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  1. Last week
  2. 3. Il martirio dell'anima Questo martirio è il più doloroso di tutti. Viene direttamente da Dio e, apparentemente, senza un motivo e senza preavviso. Santa Teresina, durante tutta la sua vita religiosa si nutrì del pane amaro dell'aridità spirituale e della mancanza di consolazione nella preghiera quotidiana. "Per me è sempre notte, sempre tenebre, notte oscura. Nelle mie relazioni con Gesù, niente: Aridità! Sonno! Ma se Gesù vuole dormire, perché dovrei impedirglielo?". Santa Teresina trovava particolarmente ostici i ritiri: "Lungi dal portarmi consolazioni, mi ha recato l'aridità più as
  3. Merita il Paradiso chi è buono, ossia chi ama e serve fedelmente Dio, e muore nella sua grazia. Nella parabola dei talenti Nostro Signore ci dice che i servi fedeli che avranno curato gli interessi del padrone, nel giorno del rendiconto saranno premiati e resi partecipi della sua gioia (v. Mt 25, 14-24). Il merito è il diritto alla ricompensa per il lavoratore che compie bene la sua opera. Il merito è detto "de condigno" quando c'è parità tra esso e l'opera compiuta, e dà un diritto di giustizia alla ricompensa. Gesù con la Passione e Morte meritò "ex justitia", cioè "de condigno",
  4. Earlier
  5. La preghiera Aufer a nobis Oremus. Aufer a nobis, quaesumus, Dòmine, iniquitàtes nostras: ut ad Sancta sanctòrum puris mereàmur méntibus introìre. Per Christum Dòminum nostrum. Amen. Preghiamo. Togli da noi, o Signore, le nostre iniquità: affinché con animo puro possiamo entrare nel Santo dei Santi. Per Cristo nostro Signore. È in un profondo sentimento d'umiltà e con un grande desiderio di santità che conviene salire all'altare. Durante la Messa il sacerdote è invitato ad rivestirsi di umiltà, come vediamo nelle preghiere che egli recita, a voce bassa, salendo all'altare
  6. Il Paradiso è il godimento eterno di Dio, nostra felicità e, in Lui, di ogni altro bene, senza alcun male. San Pietro, avendo contemplato per alcuni istanti, sul monte Tabor, la Gloria del Cristo trasfigurato, ne fu inebriato ed uscì di sé per la gioia, desiderando di rimanere per sempre in quella beatitudine. Cosa sarà allora il Paradiso, dove si contemplerà eternamente Dio nello splendore della sua Gloria? Sulla terra le creature non possono farci felici e appagare il nostro bisogno della beatitudine senza fine. Sono piccole, limitate nel tempo e nello spazio per saziare la nostra
  7. L'ultima settimana di Quaresima si dice santa, perché in essa si celebra la memoria dei più grandi misteri operati da Gesù Cristo per la nostra redenzione. Nel giovedì santo si celebra l'istituzione del SS. Sacramento dell'Eucarestia; nel venerdì santo si ricorda la passione e morte del Salvatore; nel sabato santo si onorano la sepoltura di Gesù Cristo e la sua discesa al Limbo e dopo il segno del Gloria si comincia ad onorare la sua gloriosa risurrezione. Per passare la settimana santa secondo la mente della Chiesa dobbiamo fare tre cose: 1. unire al digiuno un maggior raccoglimento
  8. La portata dell’essere umano assume una valenza che giunge ai limiti di una conoscenza profonda ed esauriente per cogliere in maniera esaustiva gli aspetti della persona umana oggetto di studio di varie discipline. Pur restando complessa e quasi inesplicabile la ricerca di un nesso comune tra le diverse discipline, è evidente che l’oggetto di studio assume in se una vasta complessità tale da riconoscere nell’uomo stesso un essere complesso. La proprietà riconosciuta dalle varie discipline è il carattere relazionale intrinseco ed essenziale per la sua vitalità. Negare questo aspetto equivale a
