono tese, così che tutti arriviamo al porto della salute, e fra tanti pericoli, la Chiesa e la società cristiana cantino ancora una volta l'inno della liberazione, della vittoria e della pace. Così sia "O Maria, concepita senza peccato pregate per noi che ricorriamo a Voi" (per tre volte) Durante la Novena si consiglia di: 1) Pregare ogni giorno una decina del Rosario, o meglio una parte intera, 2) Fare dei canti in onore della B.V. Maria, 3) Fare dei fioretti per la gloria di Maria 4) Vivere la Novena come momento di conversione personale o di gruppo, 5) Curare il silenzio per la riflessione personale. CANTO DEL TOTA PULCHRA
  16. - dagli scritti di padre Antonio Maria Di Monda - “Quanto perde il mondo quando si priva della psicologia della donna: tutto e l’uomo stesso, diventano più duri, più freddi, senza anima. Qualcosa del genere è capitato al protestantesimo che ha bandito il culto e la presenza di Maria dal cuore dei credenti. Ne è risultato un mondo senza anima, una religione senza calore. La nostalgia di un cuore materno affiora dalle confessioni di tanti nostri fratelli separati. Anche chi scrive ricorda di aver incontrato in un pellegrinaggio di esuli ungheresi al santuario di Mariazell in Austria una distinta giovane Signora protestante, rumena, felice di potersi inginocchiare ai piedi della Madre e versare nel suo cuore le lacrime e i sospiri del suo quotidiano camminare in questa ‘valle di lacrime’. Bisognava vederla, tra tanti cattolici, in ginocchio sulla nuda terra, con gli occhi fissi e imploranti sull’immagine di Maria!” PREGHIERA Eterno Divin Padre, io vi adoro profondamente e con tutto il mio cuore vi ringrazio per quella somma potenza con cui avete preservato Maria Vergine, vostra dilettissima Figlia, dal peccato originale 1 Pater e 4 Ave intercalate da: Sia Benedetta la Santa e Immacolata Concezione della Beatissima Vergine Maria Madre di Dio Oppure: O Maria concepita senza peccato pregate per noi che ricorriamo a Voi 3 Gloria Eterno Divin Figlio, io vi adoro profondamente e con tutto il mio cuore vi ringrazio per quell’infinita Sapienza con cui avete preservato Maria Vergine, vostra vera e dolcissima Madre, dalla colpa originale 1 Pater e 4 Ave intercalate da: Sia Benedetta la Santa e Immacolata Concezione della Beatissima Vergine Maria Madre di Dio Oppure: O Maria concepita senza peccato pregate per noi che ricorriamo a Voi 3 Gloria Eterno Divino Spirito, io vi adoro profondamente, e con tutto il mio cuore vi ringrazio per quell'immenso amore, con cui avete preservata Maria Vergine, vostra purissima sposa, dalla colpa originale. Santissima Trinità, io vi adoro profondamente, e con tutto il mio cuore vi ringrazio per quel singolarissimo privilegio concesso alla benedetta e gloriosa madre di Maria Vergine, sant'Anna, l'unica fra tutte le madri, umanamente feconda, che abbia concepita e data alla luce una prole del tutto esente dalla colpa d'origine. solo 3 Gloria PREGHIAMO O Dio che con l’Immacolata Concezione della Vergine Maria, hai preparato al Tuo Figlio una degna dimora, e in previsione della morte di Lui, l’hai preservata da ogni macchia, concedi anche a noi, per sua intercessione, di giungere fino a Te in purezza di spirito. Per il medesimo Cristo Nostro Signore. PREGHIERA COMPOSTA DA SAN PIO X Vergine santissima che piaceste al Signore e diveniste sua Madre, immacolata nel corpo e nello spirito, nella fede e nell'amore, concepita senza peccato, guardate benigna ai miseri che implorano il vostro potente patrocinio! Il maligno serpente contro cui fu scagliata la prima maledizione continua, purtroppo, a combattere e ad insidiare i miseri figli di Eva. Voi, o benedetta Madre nostra, nostra Regina e Avvocata, che fin dal primo istante del vostro concepimento schiacciaste il capo del nemico, accogliete le preghiere -- che uniti con Voi in un cuor solo -- Vi scongiuriamo di presentare al trono di Dio, perché non cediamo giammai alle insidie che ci vengono tese, così che tutti arriviamo al porto della salute, e fra tanti pericoli, la Chiesa e la società cristiana cantino ancora una volta l'inno della liberazione, della vittoria e della pace. Così sia "O Maria, concepita senza peccato pregate per noi che ricorriamo a Voi" (per tre volte) Durante la Novena si consiglia di: 1) Pregare ogni giorno una decina del Rosario, o meglio una parte intera, 2) Fare dei canti in onore della B.V. Maria, 3) Fare dei fioretti per la gloria di Maria 4) Vivere la Novena come momento di conversione personale o di gruppo, 5) Curare il silenzio per la riflessione personale. CANTO DEL TOTA PULCHRA
