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  1. La musica sacra, almeno dal Vaticano II in poi, è stata ed è spesso oggetto e fonte di tensioni interne alla Chiesa a tutti i livelli. Ho vissuto questa realtà nella mia esperienza ormai quasi ventennale di musicista di chiesa, attraversando in prima persona il territorio impervio e accidentato, del quale non si possiede una mappa sufficientemente veritiera e dettagliata quale appare ancora oggi la musica sacra nella Chiesa Cattolica in Italia e nel mondo. In questa traversata Benedetto XVI si è rivelato senza dubbio una guida sicura, autorevole, ricca di esperienza e capace di guardare lontano e illuminare la strada, motivo per cui la trattazione in questo testo si basa sul suo pensiero, da cardinale, da papa e da papa emerito. Insieme a lui mi chiedo: non è sotto gli occhi di tutti la totale eterogenesi dei fini a cui si è andati incontro introducendo nella liturgia musica prettamente funzionale, spesso banale, semplice musica d’uso, usando la comprensibilità a tutti come unica categoria e mettendo alla porta la bellezza? La liturgia non è diventata più comprensibile, ma solo più povera, banale e noiosa; le chiese non si sono nuovamente riempite, ma inesorabilmente svuotate. La Prof.ssa Eleonora Casulli ne propone una disamina nel testo: "Senza Bellezza non possiamo vivere. La Musica Sacra secondo Benedetto XVI", con prefazione di Don Nicola Bux. Per maggiori informazioni sul libro: Whatsapp al +39 3803523294; e-mail a eleonora.casulli@libero.it
  2. La crisi della Fede e il crollo della Liturgia. Incontro con Monsignor Bux Chiesa nella di San Michele Arcangelo, a San Vito dei Normanni, 14 Dicembre 2018. Nella attuale #crisi della Chiesa, si è ricordato, risuona il monito di sant'Ireneo: "tutti allo stesso modo discutono le verità di fede, ma non tutti vi credono allo stesso modo". Non può essere negato che la confusione diffusa tra i fedeli sia grande, al punto da rendere possibile la penetrazione dell'ateismo persino nei vertici ecclesiastici, come ha dichiarato recentemente il card. Gherard Mueller. E' in crisi la fede, intesa come riconoscimento della venuta del Figlio di Dio, Gesù Cristo e della sua presenza nella Sacra Liturgia", ha precisato Mons. Bux. Questa è sacra proprio a motivo della presenza del Signore, vero Dio e vero uomo, proclamatosi Egli stesso Via, Verità e Vita. La bellezza nella liturgia dipende unicamente dalla fede nella Sua presenza. Il decadimento e la crisi della fede è causato dal crollo della liturgia, celebrata come se Dio non esistesse o c'entrasse con essa. Il protagonismo del clero - il clericalismo di cui parla papa Francesco - fa sì che al posto di Dio sia subentrato l'uomo, la sociologia invece della Teologia, il mondo che oscura il Cielo, la prassi o pastorale al posto della Verità. Si ha fastidio della Dottrina o insegnamento, come dice l'Apostolo. Cosa fare? Proclamare sempre la verità cattolica liberi da ogni paura. La liturgia è annuncio e celebrazione della Verità, in quanto solo Dio è il Signore e non l'uomo o il potere. Quando i cristiani si radunano per la liturgia, specialmente la domenica, compiono il più grande atto 'politico', perché affermano la signoria di Dio sulla storia e sul mondo. Questa è la coscienza a cui la Chiesa deve educare in permanenza i suoi fedeli. Questa è la fede che salva dal peccato, dal maligno che costantemente insidia l'umanità. I cristiani devono resistere senza timori e prendere le distanze da quanti seminano confusione e dubbio.
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