Jump to content
Sign in to follow this  
  • entries
    60
  • comments
    0
  • views
    2,881

Entries in this blog

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; Parte IV: "Dei sacramenti"; Capo 1: "Dei sacramenti in generale"; 1. Natura dei sacramenti

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; Parte IV: "Dei sacramenti"; Capo 1: "Dei sacramenti in generale"; 1. Natura dei sacramenti

Nella quarta parte della Dottrina cristiana si tratta dei sacramenti.Con la parola "sacramento" s'intende un segno sensibile ed efficace della Grazia, istituito da Gesù Cristo per santificare le nostre anime. Tutti i sacramenti si dicono segni sensibili ed efficaci della Grazia, perché tutti significano, per mezzo di cose sensibili, la Grazia divina che essi producono nell'anima nostra.Nel Battesimo, il versar l'acqua sul capo della persona, e le parole: io ti battezzo, cioè ti lavo, nel nome de

Valerio

Valerio

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; Parte terza; Capo V; "Dei doveri del proprio stato" e "Dei consigli evangelici"

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; Parte terza; Capo V; "Dei doveri del proprio stato" e "Dei consigli evangelici"

Per doveri del proprio stato s'intendono quelle particolari obbligazioni che ciascuno ha per causa dello stato, della condizione e dell'officio in cui si trova.Dio stesso ha imposto ai vari stati i particolari loro doveri, perché questi derivano da' suoi divini comandamenti.Nel quarto comandamento sotto il nome di padre e madre, s'intendono anche tutti i nostri superiori, e perciò da quel comandamento derivano tutti i doveri di obbedienza, di amore e di rispetto degli inferiori verso i loro supe

Valerio

Valerio

CASTITA' ED OMOSESSUALITA'

CASTITA' ED OMOSESSUALITA'

L'omosessualità designa le relazioni tra uomini o donne che provano un'attrattiva sessuale, esclusiva o predominante, verso persone del medesimo sesso. Appoggiandosi sulla Sacra Scrittura, che presenta le relazioni omosessuali come gravi depravazioni, la Tradizione ha sempre dichiarato che « gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati ». Sono contrari alla legge naturale. Precludono all'atto sessuale il dono della vita. Non sono il frutto di una vera complementarità affettiva e se

Valerio

Valerio

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; Parte terza; CAPO IV; 5. Del quarto precetto della Chiesa: "Pagar le decime dovute alla Chiesa"; 6. Del quinto precetto della Chiesa: "Non celebrare le nozze nei tempi proibiti".

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; Parte terza; CAPO IV; 5. Del quarto precetto della Chiesa: "Pagar le decime dovute alla Chiesa"; 6. Del quinto precetto della Chiesa: "Non celebrare le nozze nei tempi proibiti".

Il quarto precetto si osserva col pagare quelle offerte o prestazioni che sono state stabilite per riconoscere il supremo dominio che Iddio ha sopra tutte le cose, e per provvedere all'onesta sussistenza de' suoi ministri.Le decime si devono pagare di quelle cose e in quel modo che porta la consuetudine dei luoghi.Nel quinto precetto la Chiesa non vieta la celebrazione del sacramento del Matrimonio, ma soltanto la solennità delle nozze dalla prima domenica dell'Avvento sino all'Epifania, e dal p

Valerio

Valerio

DELLA FESTA DEL CORPUS DOMINI

DELLA FESTA DEL CORPUS DOMINI

Nel giovedì dopo la festa della Santissima Trinità si celebra la solennità del SS. Sacramento, ossia del Corpus Domini, la cui istituzione è celebrata nel giovedì santo, ma dato che allora è occupata principalmente in funzione di lutto per la passione di Gesù Cristo, la Chiesa ha stimato bene di istituire un'altra festa particolare per onorare questo mistero con piena allegrezza. Per farlo anche noi dobbiamo: 1. accostarci con particolar devozione e fervore alla santissima comunione e ringrazi

Valerio

Valerio

DELLA FESTA DELLA PENTECOSTE

DELLA FESTA DELLA PENTECOSTE

Nella solennità di Pentecoste si onora il mistero della venuta dello Spirito Santo. Si chiama Pentecoste, vale a dire cinquantesimo giorno, perché la venuta dello Spirito Santo accadde cinquanta giorni dopo la risurrezione di Gesù Cristo. La Pentecoste era anche una festa solennissima presso gli ebrei, ed era figura di quella che si celebra dai cristiani. Quella degli ebrei fu istituita in memoria della legge data loro da Dio sul monte Sinai fra tuoni e lampi, scritta su due tavole di pietra

