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SANTA TERESINA DI LISIEUX: LA PERFETTA FELICITÀ NELLA SOFFERENZA (PARTE 2)


Valerio

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Santa Teresina, pensando a Dio che le mandava delle sofferenze, ne aveva un'idea molto delicata e consolante.

Dio non è affatto insensibile né tanto meno crudele, ma è il più amorevole dei padri. Tutto viene dal suo infinito e perfetto Amore.

Scriveva Santa Teresina: "Lungi dal lamentarmi con Gesù della croce che ci manda, non arrivo a comprendere l'amore infinito che L'ha portato a trattarci così". E ancora: "Questa pena è una tenera predilezione da parte di Gesù. Che privilegio ci ha concesso Gesù, inviandoci un dolore così grande! Ah, l'eternità non sarà lunga abbastanza per ringraziarLo!". Che pensiero sublime.

Teresina era, tuttavia, anche umana e si chiedeva: "Come mai il buon Dio, Che ci ama così tanto, può essere felice quando noi soffriamo?". E si rispondeva gioiosamente con incredibile dolcezza: "No, non è la nostra sofferenza che Lo rende felice, ma questa sofferenza è necessaria. Allora Egli la permette, come voltando il capo... Vi assicuro che Gli costa moltissimo abbeverarci di amarezza". E con profonda sensibilità di cuore giungeva a questa amabile conclusione: "Il buon Dio è abbastanza dispiaciuto, Egli Che ci ama tanto, di essere obbligato a lasciarci sulla terra a compiere il nostro tempo di prova, senza che noi veniamo ad ogni istante a ridirGli che ci stiamo male; non bisogna aver l'aria di accorgersene!". Per questo nobilissimo sentimento un giorno rimproverò una novizia che, piangendo, diceva: "D'ora in poi le mie lacrime saranno solo per Dio. Confiderò le mie angosce a Lui, Che può capirmi e consolarmi". Le rispose la Santa: "Piangere davanti al buon Dio! Guardatevi dal farlo. Dovete apparire meno triste davanti a Lui che davanti alle creature... Il nostro Divin Maestro viene a noi in cerca di riposo per dimenticare le incessanti proteste dei Suoi amici nel mondo, che, invece di apprezzare il valore della Croce, molto spesso la ricevono con gemiti e lacrime. Vorreste essere come le anime mediocri? Sinceramente, questo non è amore disinteressato. Siamo noi a dover consolare Gesù e non Lui noi. Il Suo Cuore è così amabile che, se voi piangete, Egli asciugherà le vostre lacrime; ma poi se ne andrà triste, dato che non Gli avete permesso di riposare tranquillamente in voi. Gesù ama i cuori gioiosi, i bambini che Lo salutano con un sorriso. Quando imparerete a nasconderGli le vostre sofferenze, e Gli direte, cantando, che siete felice di soffrire per Lui?".

Quando saremo capaci anche noi di fare lo stesso?

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