  9. Nella festa dell'Annunciazione di Maria Vergine, si celebra l'annuncio che le fece l'angelo Gabriele di essere stata eletta Madre di Dio, rivolgendole le parole con le quali anche noi la salutiamo ogni giorno: "Io ti saluto, o piena di grazia: il Signore è con te". Allora Maria si turbò, sentendosi salutare con titoli nuovi ed eccellenti, dei quali si considerava indegna. Dimostrò così una purezza ammirabile, una profonda umiltà, una fede ed un'ubbidienza perfetta. All'annuncio dell'angelo Gabriele, la Madonna fece conoscere il suo grande amore per la purezza con la sua preoccupazione di c
  10. Il martirio del cuore E' un martirio ancor più doloroso di quello del corpo. Anche quando era bambina, Teresina aveva un immenso desiderio di amore e di affetto nel cuore: "Non ho un cuore insensibile - scrisse -; ma appunto perché lo so capace di soffrire molto, io bramo offrire a Gesù tutti i generi di patimenti che al mio cuore sia possibile sopportare". Quello che normalmente porta le persone a lamentarsi, per lei era, invece, fonte di gioia, perché, attraverso la sofferenza, aveva modo di dar prova del suo amore al buon Dio. Provava un'avversione tanto forte verso una consorel
  11. Dio ci ha creati per conoscerLo, amarLo e servirLo in questa vita, e per goderLo poi nell'altra in Paradiso A uno scriba che gli chiedeva quale fosse il primo comandamento, Gesù rispose essere quello che impone di amare Dio con tutto noi stessi (v. Mr 12, 28-32). Per amare bisogna prima conoscere. L'amore nasce dalla conoscenza dell'oggetto amato e porta a servire la persona amata. L'uomo è superiore a tutti gli esseri visibili per la sua intelligenza, che gli è data prima di tutto perché possa conoscere Dio, le sue opere e la sua volontà e lo glorifichi a nome di tutto il creato. A
  12. LA PREGHIERA DEL CONFITEOR S - Confíteor Deo Omnipoténti, Beátae Maríae semper Vírgini, Beáto Michaëli Archángelo, Beáto Ioánni Baptístæ, Sanctis Apostόlis Petro et Paulo, όmnibus Sanctis et tibi, pater, quia peccávi nimis cogitatiόne, verbo et όpere (Percutit sibi pectus ter, dicens:) Mea culpa, mea culpa, mea máxima culpa; Ideo precor beátam Maríam semper Vírginem, Beátum Michaélem Archángelum, Beátum Ioánnem Baptístam, Sanctos Apόstolos Petrum et Paulum, omnes Sanctos, et te, pater, oráre pro me ad Dόminum Deum Nostrum. C - Misereátur vestri Omnípotens Deus, et, dimíssis peccátis ves
  13. Il martirio del corpo Santa Teresina, nella preghiera, aveva chiesto di soffrire le pene del martirio, e fu esaudita. Le sue sofferenze fisiche furono, anzi, più di un martirio. Soffrì molto anche durante la sua infanzia, ma fu soprattutto verso la fine della sua vita terrena che le sue pene si moltiplicarono. Le sue forze diminuirono; si trascinava, nel vero senso della parola, ai vari esercizi della Comunità, compiendo ogni dovere, anche il più faticoso ufficio liturgico della sera, sebbene dovesse combattere contro lo stordimento e le vertigini per mantenersi in piedi. Quando tutto e
  14. L’Osservatorio internazionale “Cardinale Van Thuân” sulla Dottrina sociale della Chiesa (https://www.vanthuanobservatory.org/), istituzione culturale fondata dall’arcivescovo Giampaolo Crepaldi e diretta dal professor Stefano Fontana, ha tra le proprie finalità l’insegnamento della Dottrina sociale della Chiesa (DSC). Sono così nate le Scuole di DSC “Mater et Magistra” (Area Scuole DSC : News dell'Osservatorio (vanthuanobservatory.org) organizzate dall’Osservatorio in diverse regioni d’Italia (Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Lombardia, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, etc.) con un ricco insegn