Valerio

Valerio

DELL'ASCENSIONE DEL SIGNORE

DELL'ASCENSIONE DEL SIGNORE

Nella festa dell'ascensione di celebra il giorno glorioso, in cui Gesù Cristo, in presenza dei suoi discepoli, salì per virtù propria al cielo, quaranta giorni dopo la sua risurrezione. Egli è salito al cielo: 1. per prendere possesso dell'eterno regno conquistato colla sua morte; 2. per prepararci il nostro luogo, e servirci da mediatore ed avvocato presso il Padre; 3. per mandare lo Spirito Santo a' suoi Apostoli. Nel giorno dell'Ascensione non entrò in cielo Gesù Cristo solo, ma vi en

Valerio

Valerio

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; Parte terza; CAPO IV; 4. Del terzo precetto della Chiesa: "Confessarsi almeno una volta l'anno alla Pasqua di risurrezione"no e comunicarsi almen

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; Parte terza; CAPO IV; 4. Del terzo precetto della Chiesa: "Confessarsi almeno una volta l'anno alla Pasqua di risurrezione"no e comunicarsi almen

Con le parole del terzo precetto la Chiesa obbliga tutti i cristiani, che sono giunti all'uso di ragione, ad accostarsi almeno una volta l'anno al sacramento della Penitenza.Il tempo più opportuno per soddisfare al precetto della Confessione annuale è la Quaresima secondo l'uso introdotto ed approvato da tutta la Chiesa.Essa dice "almeno", per farci conoscere il suo desiderio che ci accostiamo più spesso ai santi sacramenti.E' cosa utilissima confessarsi spesso, massimamente perché è difficile c

Valerio

Valerio

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; Parte terza; CAPO IV; 3. Del secondo precetto della Chiesa: "Digiunare i giorni comandati"

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; Parte terza; CAPO IV; 3. Del secondo precetto della Chiesa: "Digiunare i giorni comandati"

Il secondo precetto della Chiesa, con le parole: Digiunare i giorni comandati, ci ordina di osservare il digiuno e l'astinenza dalle carni il Mercoledì delle Ceneri ed il Venerdì Santo, la sola astinenza dalle carni tutti gli altri venerdì dell'anno, in particolare in quelli di Quaresima.Il digiuno consiste nel fare un solo pasto al giorno ed un po' di refezione alla sera per chi svolge attività faticose nella giornata. L'obbligo del digiuno, oltre all'astinenza dalle carni, è per chi ha compiut

Valerio

Valerio

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; Parte terza; CAPO IV; 2. Del primo precetto della Chiesa: "Udir la Messa tutte le domeniche e le altre feste comandate"

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; Parte terza; CAPO IV; 2. Del primo precetto della Chiesa: "Udir la Messa tutte le domeniche e le altre feste comandate"

Il primo precetto della Chiesa ci ordina di assistere devotamente alla Santa Messa in tutte le domeniche e nelle altre feste di precetto."Domenica" vuol dire giorno del Signore, cioè giorno specialmente consacrato al divino servizio.Nel primo comandamento della Chiesa si fa menzione speciale della domenica, perché essa è la festa principale presso i cristiani come il sabato era festa principale presso gli ebrei, istituita da Dio stesso.La Chiesa ha istituito anche le feste di nostro Signore, del

Valerio

Valerio

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; CAPO IV; 1. Dei precetti della Chiesa in genere

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; CAPO IV; 1. Dei precetti della Chiesa in genere

Oltre ai comandamenti di Dio noi dobbiamo osservare i precetti della Chiesa, perché Gesù Cristo stesso lo comanda e perché tali precetti aiutano ad osservare i comandamenti di Dio.Tale obbligo comincia generalmente dall'uso di ragione.Il trasgredire avvertitamente un precetto della Chiesa in materia grave è peccato mortale.Da un precetto della Chiesa può dispensare solamente il Papa e chi da lui ne ha ricevute le facoltà.I precetti della Chiesa sono cinque:1. Udire la Messa tutte le domeniche e

Valerio

Valerio

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; Parte terza; CAPO III; 6. Del decimo comandamento: "Non desiderare la roba d'altri"

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; Parte terza; CAPO III; 6. Del decimo comandamento: "Non desiderare la roba d'altri"

Il decimo comandamento ci proibisce il desiderio di privare altri della loro roba e il desiderio di acquistar roba con mezzi ingiusti.Dio ci proibisce tali desideri sregolati, perché Egli vuole che noi anche internamente siamo giusti e ci teniamo sempre più lontani dalle opere ingiuste.Il decimo comandamento ci ordina di contentarci dello stato in cui Dio ci ha posti e di soffrire con pazienza la povertà, quando Iddio ci voglia in tale stato.Il cristiano può essere contento anche nello stato di

Valerio

Valerio

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; DELLA PASQUA DI RISURREZIONE

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; DELLA PASQUA DI RISURREZIONE

