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LE PRINCIPALI INDULGENZE PLENARIE RICONOSCIUTE DALLA CHIESA

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Valerio

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1) Indulgenza del Giubileo - Ogni venticinque anni (giubileo ordinario) o in circostanze speciali, come nel centenario della redenzione (giubileo straordinario), il Sommo Pontefice suole concedere un'indulgenza plenaria che si può acquistare a Roma entro la fine dell'anno giubilare. Trascorso questo il Papa suole estendere per alcuni mesi o per un anno intero l'indulgenza a tutto il mondo. L'indulgenza plenaria dell'anno giubilare si può acquistare ogni volta che si compiono le opere prescritte (toties quoties). Per ottenerla occorrono: Confessione e Comunione fatte entro l'anno e distinte dalla Confessione e Comunione del precetto pasquale; la visita a determinate chiese (se, invece di più chiese, è concesso che se ne possa visitare una sola un determinato numero di volte, le visite devono essere distinte l'una dall'altra). Per l'acquisto del Giubileo straordinario si richiedono anche il digiuno e l'elemosina, se lo stabilisce la Bolla pontificia che indice il Giubileo.

2) Indulgenza della Porziuncola o del Perdono di Assisi. - Fu ottenuta da San Francesco d'Assisi dal Sommo Pontefice nel 1221, per coloro che avrebbero visitato la chiesa di Santa Maria degli Angeli, che il Santo aveva riparata.
Il privilegio dell'indulgenza della Porziuncola (detto anche Perdono di Assisi) in seguito fu esteso e si può acquistare visitando, il 2 agosto di ogni anno, la chiesa degignata dall'autorità ecclesiastica volta per volta. Hanno questo privilegio tutte le chiese dei frati francescani. Le condizioni per l'acquisto dell'indulgenza sono: Confessione e Comunione, visita alla chiesa privilegiata o designata, con la recita di 6 Pater, Ave e Gloria secondo le intenzioni dei Sommi Pontefici ovvero:
1. L’esaltazione della Chiesa.
2. La propaganda della fede.
3. L’estirpazione delle eresie.
4. La conversione dei peccatori.
5. La concordia dei governanti cristiani.
6. Il bene del popolo cristiano.
L'indulgenza si acquista tante volte quante si fa la visita alla chiesa.

3) Indulgenza "in articulo mortis" - Viene applicata al moribondo nell'ultimo istante di vita. E' anche detta "benedizione apostolica". Il sacerdote che assiste il moribondo non deve mai tralasciarla.
Condizioni per l'acquisto: 1) il moribondo dev'essere in stato di grazia; 2) deve accettare la volontà divina e la morte in sconto dei propri peccati; 3) se è in grado di farlo, deve invocare il santissimo nome di Gesù con le labbra, e se non può, almeno col cuore; 4) deve avere l'intenzione di acquistare l'indulgenza. Basta l'intenzione interpretativa, quando cioè ha perduto la cognizione, ma si può ritenere che avrebbe messo l'intenzione se avesse conosciuto o potuto farlo in tempo.

4) L'atto eroico di carità. - Consiste nel cedere tutto il valore soddisfatorio delle nostre buone opere passate, presenti e future, e dei suffrigi che riceveremo dopo morte in favore delle Anime Purganti. Ai sacerdoti che compiono quest'atto è concesso l'indulto dell'altare privilegiato quotidiano, per cui possono acquistare l'indulgenza plenaria in favore dei defunti ogni volta che celebrano il santo Sacrificio della Messa. I semplici fedeli, che hanno emesso l'atto eroico di carità, possono acquistare l'indulgenza plenaria per i defunti ogni volta che si comunicano, oppure ogni lunedì assistendo alla santa Messa per i defunti, purché visitino qualche chiesa e preghino secondo le intenzioni dei Sommi Pontefici.

5) Altre indulgenze plenarie. - Tra le indulgenze plenarie più facili da acquistare ricordiamo: quella concessa a chi recita almeno una terza parte del Rosario davanti al Santissimo Sacramento esposto o chiuso nel tabernacolo; quella a chi visita il Santissimo tutti i giorni della settimana, purchè confessato e comunicato e reciti ogni volta, con devozione, cinque Pater, Ave e Gloria e in più un altro Pater, Ave e Gloria secondo le intenzioni dei Sommi Pontefici; indulgenza plenaria a chi pentito, confessato e comunicato, recita devotamente, davanti a qualsiasi immagine del Crocifisso, la preghiera: Eccomi o mio amato e buon Gesù, che alla santissima vostra presenza prostrato, vi prego, col fervore più vivo, di stampare nel mio cuore sentimenti di fede, di speranza e di carità, di dolore dei miei peccati e di proponimento di non più offendervi, mentre io, con tutto l'amore e con tutta la compassione, vado considerando le vostre cinque piaghe, cominciando da ciò che disse di Voi o Buon Gesù, il santo profeta Davide: "Hanno forato le mie mani e miei piedi, hanno contato tutte le mie ossa".
Il Santo Padre Giovanni XXIII il 25-11-1961 concedeva l'indulgenza plenaria a chi al mattino offre a Dio il lavoro della giornata, e un'altra indulgenza plenaria a chi al mattino accetta dal Signore la croce del giorno.
Ai crocifissi benedetti da chi ne ha facoltà, è annessa la indulgenza plenaria toties quoties (cioè lucrabile tante volte quante si compie l'atto prescritto) lucrabile soltanto dai moribondi che confessati e comunicati o (in caso d'impossibilità di ricevere i sacramenti) almeno contriti baciano il crocifisso o almeno lo toccano invocando devotamente con le labbra o col cuore il nome di Gesù e accettano con rassegnazione la morte in penitenza dei propri peccati.

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