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La miracolosa liberazione di San Girolamo Emiliani

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Valerio

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Nell'Agosto del 1511, l'esercito imperiale della Lega di Cambrai assediò il Castello di Quero sul Piave, la cui difesa era stata affidata al nobile veneziano messer Girolamo Emiliani, con 300 soldati. Alla fine la fortezza fu espugnata, tutti gli uomini uccisi ed il comandante venne fatto prigioniero e rinchiuso nella Torre.
Preso dall'afflizione per il suo stato e per le torture a cui era sottoposto, ricordandosi di aver udito parlare della Madonna Grande di Treviso, si rivolse a lei chiedendo umilmente il suo soccorso, promettendole di visitare il suo Santuario in abiti di carcerato e di far celebrare Messe in suo onore.
Comparve, dunque, davanti ai suoi occhi una Signora luminosa, con in mano delle chiavi, che gli disse: "“Prendi queste chiavi, apri le catene e la torre. Sei libero!".
Uscito, però, si trovò a dover attraversare l'accampamento nemico, allora invocò nuovamente l'aiuto della Madonna: “Madre delle Grazie, aiutami ad uscire illeso anche da questo pericolo”.
La Santa Vergine lo prese per mano e lo portò in salvo presso le mura di Treviso, poi disparve, ma non smise di assistere il suo devoto accompagnandolo sul sentiero difficile di un'ardente carità, fino alla santità.
Ella non gli donò solamente una libertà materiale, ma lo condusse a quella della grazia di Dio, infinitamente più preziosa.
Oggi san Girolamo Emiliani è venerato come padre e patrono universale degli orfani e della gioventù abbandonata, fondatore dei Padri Somaschi.

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