  17. - dagli scritti di Padre Antonio Maria Di Monda - “Tutti i vivi della grazia sono, in qualche modo, generati da Maria, che, generando Gesù, genera in qualche modo anche tutti quelli che Gli appartengono.” PREGHIERA Eterno Divin Padre, io vi adoro profondamente e con tutto il mio cuore vi ringrazio per quella somma potenza con cui avete preservato Maria Vergine, vostra dilettissima Figlia, dal peccato originale 1 Pater e 4 Ave intercalate da: Sia Benedetta la Santa e Immacolata Concezione della Beatissima Vergine Maria Madre di Dio Oppure: O Maria concepita senza peccato pregate per noi che ricorriamo a Voi 3 Gloria Eterno Divin Figlio, io vi adoro profondamente e con tutto il mio cuore vi ringrazio per quell’infinita Sapienza con cui avete preservato Maria Vergine, vostra vera e dolcissima Madre, dalla colpa originale 1 Pater e 4 Ave intercalate da: Sia Benedetta la Santa e Immacolata Concezione della Beatissima Vergine Maria Madre di Dio Oppure: O Maria concepita senza peccato pregate per noi che ricorriamo a Voi 3 Gloria Eterno Divino Spirito, io vi adoro profondamente, e con tutto il mio cuore vi ringrazio per quell'immenso amore, con cui avete preservata Maria Vergine, vostra purissima sposa, dalla colpa originale. Santissima Trinità, io vi adoro profondamente, e con tutto il mio cuore vi ringrazio per quel singolarissimo privilegio concesso alla benedetta e gloriosa madre di Maria Vergine, sant'Anna, l'unica fra tutte le madri, umanamente feconda, che abbia concepita e data alla luce una prole del tutto esente dalla colpa d'origine. solo 3 Gloria PREGHIAMO O Dio che con l’Immacolata Concezione della Vergine Maria, hai preparato al Tuo Figlio una degna dimora, e in previsione della morte di Lui, l’hai preservata da ogni macchia, concedi anche a noi, per sua intercessione, di giungere fino a Te in purezza di spirito. Per il medesimo Cristo Nostro Signore. PREGHIERA COMPOSTA DA SAN PIO X Vergine santissima che piaceste al Signore e diveniste sua Madre, immacolata nel corpo e nello spirito, nella fede e nell'amore, concepita senza peccato, guardate benigna ai miseri che implorano il vostro potente patrocinio! Il maligno serpente contro cui fu scagliata la prima maledizione continua, purtroppo, a combattere e ad insidiare i miseri figli di Eva. Voi, o benedetta Madre nostra, nostra Regina e Avvocata, che fin dal primo istante del vostro concepimento schiacciaste il capo del nemico, accogliete le preghiere -- che uniti con Voi in un cuor solo -- Vi scongiuriamo di presentare al trono di Dio, perché non cediamo giammai alle insidie che ci vengono tese, così che tutti arriviamo al porto della salute, e fra tanti pericoli, la Chiesa e la società cristiana cantino ancora una volta l'inno della liberazione, della vittoria e della pace. Così sia "O Maria, concepita senza peccato pregate per noi che ricorriamo a Voi" (per tre volte) Durante la Novena si consiglia di: 1) Pregare ogni giorno una decina del Rosario, o meglio una parte intera, 2) Fare dei canti in onore della B.V. Maria, 3) Fare dei fioretti per la gloria di Maria 4) Vivere la Novena come momento di conversione personale o di gruppo, 5) Curare il silenzio per la riflessione personale. CANTO DEL TOTA PULCHRA
  18. - dagli scritti di Padre Antonio Maria Di Monda - “Se gli occhi di Maria sono ammirabili occhi di misericordia, è chiaro che l’anima non aspira che a farsi guardare da essi: ‘Volgi a noi quegli occhi tuoi misericordiosi’, nella certezza assoluta di essere aiutata. Una mamma, come Maria, se vede soffrire un suo figlio non può vivere, e nulla potrà consolarla se non quando avrà visto la sua creatura rasserenata e contenta.“ PREGHIERA Eterno Divin Padre, io vi adoro profondamente e con tutto il mio cuore vi ringrazio per quella somma potenza con cui avete preservato Maria Vergine, vostra dilettissima Figlia, dal peccato originale 1 Pater e 4 Ave intercalate da: Sia Benedetta la Santa e Immacolata Concezione della Beatissima Vergine Maria Madre di Dio Oppure: O Maria concepita senza peccato pregate per noi che ricorriamo a Voi 3 Gloria Eterno Divin Figlio, io vi adoro profondamente e con tutto il mio cuore vi ringrazio per quell’infinita Sapienza con cui avete preservato Maria Vergine, vostra vera e dolcissima Madre, dalla colpa originale 1 Pater e 4 Ave intercalate da: Sia Benedetta la Santa e Immacolata Concezione della Beatissima Vergine Maria Madre di Dio Oppure: O Maria concepita senza peccato pregate per noi che ricorriamo a Voi 3 Gloria Eterno Divino Spirito, io vi adoro profondamente, e con tutto il mio cuore vi ringrazio per quell'immenso amore, con cui avete preservata Maria Vergine, vostra purissima sposa, dalla colpa originale. Santissima Trinità, io vi adoro profondamente, e con tutto il mio cuore vi ringrazio per quel singolarissimo privilegio concesso alla benedetta e gloriosa madre di Maria Vergine, sant'Anna, l'unica fra tutte le madri, umanamente feconda, che abbia concepita e data alla luce una prole del tutto esente dalla colpa d'origine. solo 3 Gloria PREGHIAMO O Dio che con