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CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; DELLA FESTA DI S. GIUSEPPE, SPOSO DELLA SANTISSIMA VERGINE MARIA E PATRONO DELLA CHIESA

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; DELLA FESTA DI S. GIUSEPPE, SPOSO DELLA SANTISSIMA VERGINE MARIA E PATRONO DELLA CHIESA

La Chiesa celebra con speciale solennità la festa di S. Giuseppe, perché egli è, dopo Maria Vergine, di cui fu castissimo sposo, il più grande tra i santi, padre putativo di Gesù Cristo e fu dichiarato Patrono della Chiesa. Egli era comunemente creduto padre di Gesù Cristo, perché adempì verso di Lui gli offici paterni. S. Giuseppe dimorava a Nazareth, piccola città della Galilea, e benché fosse della stirpe reale di David, era povero, e si guadagnava da vivere colla fatica delle sue mani. L
CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; Parte terza; CAPO II; 2. Del secondo comandamento: "Non nominare il nome di Dio invano"

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; Parte terza; CAPO II; 2. Del secondo comandamento: "Non nominare il nome di Dio invano"

Il secondo comandamento: "Non nominare il nome di Dio invano", ci proibisce: 1. di nominare il nome di Dio senza rispetto; 2. di bestemmiare contro Dio, contro la santissima Vergine e contro i Santi; 3. di fare giuramenti falsi e non necessari, o in qualunque modo illeciti. Nominare il nome di Dio senza rispetto vuol dire pronunziare questo santo nome e tutto ciò che si riferisce in modo speciale a Dio stesso, come il nome di Gesù, di Maria e dei Santi, nella collera, per ischerzo, o
CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; Parte terza; CAPO II; DEI COMANDAMENTI CHE RIGUARDANO DIO; 1. Del primo comandamento

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; Parte terza; CAPO II; DEI COMANDAMENTI CHE RIGUARDANO DIO; 1. Del primo comandamento

In principio dei comandamenti si dice: "Io sono il Signore Iddio tuo", perché conosciamo che Dio, essendo il nostro Creatore e Signore, può comandare quello che vuole, e noi, sue creature, siamo tenuti ad obbedirgli.Con le parole del primo comandamento: "Non avrai altro Dio avanti di me", Iddio ci ordina di riconoscere, di adorare, di amare e servire Lui solo, come nostro supremo Signore. Il primo comandamento si adempie coll'esercizio del culto interno ed esterno.Il culto interno è l'onore che
DELLA CONDIZIONE DI COLORO CHE SI TROVANO FUORI DALLA VERA CHIESA E DELLE LORO POSSIBILITA' DI SALVEZZA

DELLA CONDIZIONE DI COLORO CHE SI TROVANO FUORI DALLA VERA CHIESA E DELLE LORO POSSIBILITA' DI SALVEZZA

Unica via di salvezza sono la fede nelle verità rivelate da Dio, l'osservanza della legge divina coll'aiuto indispensabile dei mezzi di grazia, senza i quali non è possibile né credere né osservare la legge di Dio per tutta la vita. Chi è fuori della vera Chiesa non ha i mezzi necessari per professare la fede ed osservare la legge divina; non ha la via o guida sicura nella fede e nella pratica cristiana; non ha i mezzi di grazia (sacramenti, preghiera sociale) necessari. E' abbandonato a se stes

Valerio

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REGOLE PER IL DIGIUNO E L'ASTINENZA

REGOLE PER IL DIGIUNO E L'ASTINENZA

Durante la Quaresima sono di precetto: - Mercoledì delle Ceneri e Venerdì Santo: digiuno e astinenza - I venerdì di Quaresima: astinenza - Questi precetti obbligano gravemente - Si consiglia altresì di osservare la tradizione del digiuno tutti i venerdì della Quaresima e dell’astinenza tutti i venerdì dell’anno. 1°) In che consiste il digiuno ecclesiastico? Consiste nel fare un solo pasto senza carne, a cui è permesso di aggiungere la colazione del ma

Valerio

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DELLA QUARESIMA

DELLA QUARESIMA

La Quaresima è un tempo di digiuno e di penitenza istituito dalla Chiesa per tradizione apostolica. La Quaresima è istituita: 1. per farci conoscere l'obbligo che abbiamo di far penitenza in tutto il tempo della nostra vita, di cui, secondo i santi Padri, la Quaresima è la figura; 2. per imitare in qualche maniera il rigoroso digiuno di quaranta giorni, che Gesù Cristo fece nel deserto; 3. per prepararci col mezzo della penitenza a celebrare santamente la Pasqua. Il primo giorno di

Valerio

Valerio

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; Parte terza; DEI COMANDAMENTI DI DIO E DELLA CHIESA; CAPO I; DEI COMANDAMENTI DI DIO IN GENERALE

