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CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; Parte terza; CAPO III; 2. Del quinto comandamento: "Non ammazzare"

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Valerio

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Il quinto comandamento proibisce di uccidere, battere, ferire o fare qualunque altro danno al prossimo nel corpo, sia per sé, sia per mezzo d'altri; come pure di offenderlo con parole ingiuriose e di volergli male. In questo comandamento Iddio proibisce anche il suicidio.
E' peccato gravissimo uccidere il prossimo, perché chi lo fa usurpa temerariamente il diritto che ha Dio solo sulla vita dell'uomo; perché distrugge la sicurezza della società umana, e perché toglie al prossimo la vita, che è il bene naturale più grande che ha sulla terra.
E' lecito uccidere il prossimo solamente: quando si combatte in una guerra giusta, ossia portata in difesa di un popolo da un aggressore; quando si esegue la condanna di morte stabilita dall'Autorità pubblica, in caso di grave necessità, come pena di efferati delitti; quando infine si tratta di necessaria e legittima difesa della vita contro un ingiusto offensore.
Iddio, nel quinto comandamento, proibisce anche di nuocere alla vita spirituale del prossimo con lo scandalo, cioè qualunque detto, fatto o omissione che è occasione ad altri di commettere peccati.
Lo scandalo è un peccato grave, perché tende a distruggere la più grande opera di Dio, che è la redenzione, con la perdita delle anime; dà al prossimo la morte dell'anima togliendogli la vita della grazia, che è più preziosa della vita del corpo; è causa di una moltitudine di peccati. Perciò Iddio minaccia agli scandalosi i più severi castighi.
Nel quinto comandamento, Dio proibisce il suicidio perché l'uomo non è padrone della sua vita, come non lo è di quella degli altri.
Il quinto comandamento proibisce gravemente l'aborto diretto, voluto come fine e come mezzo, nonché la cooperazione ad esso, pena la scomunica, perché è enormemente più grave uccidere un bambino inerme quando ancora si trova nel grembo materno, ancor prima che abbia potuto vedere la luce, privandolo inoltre della possibilità di ricevere la Grazia del Santo Battesimo.
E' severamente proibita anche l'eutanasia diretta, che consiste nel metter fine, con un atto o l'omissione di un'azione dovuta, alla vita di persone handicappate, ammalate o prossime alla morte.
Costituisce, per di più, grave peccato di scandalo il sostegno diretto, l'approvazione o la semplice accettazione passiva di leggi statali che autorizzino tali pratiche ignominiose.
Il quinto comandamento ci ordina di perdonare ai nostri nemici e di voler bene a tutti.
Chi ha danneggiato il prossimo non basta che si confessi, ma deve anche riparare al male che ha fatto col risarcire al prossimo i danni arrecati, col ritrattare gli errori insegnati, e col dar buoni esempi.

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