l’Immacolata Concezione della Vergine Maria, hai preparato al Tuo Figlio una degna dimora, e in previsione della morte di Lui, l’hai preservata da ogni macchia, concedi anche a noi, per sua intercessione, di giungere fino a Te in purezza di spirito. Per il medesimo Cristo Nostro Signore. PREGHIERA COMPOSTA DA SAN PIO X Vergine santissima che piaceste al Signore e diveniste sua Madre, immacolata nel corpo e nello spirito, nella fede e nell'amore, concepita senza peccato, guardate benigna ai miseri che implorano il vostro potente patrocinio! Il maligno serpente contro cui fu scagliata la prima maledizione continua, purtroppo, a combattere e ad insidiare i miseri figli di Eva. Voi, o benedetta Madre nostra, nostra Regina e Avvocata, che fin dal primo istante del vostro concepimento schiacciaste il capo del nemico, accogliete le preghiere -- che uniti con Voi in un cuor solo -- Vi scongiuriamo di presentare al trono di Dio, perché non cediamo giammai alle insidie che ci vengono tese, così che tutti arriviamo al porto della salute, e fra tanti pericoli, la Chiesa e la società cristiana cantino ancora una volta l'inno della liberazione, della vittoria e della pace. Così sia "O Maria, concepita senza peccato pregate per noi che ricorriamo a Voi" (per tre volte) Durante la Novena si consiglia di: 1) Pregare ogni giorno una decina del Rosario, o meglio una parte intera, 2) Fare dei canti in onore della B.V. Maria, 3) Fare dei fioretti per la gloria di Maria 4) Vivere la Novena come momento di conversione personale o di gruppo, 5) Curare il silenzio per la riflessione personale. CANTO DEL TOTA PULCHRA
  19. - dagli scritti di Padre Antonio Maria Di Monda - “Dio si serve, per i suoi disegni di amore, anche della clemenza della donna e, in maniera privilegiata, si serve della Donna per eccellenza, Maria.” PREGHIERA Eterno Divin Padre, io vi adoro profondamente e con tutto il mio cuore vi ringrazio per quella somma potenza con cui avete preservato Maria Vergine, vostra dilettissima Figlia, dal peccato originale 1 Pater e 4 Ave intercalate da: Sia Benedetta la Santa e Immacolata Concezione della Beatissima Vergine Maria Madre di Dio Oppure: O Maria concepita senza peccato pregate per noi che ricorriamo a Voi 3 Gloria Eterno Divin Figlio, io vi adoro profondamente e con tutto il mio cuore vi ringrazio per quell’infinita Sapienza con cui avete preservato Maria Vergine, vostra vera e dolcissima Madre, dalla colpa originale 1 Pater e 4 Ave intercalate da: Sia Benedetta la Santa e Immacolata Concezione della Beatissima Vergine Maria Madre di Dio Oppure: O Maria concepita senza peccato pregate per noi che ricorriamo a Voi 3 Gloria Eterno Divino Spirito, io vi adoro profondamente, e con tutto il mio cuore vi ringrazio per quell'immenso amore, con cui avete preservata Maria Vergine, vostra purissima sposa, dalla colpa originale. Santissima Trinità, io vi adoro profondamente, e con tutto il mio cuore vi ringrazio per quel singolarissimo privilegio concesso alla benedetta e gloriosa madre di Maria Vergine, sant'Anna, l'unica fra tutte le madri, umanamente feconda, che abbia concepita e data alla luce una prole del tutto esente dalla colpa d'origine. solo 3 Gloria PREGHIAMO O Dio che con l’Immacolata Concezione della Vergine Maria, hai preparato al Tuo Figlio una degna dimora, e in previsione della morte di Lui, l’hai preservata da ogni macchia, concedi anche a noi, per sua intercessione, di giungere fino a Te in purezza di spirito. Per il medesimo Cristo Nostro Signore. PREGHIERA COMPOSTA DA SAN PIO X Vergine santissima che piaceste al Signore e diveniste sua Madre, immacolata nel corpo e nello spirito, nella fede e nell'amore, concepita senza peccato, guardate benigna ai miseri che implorano il vostro potente patrocinio! Il maligno serpente contro cui fu scagliata la prima maledizione continua, purtroppo, a combattere e ad insidiare i miseri figli di Eva. Voi, o benedetta Madre nostra, nostra Regina e Avvocata, che fin dal primo istante del vostro concepimento schiacciaste il capo del nemico, accogliete le preghiere -- che uniti con Voi in un cuor solo -- Vi scongiuriamo di presentare al trono di Dio, perché non cediamo giammai alle insidie che ci vengono tese, così che tutti arriviamo al porto della salute, e fra tanti pericoli, la Chiesa e la società cristiana cantino ancora una volta l'inno della liberazione, della vittoria e della pace. Così sia "O Maria, concepita senza peccato pregate per noi che ricorriamo a Voi" (per tre volte) Durante la Novena si consiglia di: 1) Pregare ogni giorno una decina del Rosario, o meglio una parte intera, 2) Fare dei canti in onore della B.V. Maria, 3) Fare dei fioretti per la gloria di Maria 4) Vivere la Novena come momento di conversione personale o di gruppo, 5) Curare il silenzio per la riflessione personale.