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; Parte terza; DEI COMANDAMENTI DI DIO E DELLA CHIESA; CAPO I; DEI COMANDAMENTI DI DIO IN GENERALE

I comandamenti della legge di Dio sono dieci. Io sono il Signore Iddio tuo: 1. Non avrai altro Dio avanti di me. 2. Non nominare il nome di Dio invano. 3. Ricordati di santificare le feste. 4. Onora il padre e la madre. 5. Non ammazzare. 6. Non fornicare. 7. Non rubare. 8. Non dire falsa testimonianza. 9. Non desiderare la donna d'altri. 10. Non desiderare la roba d'altri. I comandamenti di Dio hanno questo nome perché lo stesso Dio li ha impressi nell'anima di ogni uo

Valerio

Valerio

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; PARTE SECONDA; CAPO IV; Dell'invocazione dei Santi

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; PARTE SECONDA; CAPO IV; Dell'invocazione dei Santi

E' cosa utilissima pregare i Santi, e deve farsi da ogni cristiano. Dobbiamo pregare particolarmente i nostri Angeli Custodi, S. Giuseppe Patrono della Chiesa, i santi Apostoli, i Santi di cui portiamo il nome, e i Santi Protettori della diocesi e della parrocchia.Tra le preghiere che facciamo a Dio e quelle che facciamo ai Santi passa questa differenza, che Dio lo preghiamo affinché, come autore delle grazie, ci dia i beni e ci liberi dai mali, e i Santi li preghiamo perché, come avvocati press

Valerio

Valerio

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; CAPO III; Dell'"Ave Maria"

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; CAPO III; Dell'"Ave Maria"

Dopo il Pater, diciamo la salutazione angelica, cioè l'Ave Maria, per mezzo della quale ricorriamo alla santissima Vergine.L'Ave Maria si chiama salutazione angelica perché comincia col saluto che fece a Maria Vergine l'arcangelo Gabriele.Le parole dell'Ave Maria parte sono dell'arcangelo Gabriele, parte di santa Elisabetta e parte della Chiesa.Le parole dell'arcangelo Gabriele sono: "Dio ti salvi, piena di grazia; il Signore è teco"; egli le disse quando andò ad annunciarle da parte di Dio il m

Valerio

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CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; DELL'ORAZIONE; Capo II; 8. Della settima petizione: "Ma liberaci dal male"

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; DELL'ORAZIONE; Capo II; 8. Della settima petizione: "Ma liberaci dal male"

Chiediamo a Dio che ci liberi dai mali passati, presenti e futuri, e specialmente dal sommo male che è il peccato e dall'eterna dannazione, che ne è la pena.Diciamo: "liberaci dal male" e non "dai mali", perché non dobbiamo desiderare di andare esenti da tutti i mali di questa vita, ma solamente da quelli che non sono espedienti all'anima nostra, e perciò domandiamo la liberazione dal male in genere, cioè da tutto ciò che Dio vede essere per noi male.E' lecito domandare la liberazione da qualche

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Valerio

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; DELL'ORAZIONE; Capo II; 7. Della sesta petizione: "E non c'indurre in tentazione"

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; DELL'ORAZIONE; Capo II; 7. Della sesta petizione: "E non c'indurre in tentazione"

Chiediamo a Dio che ci liberi dalle tentazioni, o non permettendo che siamo tentati, o dandoci grazia di non essere vinti. Le tentazioni sono un incitamento al peccato che ci viene dal demonio, o dai cattivi, o dalle nostre passioni. Non è certamente peccato avere tentazioni, ma è peccato acconsentirvi o esporsi volontariamente al pericolo d'acconsentirvi. Iddio permette che siamo tentati per provare la nostra fedeltà, per far aumentare le nostre virtù e per accrescere i nostri meriti. P

Valerio

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CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; DELL'ORAZIONE; Capo II; 6. Della quinta petizione: "E rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori"

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; DELL'ORAZIONE; Capo II; 6. Della quinta petizione: "E rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori"

Chiediamo a Dio che ci perdoni i nostri peccati, come noi perdoniamo ai nostri offensori. I nostri peccati si chiamano debiti perché per essi dobbiamo soddisfare alla divina giustizia o in questa vita o nell'altra. Quelli che non perdonano al prossimo non hanno nessuna ragione di sperare che Dio loro perdoni, tanto più che si condannano da se stessi, dicendo a Dio che perdoni loro come essi perdonano al prossimo.

