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TEMPO DI PASSIONE (DALLA I DOMENICA DI PASSIONE, QUELLA DEL 29 MARZO, ALLA MESSA DELLA VIGILIA PASQUALE ESCLUSA)


Valerio

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Durante queste due ultime settimane quaresimali, che termineranno con la Pasqua, la Chiesa si adopera a farci rivivere con lei le circostanze che hanno preparato ed accompagnato la morte del Salvatore.
Per la sua stretta connessione con il tempo pasquale, il tempo di Passione richiama già la nostra redenzione nel sangue di Cristo. Prima di applicare i frutti di grazia nella celebrazione della resurrezione del Salvatore, la Chiesa vuole farci seguire Cristo passo a passo nel duro combattimento che ha dovuto sostenere per riscattarci.
Il grande ritiro della Quaresima termina così nella contemplazione dell'unico combattimento che abbia potuto liberare l'uomo dal peccato e meritargli la salvezza. Richiamo essenziale e quanto consolante!
Il nostro sforzo personale di rinnovamento e di riparazione non è eliminato, ma ha valore ed efficacia soltanto se unito alla Passione di Colui che ha preso sopra di Sé i peccati del mondo e li ha tutti espiati. In virtù della misteriosa solidarietà che esiste tra tutti i membri della grande famiglia umana, Gesù, Figlio di Dio fatto uomo, si sostituisce ai fratelli colpevoli. Egli "si fa peccato per noi", dice S. Paolo, per "portare sul patibolo i nostri peccati nel Suo Corpo".
Cristo trionfa immolandosi. Trionfa sul male, trionfa su Satana; Egli ristabilisce i diritti di Dio sul mondo e il demonio, "principe di questo mondo", è scacciato. La predizione di Davide si compie: "Dio regna dal legno della Croce". Nel cuore della Settimana Santa, nell'ora stessa in cui, al Venerdì Santo, la Chiesa è immersa nel dolore al ricordo della morte del Salvatore, essa ci guida a prostrarci davanti alla Croce per salutarla come la sorgente della nostra gioia: "Ecco il legno della Croce, al quale fu sospesa la salvezza del mondo; venite, adoriamolo". Già intravediamo la resurrezione: "Signore, noi adoriamo la tua Croce. Noi lodiamo e glorifichiamo la tua resurrezione".

Il carattere austero della Quaresima si accentua. La Chiesa copre le croci sugli altari e le immagini dei santi con veli violacei; al Giovedì Santo essa spoglia gli altari e fa tacere non soltanto l'organo, ma anche le campane. L'interno delle Chiese, dove si dispensano tante grazie e dove di solito il culto è celebrato con fasto, prende in tal modo un insolito aspetto di lutto.

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