  20. Nell'Agosto del 1860 San Giovanni Bosco fece un sogno in cui, mentre tornava dall'oratorio, incontrò sua madre, morta quattro anni prima. Il suo aspetto era bellissimo. Figuratevi l'emozione che provò: "Voi qui, o madre, esclamò, ma non siete già morta?"; - "Sono morta, ma vivo", gli rispose la madre; - "E siete felice?" - "Felicissima". Il venerabile Servo di Dio allora le domandò se fosse volata subito in cielo dopo la morte, ed essa rispose di no; le domandò conto di alcuni giovanetti che erano morti, e gli disse che erano salvi. "Ed ora, soggiunse don Bosco, fatemi sapere che cosa godete in Paradiso". "Non posso fartelo intendere. "Datemi almeno un saggio della vostra felicità, fatemene almeno provare qualche stilla". Il Venerabile vide allora di un tratto la madre trasformarsi come in un altro essere; i suoi panni si mutarono in un preziosissimo vestito, la fronte prese un'aria di sublime maestà e le sue labbra si apersero al canto. Ma quale canto non fu mai il suo! Sembrava un'armonia di mille strumenti, era qualche cosa di profondamente emozionante! Don Bosco rimase estasiato per la meraviglia e non seppe pronunziare parola; l'ultimo saluto della madre fu questo: "Io ti aspetto in Paradiso!". Questo episodio sottolinea quanto sia importante vivere bene, vivere da buoni cristiani, così da meritare un giorno la beatitudine eterna, dove Nostro Signore ci ha preparato un posto e ci attende, e cercare di evitare di dover passare dal Purgatorio.
  21. I confessori debbono dare l'assoluzione solamente a quelli che essi giudicano ben disposti a riceverla. I confessori non solamente possono, ma debbono differire o negare l'assoluzione in certi casi, per non profanare il sacramento. I penitenti che debbono ritenersi mal disposti sono questi principalmente: 1. coloro che non sanno i misteri principali della fede o trascurano d'imparare le altre cose della Dottrina cristiana, che sono obbligati a sapere secondo il loro stato; 2. coloro che sono gravemente negligenti nel fare l'esame di coscienza o non danno segni di dolore e di pentimento 3. coloro che non vogliono restituire, potendo, la roba altrui, o la reputazione tolta; 4. coloro che non perdonano di cuore ai loro nemici; 5.coloro che non vogliono praticare i mezzi necessari per emendarsi delle loro abitudini cattive; 6. coloro che non vogliono lasciare le occasioni prossime del peccato. Il confessore che differisce l'assoluzione al penitente, perché non lo crede ancora ben disposto, non è troppo rigoroso, ma anzi molto caritatevole, regolandosi come un buon medico, che tenta tutti i rimedi, anche disgustosi e dolorosi, per salvare la vita all'ammalato. Il peccatore, al quale si differisce, o si nega l'assoluzione, non deve disperarsi, o ritirarsi affatto dalla confessione; ma deve umiliarsi, riconoscere il suo deplorabile stato, profittare dei buoni consigli che il confessore gli dà, e così mettersi al più presto possibile in stato di meritare l'assoluzione. Il vero penitente deve raccomandarsi molto a Dio per la scelta di un confessore pio, dotto e prudente, poi mettersi nelle sue mani, e sottomettersi a lui, come a suo giudice e medico.
  22. Traduzione da Catholic Herald La consacrazione dà speranza ai messicani che affrontano una "terribile cultura della morte". Più di 10.000 cattolici laici in Messico hanno rinnovato la loro consacrazione a Cristo Re durante una messa e cerimonia speciale durante il fine settimana L'evento si è tenuto ai piedi del monumento a Cristo Re nel Bicentennial Park, situato a Silao, nello stato di Guanajuato. Si è tenuto il 23 novembre, vigilia della solennità di Cristo Re come parte delle celebrazioni della "Giornata dei Laici" che ha anche onorato il Beato Anacleto González Flores, un martire della Guerra Cristero, che i vescovi hanno scelto come patrono di i laici. L'arcivescovo Franco Coppola, nunzio apostolico in Messico, ha presieduto una messa per l'evento, che è stata concelebrata dall'arcivescovo Alfonso Cortés di León, il vescovo Gerardo Díaz Vázquez, che è presidente del presidente della FAJULAVI (Commissione per la famiglia, i giovani, gli adolescenti) e vita), e il vescovo Víctor Alejandro Aguilar Ledesma, presidente del ministero dei vescovi per i laici, nonché un folto gruppo di sacerdoti. L'evento comprendeva anche un concerto, spettacoli teatrali, testimonianze e varie presentazioni. Gli organizzatori hanno spiegato che la consacrazione a Cristo come re era particolarmente significativa data la "terribile cultura della morte" che colpisce al popolo messicano, manifestata attraverso "una potente minaccia alla vita, alla famiglia, alle libertà fondamentali, alla morte di così tante persone innocenti per mano del crimine organizzato e il tasso sempre crescente di aborti nel nostro paese ". “Insieme a tutto ciò, abbiamo anche sofferto il terribile dolore di ricevere la notizia della morte dei nostri fratelli sacerdoti e profanazioni e sacrilegi nelle nostre chiese, per le quali proprio oggi facciamo anche un atto di riparazione a Gesù nell'Eucaristia ," loro hanno detto. La violenza contro i sacerdoti è stata denunciata come un grave problema in Messico. Circa due dozzine di sacerdoti sono stati uccisi nel paese dal 2012, secondo i rapporti. Altri eventi di Cristo Re si sono tenuti anche in tutto il Messico, tra cui a San Luis Potosí, Veracruz, Yucatán e Città del Messico.