Valerio

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CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; DELL'ORAZIONE; Capo II; 5. Della quarta petizione: "Dacci oggi il nostro pane quotidiano"

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; DELL'ORAZIONE; Capo II; 5. Della quarta petizione: "Dacci oggi il nostro pane quotidiano"

Chiediamo a Dio ciò che ci è necessario in ciascun giorno per l'anima e il corpo. Per l'anima domandiamo a Dio il sostentamento della vita spirituale: cioè preghiamo il Signore che ci doni la sua grazia, di cui abbiamo continuamente bisogno. La vita dell'anima di nutrisce specialmente col cibo della divina parola e col Santissimo Sacramento dell'altare. Per il nostro corpo domandiamo ciò che è necessario al sostentamento della vita temporale. Diciamo "dacci oggi il nostro pane", e non pi

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Valerio

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; DELL'ORAZIONE; Capo II; 4. Della terza petizione: "Sia fatta la tua volontà, come in cielo, così in terra

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; DELL'ORAZIONE; Capo II; 4. Della terza petizione: "Sia fatta la tua volontà, come in cielo, così in terra

Nella terza domanda chiediamo la grazia di fare ogni cosa secondo la volontà di Dio con ubbidire ai suoi santi comandamenti così prontamente, come gli Angeli e i Santi gli ubbidiscono in cielo.Chiediamo, inoltre, la grazia di corrispondere alle divine ispirazioni e di vivere rassegnati alla volontà di Dio quando Egli ci manda delle tribolazioni.E' necessario eseguire la volontà di Dio quanto è necessario il conseguire l'eterna salute, perché Gesù Cristo ha detto che entrerà nel regno dei cieli s

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CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; DELL'ORAZIONE; Capo II; 3. Della seconda petizione: "Venga il Tuo Regno"

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; DELL'ORAZIONE; Capo II; 3. Della seconda petizione: "Venga il Tuo Regno"

Per REGNO DI DIO intendiamo un triplice regno spirituale; il regno di Dio in noi, ossia il regno della grazia; il regno di Dio in terra, cioè la santa Chiesa Cattolica; e il regno di Dio nei cieli, ovvero il Paradiso. In ordine alla grazia noi chiediamo che Dio regni in noi con la sua grazia santificante per la quale Egli si compiace di risiedere in noi come re nella sua reggia; e di tenerci uniti a Lui con le virtù della fede, della speranza e della carità per le quali regna sul nostro intell

Valerio

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CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; DELL'ORAZIONE; Capo II; 2. Della prima petizione

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; DELL'ORAZIONE; Capo II; 2. Della prima petizione

Nella prima domanda: "Sia santificato il nome tuo" noi chiediamo che Dio sia conosciuto, amato, onorato e servito da tutto il mondo e da noi in particolare. Noi intendiamo di chiedere che gli infedeli giungano alla cognizione del vero Dio, gli eretici riconoscano i loro errori, gli scismatici ritornino all'unità della Chiesa Cattolica, che i peccatori si ravvedano e che i giusti siano perseveranti nel bene. Prima d'ogni altra cosa domandiamo che sia santificato il nome di Dio, perché la glor

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CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; DELL'ORAZIONE; Capo II; Dell'orazione domenicale in generale

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; DELL'ORAZIONE; Capo II; Dell'orazione domenicale in generale

L'orazione vocale più eccellente è quella che Gesù Cristo medesimo ci ha insegnato, cioè il Padre Nostro. E' la più eccellente perché l'ha composta e ce l'ha insegnata Gesù Cristo medesimo; perché contiene chiaramente in poche parole tutto quello che possiamo sperare da Dio ed è la regola ed il modello di tutte le altre orazioni. Il Padre nostro è anche la più efficace, perché è la più accetta a Dio, facendo noi orazione con le stesse parole che ci ha dettate il suo divin Figliuolo. Il Padre

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L'importanza della preghiera per la vera unità dei cristiani

L'importanza della preghiera per la vera unità dei cristiani

La vera unità dei cristiani si può realizzare solo nella fedeltà alla Santa Chiesa Cattolica Apostolica Romana, unica autentica e legittima Chiesa di Nostro Signore Gesù Cristo. Si trovano fuori della vera Chiesa, e quindi dalla comunione dei santi: gli infedeli, gli ebrei, gli eretici, gli apostati, gli scismatici e gli scomunicati. Gl'infedeli sono quelli che non hanno il Battesimo e non credono in Gesù Cristo; sia perché credono e adorano false divinità, come gl'idolatri; sia perché, pure amm

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CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; Parte seconda; DELL'ORAZIONE; CAPO I; DELL'ORAZIONE IN GENERALE

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; Parte seconda; DELL'ORAZIONE; CAPO I; DELL'ORAZIONE IN GENERALE

L'orazione è un'elevazione della mente a Dio per adorarlo, per ringraziarlo e per domandargli quello che ci abbisogna. L'orazione mentale si fa con la sola mente; quella vocale con le parole accompagnate dall'attenzione della mente e dalla divozione del cuore. L'orazione privata è quella che ciascuno fa in particolare, per sé o per altri; quella pubblica è fatta dai sacri ministri, a nome della Chiesa, per la salvezza del popolo fedele, o anche fatta in comune e pubblicamente dai fedeli, come