  15. Dio ha cura e provvidenza delle cose create, e le conserva e dirige tutte al proprio fine, con sapienza, bontà e giustizia infinita. Il Salvatore ci raccomanda: Non angustiatevi per la vostra vita, di quello che mangerete, né per il vostro corpo, di quello che vestirete. La vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, non mietono, non raccolgono in granai, e il Padre vostro celeste li nutre. E voi non valete di più? (Mt 6, 25-26; cfr. ivi, 26-34). La cura che Dio ha per le sue creature è immensamente più grande di quella d
  16. L'inchino al Gloria Patri C - Glòria Patri et Fìlio et Spirìtui Sancto. S - Sicut erat in princìpio et nunc et semper, et in saecula saeculòrum. Amen. C - Introìbo ad altàre Dei. S - Ad Deum Qui laetìficat iuventùtem mèam. C - Adjutòrium nostrum in nòmine Dòmini. S - Qui fècit caelum et terram. C - Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo. S - Come era nel principio, e ora, e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen. C - Mi accosterò all'altare di Dio. S - A Dio che allieta la mia giovinezza. C - Il nostro aiuto è nel nome del Signore. S - Egli ha fatto cielo e
  17. Dio non può fare il male, perché non può volerlo; ma lo tollera per lasciar libere le sue creature, sapendo poi ricavare il bene anche dal male. Dopo che Gesù ebbe digiunato per quaranta giorni e quaranta notti, gli si accostò satana per distoglierlo dalla missione messianica e magisteriale, inducendolo a peccare di gola, di presunzione e d'idolatria (v. Mt 4, 1-10). Le tentazioni diaboliche riuscirono vane, perché Cristo era Dio, non poteva fare il male e neppure volerlo. Il male è la mancanza del bene dovuto a chi ne è privo. Se manca un bene fisico, come la vista al cieco e l'udit
  18. "Strappate i vostri cuori, non le vostre vesti, e tornate al Signore, vostro Dio". [1] Queste parole dell'odierna epistola esprimono il programma della nostra osservanza quaresimale annuale. È un programma per rivolgere i nostri cuori in modo più completo e perfetto al glorioso Cuore trafitto di Gesù. Nelle parole delle Sacre Scritture, siamo chiamati a guardare a Colui il cui Cuore amorevole abbiamo trafitto dai nostri peccati. [2] Contemplando il Cuore trafitto di Gesù, siamo pieni di stupore davanti all'incommensurabile amore di Dio per noi. Innalzando i nostri cuori, appesantiti da
  19. Forse il termine migliore per descrivere lo stato attuale della Chiesa è confusione, confusione che spesso rasenta l’errore, confusione che sembra voler mettere alla prova il limite tra il vero e il falso in quanto attiene alla fede e alla morale. La confusione non è limitata all’una o all’altra dottrina o disciplina o aspetto della vita della Chiesa, ma, piuttosto, è pervasiva. In fondo, sembra esserci una confusione sull’identità stessa della Chiesa. Perché è importante studiare la confusione che segna così profondamente lo stato attuale della Chiesa? La confu
  20. Dio può far tutto ciò che vuole: Egli è l'Onnipotente. Nostro Signore, toccando con la mano e dicendo: Lo voglio, sii mondato, guarì in un attimo e perfettamente un lebbroso dall'orribile malattia contro la quale era inefficace ogni rimedio umano (cfr. Mr 1, 40-43). Gesù Cristo operava i miracoli con la sua divina onnipotenza. Gli uomini possono fare molte cose; i sovrani possono dichiarare guerra e talora vincerla... Ma nessuno può comandare al mare e fermare le onde infuriate, mutare il corso delle stagioni, fermare la morte per sempre e strapparle le sue prede. L'uomo con la sua p
  21. Del Prof. Mario Mascia. Il tempo in cui la Chiesa vive la sua crisi richiama la dinamica di una involuzione morale che attraversa la società e l’evanescenza dei caratteri della missione della Chiesa che ha smarrito la capacità autorevole della comunicazione educativa e formativa. La lettura di questa involuzione nella storia consente di svelare il vuoto dei valori alla base di una comunità orientata alla costante ricerca della Verità nella vita cristiana. Nello smarrimento dei valori spirituali risiede la crisi di una umanità incapace di riconoscere la propria identità che le generaz