  23. di Courtney Mares Francis Malone sarà il futuro vescovo di Shreveport, in Louisiana. Malone, 69 anni, è il pastore di Christ the King a Little Rock, Arkansas, una parrocchia che ha prodotto 6 sacerdoti e 6 seminaristi dal 2006. Prima di diventare pastore nel 2001, la parrocchia non aveva vocazioni. “Mons. Francis Malone ... mi ha mostrato come la pura gioia possa essere contagiosa, e questo mi ha fatto desiderare di essere un prete sin dalla tenera età ”, ha scritto Daniel Wendel, un seminarista della parrocchia di Cristo Re, sul sito web della diocesi di Little Rock quest'anno . Altri seminaristi e parrocchiani hanno indicato l'esempio di Malone come uno dei motivi per cui la loro parrocchia ha chiamato molti uomini al sacerdozio. Lo stesso Malone ha accreditato l'adorazione eucaristica. "La nostra parrocchia non ha avuto seminaristi fino a quando non abbiamo inaugurato l'adorazione perpetua", così riferì Mons Malone all'Arkansas Catholic nel 2013. "Non può essere una coincidenza il fatto che dall'inizio della PEA [Adorazione Eucaristica Perpetua], ben 11 uomini hanno deciso di iniziare il processo di discernimento che conduce all'altare", ha detto. Come vescovo eletto della diocesi di Shreveport, Malone succederà al vescovo Michael Gerard Duca che guidò la diocesi per dieci anni fino a quando Papa Francesco lo nominò vescovo di Baton Rouge nel giugno 2018. Nato a Filadelfia il 1 ° settembre 1950, Malone fu ordinato sacerdote nella diocesi di Little Rock all'età di 26 anni. Prima di diventare parroco di Cristo Re, Malone fu pastore presso l'Immaculate Conception Church, St. Anne Church, St Michael Church, St. Mary of the Mount Church, e rettore nella Cattedrale di St. Andrew a Little Rock, tra gli altri incarichi. Malone è un avvocato di diritto canonico, che si è guadagnato il suo J.C.L. presso la Catholic University of America nel 1989. Ha inoltre conseguito diversi titoli presso l'Università di Dallas, dove ha studiato storia come studente universitario e ha conseguito la laurea. Dal 2008 è Cancelliere degli Affari ecclesiali della diocesi di Little Rock. In precedenza è stato vicario generale 2002-2006, direttore editoriale dell'Arkansas Catholic Journal e direttore delle comunicazioni nel 1995 e cappellano del Rogers Memorial Hospital nel 1983. È stato nominato Cavaliere del Santo Sepolcro nel 2002 e apostolico protonotario nel 2010. Malone sarà il terzo vescovo di Shreveport, una diocesi creata nel 1986. La diocesi di Shreveport ha una popolazione totale di 812.200 abitanti, di cui 41.335 cattolici. Traduzione da https://www.catholicnewsagency.com/news/pastor-of-vibrant-arkansas-parish-named-bishop-of-shreveport-64304
  24. Dal libro "Io testimone del Padre" di fr. Modestino Fucci Molti già prima di me hanno tentato di descrivere «la Messa di Padre Pio», ma credo che nessuno sia riuscito a tratteggiare, in tutta la misteriosa realtà, ciò che per cinque decenni è avvenuto ogni mattina sull'altare, a San Giovanni Rotondo. Certamente non sarò io a ripetere il tentativo che di sicuro sarebbe più infruttuoso degli altri. Cercherò, pertanto, solo di fissare su queste pagine ciò che mi è parso di capire, ciò che ho visto e ciò a cui ho assistito servendo, in tante occasioni, la messa celebrata dal venerato Padre. Fu proprio lui ad impartirmi preziosi insegnamenti sul modo di «servire» al banchetto eucaristico. Ho sempre cercato di osservare attentamente Padre Pio, seguendolo con lo sguardo dal momento in cui, all'alba, lasciava la sua cella per recarsi a celebrare. Lo vedevo in uno stato di sofferta agitazione. Smaniava. Appena giunto in sacrestia per indossare i paramenti sacri, avevo l'impressione che già non s'accorgesse più di ciò che avveniva intorno a lui. Era assorto e profondamente consapevole di quanto si accingeva a vivere. Se qualcuno osava rivolgergli qualche domanda, si scuoteva e rispondeva a monosillabi. Il suo viso, apparentemente normale nel colorito, diventava paurosamente cereo nel momento in cui indossava l'amitto. Da quell'istante non dava più retta a nessuno. Appariva completamente assente. Indossati i sacri paramenti, si avviava all'altare. Pur precedendolo nel breve tragitto, notavo che il suo passo diveniva più strisciante, il volto dolorante. Era quasi ogni volta più curvo. Avevo la sensazione che fosse schiacciato dal peso di una enorme, invisibile croce. Giunto all'altare, lo baciava teneramente ed il suo viso cereo s'incendiava. Le gote s'imporporavano. La pelle diveniva trasparente quasi per evidenziare l'afflusso di sangue che gli irrorava le gote. Al confiteor, come se si accusasse di tutti i peggiori peccati commessi dagli uomini, si batteva il petto con colpi sordi e forti. I suoi occhi rimanevano serrati senza riuscire a trattenere grosse lagrime che si dileguavano nella folta barba. Al vangelo le sue labbra, annunciando la parola di Dio, sembrava che di quella parola si cibassero, gustandone l'infinita dolcezza. Subito dopo iniziava l'intimo colloquio