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L'ALTISSIMA DIGNITA' DEL MINISTERO SACERDOTALE

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Valerio

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Sappiamo che S. Francesco d'Assisi non volle diventare Sacerdote perché si riteneva troppo indegno di così eccelsa vocazione. Venerava i Sacerdoti con tale devozione da considerarli suoi "Signori", poiché in essi vedeva solamente "il Figlio di Dio"; in particolare venerava le mani dei Sacerdoti, che egli baciava sempre in ginocchio con grande devozione; e anzi baciava anche i piedi e le stesse orme dove era passato un Sacerdote.
Il S. Curato d'Ars diceva: "Si dà un gran valore agli oggetti che sono stati deposti, a Loreto, nella scodella della Vergine Santa e del Bambino Gesù. Ma le dita del Sacerdote, che hanno toccato la Carne adorabile di Gesù Cristo, che si sono affondate nel calice, dove è stato il suo Sangue, nella pisside dove è stato il suo Corpo, non sono forse più preziose?".
"Se io incontrassi - diceva il S. Curato d'Ars - un Sacerdote e un Angelo, saluterei prima il Sacerdote, poi l'Angelo... Se non ci fosse il Sacerdote, a nulla gioverebbe la Passione e la Morte di Gesù... A che servirebbe uno scrigno ricolmo d'oro, quando non vi fosse chi lo apre? Il Sacerdote ha le chiavi dei tesori celesti..."
San Francesco di Sales racconta che un pio seminarista vedeva spesso il suo Angelo custode camminare al suo fianco o a un passo avanti. Il giorno dell'ordinazione notò che l'Angelo non gli era più al fianco, ma dietro, alla distanza di qualche passo. Il neo sacerdote si fece indietro per rimettersi al fianco dell'Angelo, ma anche questi indietreggiò. Allora gli domandò: "Mio celeste amico, ti ho forse offeso in qualche cosa?" "No, rispose l'Angelo; fino a oggi io camminavo davanti a te, perché ero più degno. Ma da oggi la tua dignità di sacerdote ti eleva sopra di me. Non ti priverò della mia compagnia, ma non ti precederò più".
Quest'altissima dignità del Ministero Sacerdotale comporta anche una responsabilità immensa rispetto ai limiti umani della persona a cui viene affidata, del tutto identici a quelli di ogni altro uomo.
"Il Sacerdote - diceva S. Bernardo - per natura è come tutti gli altri uomini, per dignità è superiore a qualsiasi altro uomo della terra, per condotta deve essere emulo degli Angeli".
Per questo Padre Pio diceva: "Il Sacerdote o è un santo o è un demonio". O santifica, o rovina. San Giovanni Bosco diceva che "un prete o in paradiso o in inferno non va mai solo: vanno sempre con lui un gran numero di anime, o salvate col suo santo ministero o col suo buon esempio, o perdute con la sua negligenza nell'adempimento dei propri doveri e col suo cattivo esempio".
Preghiamo, dunque, molto e costantemente perché il Signore ci doni molti Sacerdoti e li sostenga sempre con la Sua Grazia, perché siano Santi secondo la Sua volontà, a Sua Gloria ed a salvezza delle anime a loro affidate.

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