  22. Riportiamo di seguito una breve riflessione del Prof. Mascia sullo stato d'animo generato in moltissimi dalla situazione contingente. "Avvertiamo in questa contingenza di sofferenza sociale, causata dall’emergenza sanitaria ed economica, la necessità di una purificazione degli effetti di una sfrenata mentalità materialistica che concepisce l’uomo come un soggetto di richieste consumistiche. I limiti di questa concezione sono evidenti nel godimento effimero in quanto la frustrazione in questo periodo della scarsa disponibilità di risorse pone frequenti domande sui bisogni fondamentali de
  23. La Purificazione di Maria Vergine è la festa istituita in memoria del giorno nel quale la santissima Vergine andò al tempio di Gerusalemme, per adempiere la legge della purificazione e per presentarvi il suo divin figliuolo Gesù Cristo. La legge della purificazione era quella di Mosè, la quale obbligava tutte le donne a purificarsi dopo il parto nel tempio, con l'oblazione di un sacrifizio. La Santissima Vergine ovviamente non era obbligata alla legge della purificazione, perché divenuta madre per opera dello Spirito Santo, conservando la sua verginità. La Santissima Vergine si sottomise
  24. Il salmo 42: Judica me 2. Un sacrificio per amore del Padre e delle anime "Nostro Signore ha dato la sua vita innanzitutto per amore del Padre, per ristabilire la gloria del Padre. Si comprende bene che Nostro Signore sulla Croce è tutto orientato verso il Padre; si rivolge a Lui all'inizio della sua Passione; tutti i suoi sentimenti sono orientati verso il Padre. Senza dubbio, dona il suo Sangue per redimerci, per la Redenzione dai peccati del mondo, ma ogni suo pensiero è orientato verso l'immenso amore che ha per il Padre. Vuol fare la volontà del Padre, ristabilire la gloria
  25. Dio sa tutto, anche i nostri pensieri: Egli è l'Onnisciente. Gesù Cristo lesse nei cuori degli scribi che mormoravano contro di Lui, perché aveva dichiarato perdonati i peccati del paralitico che gli avevano presentato. E per dimostrare che Egli come Dio aveva il potere di perdonare i peccati, all'istante guarì l'infermo (cfr. Mt 9, 1-7). Il bambino nei primi mesi della sua vita non sa nulla. Poi, a poco a poco, acquista cognizioni sempre nuove, e forse, fatto adulto, sarà ammirato per la vasta scienza, ma anche allora ignorerà molte cose, e più crescerà la scienza e più l'orizzonte
  26. Il salmo 42: Judica me C - Introibo ad altare Dei. S - Ad Deum qui laetificat iuventutem meam. C - Judica me, Deus, et discerne causam meam de gente non sancta: ab homine iniquo, et doloso érue me. S - Quia tu es, Deus, fortitudo mea: quare me repulisti, et quare tristis incédo, dum afflìgit me inimìcus? C - Emìtte lucem tuam et veritatem tuam: ipsa me deduxèrunt et adduxèrunt in montem sanctum tuum, et in tabernàcula tua. S - Et introìbo ad altàre Dei: ad Deum qui laetìficat iuventutem meam. C - Confitèbor tibi in cìthara, Deus, Deus meus; quare tristis es, anima mea, et quar
  27. L'antifona Introibo ad altare Dei C - Introibo ad altare Dei. S - Ad Deum Qui laetificat juventutem meam. C - Salirò all'altare di Dio. S - Al Dio che rallegra la mia giovinezza. La Messa ci avvicina a Nostro Signore Gesù Cristo. Essa è la sorgente della gioia e della vera felicità per tutti coloro che scelgono di seguirlo nel Suo Sacrificio e di rimanere con Lui. 1. Salirò all'altare di Dio Dove troveremo Nostro Signore Gesù Cristo? E' necessario andare in Palestina sul monte della Trasfigurazione? No, Lo troveremo sui nostri altari, perché ormai Egli è sui nostri altari
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