Nella festa di Pasqua si celebra il mistero della Risurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo, ossia il ricongiungersi della sua santissima anima al corpo dal quale era stata separata per la morte, e la nuova sua vita gloriosa e immortale. La festa di Pasqua si celebra dalla Chiesa con grande solennità, e si continua per tutta l’Ottava, a motivo dell’eccellenza del Mistero, che fu il compimento della nostra redenzione, ed è il fondamento della nostra religione. Gesù Cristo con la sua m

Valerio

Valerio

SULLA SANTA VEGLIA PASQUALE

SULLA SANTA VEGLIA PASQUALE

La liturgia della notte di Pasqua era anticamente una delle più importanti dell'anno.Nel pomeriggio del sabato santo l'assemblea cristiana era convocata a San Giovanni in Laterano per l'ultimo scrutinio dei catecumeni. Poi, la sera, cominciava la Vigilia o Veglia Pasquale che terminava all'alba con i battesimi solenni: immersi e sepolti con Cristo nelle acque battesimali, i neofiti nascevano alla vita della Grazia nel momento stesso in cui il Salvatore uscì trionfante dalla tomba all'aurora del

Valerio

Valerio

MEDITAZIONE SUL VENERDI' SANTO

MEDITAZIONE SUL VENERDI' SANTO

Il venerdì santo è un giorno di dolore, del più grande di tutti i dolori. Cristo muore. Il dominio della morte sull'uomo, conseguenza del peccato, non risparmia il capo dell'umanità, il Figlio di Dio fatto uomo. Ma, come tutti i cristiani sanno, la morte che Gesù ha diviso con noi e che fu per Lui così atroce, rispondeva ai disegni di Dio per la salvezza del mondo. Imposta dal Padre al Figlio suo, fu da questi accettata per la nostra redenzione. La Croce di Cristo diventa in quel moment

Valerio

Valerio

DEI RITI DEL TRIDUO PASQUALE

DEI RITI DEL TRIDUO PASQUALE

Nel giovedì santo si celebra l'istituzione del SS. Sacramento dell'Eucarestia e dell'Ordine Sacro.Nel venerdì santo si ricorda la passione e morte del Salvatore, per questo è giorno di digiuno ed astinenza.Nel sabato santo si onorano la sepoltura di Gesù Cristo e la sua discesa al limbo e dopo il segno del Gloria si comincia ad onorare la sua gloriosa risurrezione.Per vivere il Sacro Triduo Pasquale secondo la mente della Chiesa dobbiamo fare tre cose:1. unire al digiuno un maggior raccoglimento

Valerio

Valerio

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; Parte terza; CAPO III; 5. Dell'ottavo comandamento: "Non dire falsa testimonianza"

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; Parte terza; CAPO III; 5. Dell'ottavo comandamento: "Non dire falsa testimonianza"

L'ottavo comandamento di proibisce di dire falsità, la mormorazione, la calunnia, l'adulazione, il giudizio ed il sospetto temerario ed ogni sorta bugia.La mormorazione è un peccato che consiste nel manifestare, senza giusto motivo, i peccati e difetti altrui.La calunnia è un peccato che consiste nell'attribuire malignamente al prossimo colpe e difetti che non ha.L'adulazione è un peccato che consiste nell'ingannare taluno col dire falsamente bene di lui o di altri, allo scopo di averne vantaggi

Valerio

Valerio

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; Parte terza; CAPO III; 4. Del settimo comandamento: "Non rubare"

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; Parte terza; CAPO III; 4. Del settimo comandamento: "Non rubare"

Il settimo comandamento proibisce di prendere e di ritenere ingiustamente la roba altrui e di recar danno al prossimo nella roba in qualunque altro modo.Rubando si pecca contro la giustizia, e si fa ingiuria al prossimo, prendendo e ritenendo contro il suo diritto e la sua volontà ciò che gli appartiene.Si può prendere la roba degli altri senza fare peccato solo quando il padrone non fosse contrario, oppure in caso di estrema necessità, prendendo solo quanto è strettamente necessario per soddisf

Valerio

Valerio

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; Parte terza; CAPO III; 3. Del sesto e del nono comandamento: "Non fornicare"; "Non desiderare la donna d'altri"

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; Parte terza; CAPO III; 3. Del sesto e del nono comandamento: "Non fornicare"; "Non desiderare la donna d'altri"

Il sesto comandamento ci proibisce ogni atto, ogni sguardo, ogni discorso contrario alla castità, e l'infedeltà nel matrimonio.Il nono comandamento proibisce espressamente ogni desiderio contrario alla fedeltà che i coniugi si sono giurata nel contrarre matrimonio; e proibisce pure ogni colpevole pensiero o desiderio di azione vietata dal sesto comandamento.L'impurità è un peccato gravissimo ed abominevole innanzi a Dio ed agli uomini; avvilisce l'uomo alla condizione dei bruti, lo trascina a mo