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L'errore dell'ecumenismo

L'errore dell'ecumenismo

"Dove parvenze di bene ingannano più facilmente parecchi è quando si tratta di promuovere l’unità fra tutti quanti icristiani (o ecumenismo). Si sente ripetere con insistenza che, non solo è giusto, ma doveroso che quanti invocano il nome di Cristo si astengano da reciproche recriminazioni e si stringano una buona volta in vincoli di vicendevole carità.... Il lavoro a questo scopo è talmente attivo che in vari luoghi ha guadagnato la pubblica opinione e parecchi fra gli stessi cattolici sono pre

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IL CREDO; Capo XIII; Del dodicesimo articolo: "La vita eterna"

IL CREDO; Capo XIII; Del dodicesimo articolo: "La vita eterna"

Dopo la vita presente ve n'è un'altra o eternamente beata per gli eletti in Paradiso, o eternamente infelice per i dannati all'inferno. Noi non possiamo comprendere la felicità del Paradiso, perché supera le cognizioni della nostra mente limitata, e perché i beni del cielo non possono paragonarsi ai beni di questo mondo.La felicità degli eletti consiste nel vedere, amare e possedere per sempre Dio, fonte di ogni bene.L'infelicità dei dannati consiste nell'essere sempre privi della vista di Dio e

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IL CREDO; Capo XII; Dell'undicesimo articolo: "La risurrezione della carne"

IL CREDO; Capo XII; Dell'undicesimo articolo: "La risurrezione della carne"

L'undicesimo articolo del Credo c'insegna che tutti gli uomini risusciteranno, ripigliando ogni anima il corpo che ebbe in questa vita. La risurrezione dei morti avverrà per virtù di Dio onnipotente, a cui nulla è impossibile; avverrà alla fine del mondo, e allora seguirà il giudizio universale. Dio vuole la risurrezione dei corpi, perché, avendo l'anima operato il bene o il male unita al corpo, sia ancora insieme con esso premiata o punita. Vi sarà grandissima differenza tra i corpi degli elett

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IL CREDO; Capo XI; Del decimo articolo: "La remissione dei peccati"

IL CREDO; Capo XI; Del decimo articolo: "La remissione dei peccati"

Il decimo articolo del Credo c'insegna che Nostro Signore Gesù Cristo ha lasciato alla sua Chiesa la potestà di rimettere i peccati. La Chiesa può rimettere tutti i peccati per quanto siano molti e gravi, perché Gesù Cristo le ha dato piena potestà di sciogliere e legare.Coloro che nella Chiesa esercitano la potestà di rimettere i peccati sono in primo luogo il Papa, il quale solo possiede la pienezza di tale potestà; poi i Vescovo, e, sotto la dipendenza dei Vescovi, i sacerdoti.La Chiesa rimet

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IL CREDO; Capo X; Del Nono Articolo: "Credo la Santa Chiesa Cattolica, la Comunione dei Santi"; Parte 6: "Di coloro che sono fuori della Chiesa"

IL CREDO; Capo X; Del Nono Articolo: "Credo la Santa Chiesa Cattolica, la Comunione dei Santi"; Parte 6: "Di coloro che sono fuori della Chiesa"

Non appartengono alla comunione dei Santi nell'altra vita i dannati ed in questa coloro che si trovano fuori della vera Chiesa (La Santa Chiesa Cattolica). Questi ultimi sono: gli infedeli, gli ebrei, gli eretici, gli apostati, gli scismatici e gli scomunicati.Gl'infedeli sono quelli che non hanno il Battesimo e non credono in Gesù Cristo; sia perché credono e adorano false divinità, come gl'idolatri; sia perché, pure ammettendo l'unico vero Dio, non credono in Cristo Messia; né come venuto nell

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IL CREDO; Capo X; Del Nono Articolo: "Credo la Santa Chiesa Cattolica, la Comunione dei Santi"; Parte 5: "Della comunione dei Santi"

IL CREDO; Capo X; Del Nono Articolo: "Credo la Santa Chiesa Cattolica, la Comunione dei Santi"; Parte 5: "Della comunione dei Santi"

Nella Chiesa, per l'intima unione che esiste tra tutti i suoi membri, sono comuni i beni spirituali, sia interni che esterni, che le appartengono. I beni comuni interni sono: la grazia che si riceve nei sacramenti, la fede, la speranza, la carità, i meriti infiniti di Gesù Cristo, i meriti sovrabbondanti della Vergine e dei Santi, e il frutto di tutte le opere buone che in essa Chiesa si fanno. I beni esterni comuni nella Chiesa sono: i sacramenti, il sacrificio della Santa Messa, le pubbliche p

Valerio

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