di Padre Pio con l'Eterno. Quel colloquio procurava al Padre copiosi effluvi di lagrime che gli vedevo asciugare con un largo fazzoletto. Padre Pio, che aveva ricevuto dal Signore il dono della contemplazione, entrava negli abissi del mistero della redenzione. Squarciati i veli di quel mistero dagli strali della sua fede e del suo amore, per i suoi occhi tutte le cose umane scomparivano. Davanti al suo sguardo c'era solo Dio! La contemplazione dava alla sua anima una balsamica dolcezza che si alternava alla sofferenza mistica, riflessa in modo evidente anche nel fisico. Tutti vedevano Padre Pio penante. Le preghiere liturgiche venivano pronunciate a fatica, interrotte dai singhiozzi. Era enorme il disagio che il Padre provava nello stare alla presenza e sotto gli occhi indagatori degli altri. Avrebbe preferito forse celebrare in solitudine, per dare così libero sfogo al suo dolore, al suo indescrivibile amore. La sua anima estatica, incendiata da un «fuoco divoratore», doveva certamente implorare dal cielo benefiche piogge di grazia. Padre Pio viveva in quei momenti, sensibilmente, realmente, la passione del Signore. Il tempo correva veloce; ma egli era fuori del tempo! Perciò la sua messa durava un'ora e mezza o forse più. Al Sanctus elevava con tanto fervore l'inno di lode al Signore che precedeva il divino olocausto. All'elevazione il suo dolore raggiungeva il culmine. Nei suoi occhi leggevo l'espressione di una madre che assiste all'agonia del figlio sul patibolo, che lo vede spirare e che, strozzata dal dolore, muta, ne accoglie il corpo esangue tra le braccia, riuscendo solo a tentare lievi carezze. Vedendo il suo pianto, i suoi singhiozzi, temevo che il cuore gli scoppiasse, che stesse per venir meno da un momento all'altro. Lo Spirito di Dio era ormai penetrato in tutte le sue membra. La sua anima era rapita in Dio. Padre Pio, mediatore tra la terra e il cielo, si offriva con Cristo vittima per l'umanità, per i fratelli d'esilio. Ogni suo gesto denotava il suo rapporto con Dio. Il suo cuore gli doveva ardere come un vulcano. Pregava intensamente, per i suoi figli, per i suoi ammalati, per coloro che avevano già lasciato questo mondo. Ogni tanto si abbandonava sull'altare puntando sui gomiti, forse per alleviare, dalla pesantezza del corpo, i suoi piedi piagati. Lo sentivo spesso ripetere tra le lagrime: «Mio Dio! Mio Dio!». Uno spettacolo di fede, di amore, di dolore, di commozione che toccava punte di drammaticità nel momento in cui il Padre sollevava l'ostia: le maniche del camice scendevano giù e le sue mani squarciate, sanguinanti, erano sotto lo sguardo di tutti. Il suo sguardo invece era in Dio! Alla comunione sembrava placarsi. Trasfigurato, in un appassionato, estatico abbandono, si cibava delle carni e del sangue di Gesù. L'incorporazione, l'assimilazione, la fusione erano totali! Quanto amore si sprigionava dal suo viso! La gente, attonita, non poteva fare a meno di piegare il ginocchio davanti a quella mistica agonia, a quel totale annientamento. Il Padre rimaneva come stordito a gustare le divine dolcezze che solo Gesù eucaristico sa dare. Quindi il sacrificio della messa si completava con reale partecipazione di amore, di sofferenza, di sangue. E portava frutti copiosi di conversione. Al termine della messa, Padre Pio bruciava di un fuoco divino appiccato da Cristo alla sua anima, per attrazione. Un'altra ansia lo divorava: quella di andare in coro per restare raccolto col suo Gesù nell'intima, silenziosa lode di ringraziamento. Rimaneva immobile, come privo di vita. Se qualcuno l'avesse scosso non se ne sarebbe accorto, tanto era assorto nel divino amplesso. La Messa di Padre Pio! Nessuna penna riuscirà mai a descriverla. Solo chi ha avuto il privilegio di viverla, può capire ...
  25. E' opportuno inginocchiarsi ai piedi del confessore e dire: "Beneditemi, padre, perché ho peccato", dopo di che ci si inchina a ricevere la benedizione e si fa il segno della croce. Si dice, dunque: "Mi confesso a Dio onnipotente, alla beata Vergine Maria, a tutti i Santi, ed a voi, padre mio spirituale, perché ho peccato". Poi: "Mi sono confessato nel tal tempo; per grazia di Dio ho ricevuto l'assoluzione, ho fatto la penitenza, e sono andato alla Comunione". Quindi si fa l'accusa dei peccati.Una volta finita si dice: "Mi accuso ancora di tutti i peccati della vita passata (specialmente contro la tale, o tale virtù - p. es. contro la purità, contro il quarto comandamento, ecc...). Di tutti questi peccati e di quelli che non ricordo, domando perdono a Dio con tutto il cuore; ed a voi, mio padre spirituale, domando la penitenza e l'assoluzione."Compita l'accusa dei peccati, bisogna ascoltare con rispetto quello che dirà il confessore; accettare la penitenza con sincera volontà di farla; e mentre egli dà l'assoluzione, rinnovare di cuore l'atto di contrizione.Ricevuta l'assoluzione, bisogna ringraziare il Signore; fare al più presto la penitenza; e mettere in pratica gli avvisi del confessore.
