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  1. E' noto che in tutti i partiti ci sono politici che si ritengono cattolici, nel centro-destra e nel centro-sinistra, ma il centro in realtà non esiste o è solo un ricordo del partito dei cattolici che non c'è più e stava a significare che in medio stat virtus. Chi è la virtus, ossia la forza? Dio, Cristo Redemptor hominis "centro del cosmo e della storia", come affermò Giovanni Paolo II: senza di lui non si può governare veramente l'umana società. Senza questo "centro" non v'è alleanza durevole, anche se in tutta fretta si sta cercando di metterla su, ma è solo un'alleanza elettorale, a destra e a sinistra, ma non sarà al "centro", che puntualmente si infrangerà dal giorno dopo le elezioni, sullo scoglio di chi deve essere il primo, poi su quelli dei temi etici, non appena bisognerà prendere posizione decisa sul progressismo nichilista: dall’uso dei pronomi fluidi nelle scuole alla cancel culture, dalle unioni alle adozioni gay, all’aborto e all’attivismo transgender. Ci sarà chi vorrà mettere la sordina per timore di perdere consensi, perchè sarebbe ritenuto omofobo. Non ci si illuda: senza la verità morale non v'è cultura politica. Certo, i veri cattolici usano il pensiero senza intenzione di offendere, ma rischiando di farlo, perché la verità fa male, soprattutto quando si critica il politicamente corretto. La vita è una lotta, e bisogna combattere senza abbattersi e affrontare le difficoltà. Bisogna usare il principio di realtà, collegato a una visione verticale dell’esistenza, specialmente per chi ha la fede, visione fondata sulla Rivelazione biblica che illumina ciò che accade nel mondo. Ne segue che la conversione, non appena la legalità, è necessaria per tutti, se si vuole una società giusta; che l’orgoglio in qualsiasi campo, quindi anche gay, è un peccato e non una ragione di vita; che gli interventi chirurgici per cambiare sesso sono criminali, soprattutto quando lo si sfoggia (si pensi alle decisioni catastrofiche in materia, prese da adolescenti immaturi). La carne dell’uomo non è carne da macello, perché è chiamata alla risurrezione; risorgeremo secondo il sesso datoci alla nascita, anche se - sottratti alla concupiscenza come gli angeli - non ne useremo. Ancora, chi è cattolico non ha paura di dire che vanno esaminate le ragioni storiche, culturali e politiche dei conflitti internazionali, prima di schierarsi a testa bassa. Né ha timore di dire ai musulmani che devono rispettare il cristianesimo perchè appartiene all’identità europea. Soprattutto bisogna combattere la forma strisciante di totalitarismo, che Benedetto XVI chiamò "dittatura del relativismo". Il fuoco che in questa estate divampa qui e là, è metafora del castigo a cui gli europei sono sottoposti, dopo la pandemia e la guerra, per aver trasformato in “diritti civili” i loro capricci. L'apparente dissesto della natura, solo in minima parte - e transitoria - va addossato all’incuria dell’uomo; la natura invece geme e soffre anch’essa per i peccati degli esseri umani: la natura è troppo potente per essere condizionata dall'uomo che, quando la deturpa, percepisce ciò come un solletico. Formandosi un giudizio culturale, i cattolici in politica contribuiranno a salvare l’Occidente dalla follia. Dovrebbero dunque gli onorevoli politici che si ritengono cattolici riflettere su tutto ciò ora, e verificare se i partiti nei quali militano, condividono il pensiero cattolico altrimenti è bene non ritenersi tali e non chiedere il consenso agli elettori cattolici e ai laici sanamente razionali. Per realizzare dunque una vera alleanza che duri, non solo in funzione elettorale, si deve aderire alla virtus che sta al centro, la Verità che è Dio. E per questo, ci vogliono azioni necessarie alla piena conversione, che sono almeno quattro: la contrizione, la rinuncia, la confessione, la riparazione. Altrimenti l'orgoglio prenderà il sopravvento e la cosiddetta coalizione naufragherà sugli scogli degli egoismi individuali e di partito. Dunque, si consiglia ai politici che vogliono essere cattolici, a cominciare dai capi partito, una "giornata di ritiro" con confessione e Santa Messa, prima di dichiarare alleanze e programmi. Infine, in questo tempo di confusione causata da una profonda crisi dottrinale, bisogna osservare che gli elettori consapevoli di cosa significhi essere cattolici, ritengono impensabile di dare il consenso ai partiti che cambiano le leggi sulla famiglia naturale, ai candidati favorevoli alla pace ma anche all'aborto e alle unioni civili; invece daranno il voto a chi sostiene la vita dal concepimento alla morte ,a chi è per la libertà di educazione. Se qualcuno, a questo punto, osservasse che la politica è laica, risponderemo che la laicità non è autonoma dalla legge morale, tant'è vero che dinanzi a corruzione e immoralità a livello pubblico e privato, tutti si affannano ad invocare "codici etici". In verità ne esiste già uno e immutabile: il Decalogo dato da Dio a Mosè e confermato da Cristo. Qui c'è la verità e la libertà di ogni uomo e della vera politica. I politici cattolici diano testimonianza col far conoscere questi pensieri a quei colleghi che cercano la verità e ai capi partito che si accingono ad allearsi, se non vogliono concorrere ad allontanare ancor più tanti dalla politica.
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