Valerio

Valerio

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; Parte terza; CAPO III; 2. Del quinto comandamento: "Non ammazzare"

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; Parte terza; CAPO III; 2. Del quinto comandamento: "Non ammazzare"

Il quinto comandamento proibisce di uccidere, battere, ferire o fare qualunque altro danno al prossimo nel corpo, sia per sé, sia per mezzo d'altri; come pure di offenderlo con parole ingiuriose e di volergli male. In questo comandamento Iddio proibisce anche il suicidio.E' peccato gravissimo uccidere il prossimo, perché chi lo fa usurpa temerariamente il diritto che ha Dio solo sulla vita dell'uomo; perché distrugge la sicurezza della società umana, e perché toglie al prossimo la vita, che è il

Valerio

Valerio

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; Parte terza; CAPO III; 1. Del quarto comandamento: "Onora il padre e la madre"

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; Parte terza; CAPO III; 1. Del quarto comandamento: "Onora il padre e la madre"

Il quarto comandamento ci ordina di rispettare il padre e la madre, di obbedire loro in tutto ciò che non è peccato, e di aiutarli nei loro bisogni spirituali e materiali.E' proibito offendere i genitori con le parole, con le opere e in qualsiasi altro modo.Allo stesso modo questo comandamento ci dice di obbedire e portare rispetto anche ai superiori in generale, sia ecclesiastici che secolari.L'autorità per cui i genitori comandano ai figli e l'obbligo di essi all'obbedienza vengono da Dio, che

Valerio

Valerio

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; Parte terza; CAPO II; 3. Del terzo comandamento: "Ricordati di santificare le feste"

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; Parte terza; CAPO II; 3. Del terzo comandamento: "Ricordati di santificare le feste"

Il terzo comandamento ci ordina di onorare Dio con opere di culto nei giorni di festa, ovvero le domeniche ed altre festività stabilite dalla Chiesa.La domenica è festa da santificare, perché in tal giorno Gesù Cristo nostro signore risuscitò.Per offrire a Dio il culto dovuto, ci viene comandato di assistere devotamente al santo sacrificio della Messa.Un buon cristiano santifica le festività: 1° coll'istruirsi sulla dottrina cristiana, con il prender parte alle prediche ed ai divini uffici; 2° c

Valerio

Valerio

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; DELLA FESTA DI S. GIUSEPPE, SPOSO DELLA SANTISSIMA VERGINE MARIA E PATRONO DELLA CHIESA

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; DELLA FESTA DI S. GIUSEPPE, SPOSO DELLA SANTISSIMA VERGINE MARIA E PATRONO DELLA CHIESA

La Chiesa celebra con speciale solennità la festa di S. Giuseppe, perché egli è, dopo Maria Vergine, di cui fu castissimo sposo, il più grande tra i santi, padre putativo di Gesù Cristo e fu dichiarato Patrono della Chiesa. Egli era comunemente creduto padre di Gesù Cristo, perché adempì verso di Lui gli offici paterni. S. Giuseppe dimorava a Nazareth, piccola città della Galilea, e benché fosse della stirpe reale di David, era povero, e si guadagnava da vivere colla fatica delle sue mani. L

Valerio

Valerio

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; Parte terza; CAPO II; 2. Del secondo comandamento: "Non nominare il nome di Dio invano"

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; Parte terza; CAPO II; 2. Del secondo comandamento: "Non nominare il nome di Dio invano"

Il secondo comandamento: "Non nominare il nome di Dio invano", ci proibisce: 1. di nominare il nome di Dio senza rispetto; 2. di bestemmiare contro Dio, contro la santissima Vergine e contro i Santi; 3. di fare giuramenti falsi e non necessari, o in qualunque modo illeciti. Nominare il nome di Dio senza rispetto vuol dire pronunziare questo santo nome e tutto ciò che si riferisce in modo speciale a Dio stesso, come il nome di Gesù, di Maria e dei Santi, nella collera, per ischerzo, o

Valerio

Valerio

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; Parte terza; CAPO II; DEI COMANDAMENTI CHE RIGUARDANO DIO; 1. Del primo comandamento

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; Parte terza; CAPO II; DEI COMANDAMENTI CHE RIGUARDANO DIO; 1. Del primo comandamento

In principio dei comandamenti si dice: "Io sono il Signore Iddio tuo", perché conosciamo che Dio, essendo il nostro Creatore e Signore, può comandare quello che vuole, e noi, sue creature, siamo tenuti ad obbedirgli.Con le parole del primo comandamento: "Non avrai altro Dio avanti di me", Iddio ci ordina di riconoscere, di adorare, di amare e servire Lui solo, come nostro supremo Signore. Il primo comandamento si adempie coll'esercizio del culto interno ed esterno.Il culto interno è l'onore che

Valerio

Valerio

Sign in to follow this  
×
×
  • Create New...

Important Information