  26. da: dom Prosper Guéranger, L’anno liturgico. – II. Tempo Pasquale e dopo la Pentecoste Quando lo ritennero opportuno, san Gioacchino e sant’Anna condussero la loro piccola bambina al Tempio e là, come ritengono parecchi santi, la consacrarono al Signore, che l’aveva loro concessa nella vecchiaia. Da parte sua, Maria ratificò la consacrazione fatta dai genitori, la consacrazione già fatta nel momento della sua concezione immacolata e si donò senza riserve, volendo per tutta la vita essere la serva del Signore. “La Madonna, diceva san Francesco di Sales, fa oggi un’offerta quale il Signore la vuole, perché, oltre la sua persona, che sorpassa tutte le altre, fatta eccezione del Figlio suo, offre tutto ciò che è, tutto ciò che ha e questo è quanto Dio chiede” (Opere, t. ix, p. 236). I sentimenti di Maria L’Olier fa notare che “l’offerta, che Maria aveva fatta di se stessa fin dalla concezione immacolata, era segreta, ma che, come la religione comprende doveri interni e nascosti e doveri esterni e pubblici, Dio volle che rinnovasse l’offerta nel Tempio di Gerusalemme, unico santuario della vera religione allora esistente nel mondo intero, ed Egli stesso le ispirò di andare ad offrirsi a lui in quel luogo. La Bambina benedetta, santificata nella carne, l’anima penetrata e piena della divinità, mentre le sue facoltà naturali sembravano morte, era in tutto diretta dallo Spirito Santo. Con la sola attività del proprio spirito, chiudendo ogni porta alla saggezza umana, viveva soltanto secondo Dio, in Dio, per Dio e sono la direzione stessa di Dio … Posseduta dallo Spirito di Dio, tutta ardore e amore, era condotta al Tempio dallo Spirito divino, che la elevava oltre le possibilità dell’età e della natura. Bambina di tre anni appena, sale da sé i gradini del Tempio… per far vedere che soltanto lo Spirito divino la dirige e per insegnare a noi che, operando con la sua potenza nelle anime nostre, Egli è il vero sostegno delle nostre infermità … Maria rinnova allora il voto di vittima e di ancella con amore ancora più puro, più grande, più nobile e più ammirabile di quando lo aveva emesso nel tempio sacro del seno di sant’Anna e tale amore, crescendo continuamente, sviluppandosi momento per momento, senza interruzioni e senza posa, la rende immensa. Tutta consumata da questo amore, non vuole avere di vita, movimento, libertà, spirito, corpo, niente altro che in Dio. Il dono fatto di sé è così vivo, ardente e stimolante che l’anima è, in ogni momento e in modo perpetuo, disposta ad abbandonarsi in Dio, ad appartenergli sempre di più, convinta di non esserlo mai abbastanza e desiderosa di esserlo maggiormente, se le è possibile … Infine, offrendosi a Dio, come ostia viva a lui consacrata in tutto quello che è e in tutto quello che sarà un giorno, rinnova la consacrazione a Dio di tutta la Chiesa, che già aveva fatta nel momento della sua concezione e specialmente la consacrazione delle anime, che, seguendo il suo esempio, si sarebbero consacrate al divino servizio in tante sante comunità. In quel giorno la legge antica vede realizzarsi qualcosa di quello che essa significava: il Tempio di Gerusalemme vede compiuta una delle sue speranze e accoglie fra le sue mura uno dei templi dei quali è immagine la Santissima Vergine Maria, tempio vivo di Cristo, come Gesù sarà tempio vivo e perfetto della divinità” (Vie intérieure de la Sainte Vierge, pp. 127-133). Dopo la Presentazione Maria non resta al tempio, perché nessuno meglio di Gioacchino e Anna sono preparati ad educare la Madre di Dio; ma vi ritorna spesso per essere iniziata alla legge mosaica, per unirsi ai sacrifici offerti a Dio ogni giorno e pregarlo di inviare presto il Messia promesso e tanto atteso. “Conoscendo pienamente i misteri del Figlio di Dio… Maria contempla e adora Gesù Cristo in tutte le figure della liturgia mosaica. Al tempio è come circondata da Cristo, lo vede dappertutto e, in certo senso, ella è la pienezza della Legge, poiché compie al momento del declino della Legge, ciò che questa non aveva ancora potuto consumare dalla sua istituzione. Vedendo le vittime del tempio, Maria sospira per la morte della vittima annunziata dai profeti, per la morte di colui che salverà il mondo e che sarà ad un tempo sacerdote, vittima e tempio del suo sacrificio. Maria adempie senza saperlo in quel tempo le funzioni sante del sacerdozio che avrebbe esercitato sul Calvario… è il sacerdote universale, il sommo sacerdote della Legge, il Pontefice magnifico, che immola in anticipo, spiritualmente, Gesù Cristo alla gloria del Padre… E, come offre a Dio se stessa, in tutto quello che è e in tutto quello che sarà, offre, nello stesso tempo, tutta la Chiesa. La Legge richiamava il Messia… La Santissima Vergine lo chiama con maggiore potenza ed efficacia, più dei Patriarchi e dei Profeti, per la sua inimitabile santità, per le sue qualità auguste, per l’ardore della carità verso gli uomini e per l’amore ardentissimo e veemente per il Verbo incarnato, del quale già contempla la bellezza affascinante, nelle comunicazioni del Verbo stesso, delle quali il Padre si compiace favorirla… ” (Olier, ivi, pp. 137-144). La festa della Presentazione è così per noi provvidenziale preparazione al periodo liturgico dell’avvento, ormai vicino, durante il quale, insieme con tutti i santi del Vecchio Testamento e soprattutto uniti alla preghiera di Maria, chiederemo per le anime nostre e per il mondo intero il grande beneficio della nuova nascita del Salvatore. Preghiera “Rallegratevi con me voi tutti che amate il Signore, perché, ancora piccolina, piacqui all’Altissimo” (Secondo responsorio del primo Notturno dell’Ufficio della Madonna). Nell’Ufficio cantato in tuo onore ci rivolgi, o Maria, questo invito e quale festa meglio di questa lo giustificherebbe? Quando, piccola più per l’umiltà che per l’età, candida e pura salivi i gradini del tempio, il cielo dovette riconoscere che ormai le compiacenze dell’Altissimo erano per la terra. Gli Angeli, in una pienezza di luce mai vista, compresero le tue grandezze incomparabili, e la maestà di un Tempio in cui Dio raccoglieva un omaggio superiore a quello dei nove cori angelici, la prerogativa augusta del Vecchio Testamento di cui eri figlia e i cui insegnamenti perfezionavano in te la formazione della Madre di Dio. Tuttavia la santa Chiesa ti dichiara imitabile per noi in questo mistero della Presentazione, come in tutti gli altri, o Maria (Lezione seconda del secondo Notturno). Degnati particolarmente benedire i privilegiati che la grazia della vocazione fa abitare qui in terra nella casa del Signore e siano essi pure il fertile ulivo (Eccli 24,19) nutrito dello Spirito Santo col quale oggi ti paragona san Giovanni Damasceno (Lezione prima del secondo Notturno). Ma non è forse ogni cristiano, per il suo battesimo, cittadino e membro della Chiesa, vero santuario di Dio del quale il tempio di Gerusalemme è soltanto figura? Per tua intercessione ci sia possibile seguirti da vicino nella tua felice Presentazione, per meritare di essere noi pure presentati,. al tuo seguito, all’Altissimo nel tempio della sua gloria (Colletta del giorno).
  27. "Santa Elisabetta di Ungheria è una dei tanti santi che sono riusciti a raggiungere la perfezione nella vita cristiana appartenendo all’aristocrazia e svolgendo ruoli regali. Era infatti una regina. Una regina, però, che scopriva nella fedeltà a Cristo tutto il suo essere e il fine del proprio ruolo: di regina e di moglie. Il suo concepire il governo come manifestazione di “servizio” la portava anche a compatire i disagi dei poveri che continuamente decise di assistere e di aiutare. Ecco in breve la sua vita. Figlia di Andrea, re d’Ungheria e di Gertrude, una nobildonna di Merano, Elisabetta ebbe una vita breve. Nacque nel 1207. Fu promessa in moglie a Ludovico, figlio ed erede del sovrano di Turingia. Si sposò a quattordici anni. Divenne madre di tre figli e restò vedova a soli venti anni. Il marito, Ludovico IV, morì ad Otranto in attesa di imbarcarsi con Federico II per la crociata in Terra Santa. Alla morte del marito, Elisabetta si ritirò a Eisenach, poi nel castello di Pottenstein per scegliere infine come dimora una modesta casa di Marburgo dove fece edificare a proprie spese un ospedale, riducendosi in povertà. Iscrittasi al Terz’ordine Francescano, offrì tutta se stessa agli ultimi, visitando gli ammalati due volte al giorno e attribuendosi sempre le mansioni più umili. La sua scelta di povertà scatenò la rabbia dei cognati che arrivarono a privarla dei figli. Morì a Marburgo, in Germania il 17 novembre 1231. È stata canonizzata da papa Gregorio IX nel 1235. Un giorno, l’anziano padre spirituale di santa Elisabetta, Maestro Corrado, chiese alla santa come ella avrebbe fatto allorché lui fosse morto, e la Santa gli rispose che non aveva alcuna preoccupazione per il semplice motivo che sarebbe morta prima lei. E fu così. Difatti, pochi giorni dopo, la Santa cadde ammalata e subito si aggravò. La mattina del 16 novembre il padre spirituale le chiese di disporre delle cose che aveva. Ma la Santa aveva deciso di lasciare tutto ai poveri, mentre per sé conservava solo la tunica che aveva indosso e il logoro mantello di san Francesco nel quale chiedeva di essere avvolta per la sepoltura. In quello stesso giorno fece la sua ultima confessione, si comunicò e rimase assorta in preghiera. Durante la notte disse: “Guardate è giunta l’ora in cui la Vergine partorì il Figlio.” Furono le sue ultime parole. Morì serena e dolce. Era la notte fra il 16 e il 17 novembre. Venne pianta soprattutto dai poveri e dagli infermi. Così è scritto nella Bolla di canonizzazione di papa Gregorio IX, anno 1235: “O dolce Elisabetta! Il tuo nome significa saziare e soddisfare Dio; tu, che, saziando i poveri, hai meritato il Pane degli Angeli.” Queste sono le grandezze del Cristianesimo: Re e Regine che servono i poveri!" Preghiera Santa Elisabetta, prega affinché ognuno di noi possa distaccarsi da ogni interesse personale, per offrirsi totalmente alla realizzazione della volontà del Signore Gesù http://itresentieri.it/la-bellezza-del-tempo-19-novembre-s…/
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