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CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; Parte terza; CAPO III; 1. Del quarto comandamento: "Onora il padre e la madre"

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; Parte terza; CAPO III; 1. Del quarto comandamento: "Onora il padre e la madre"

Il quarto comandamento ci ordina di rispettare il padre e la madre, di obbedire loro in tutto ciò che non è peccato, e di aiutarli nei loro bisogni spirituali e materiali.E' proibito offendere i genitori con le parole, con le opere e in qualsiasi altro modo.Allo stesso modo questo comandamento ci dice di obbedire e portare rispetto anche ai superiori in generale, sia ecclesiastici che secolari.L'autorità per cui i genitori comandano ai figli e l'obbligo di essi all'obbedienza vengono da Dio, che

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LA SACRA FAMIGLIA DI NAZARETH; Modello sublime e ineffabile della verità e santità della "FAMIGLIA", secondo il meraviglioso ordine naturale disegnato dall'AMORE di Dio.

LA SACRA FAMIGLIA DI NAZARETH; Modello sublime e ineffabile della verità e santità della "FAMIGLIA", secondo il meraviglioso ordine naturale disegnato dall'AMORE di Dio.

Più tardi il Vangelo, parlando della vita di Gesù fra Maria e Giuseppe a Nazareth, la descriverà con queste sole parole: “Ed era loro sottomesso. E la madre custodiva nel suo cuore tutte queste cose, e Gesù cresceva; in sapienza, in età e in grazia davanti a Dio e davanti agli uomini” (Lc 2,51.52). Per quanto breve sia in questo caso il testo sacro, esso scopre tuttavia al nostro sguardo una luminosa visione d’ordine e di pace, nell’autorità, nella sottomissione, nella dipendenza e nei mutui rap

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SANTA CATERINA DA SIENA CONTRO IL PECCATO IMPURO CONTRO NATURA

SANTA CATERINA DA SIENA CONTRO IL PECCATO IMPURO CONTRO NATURA

La grande Santa Caterina da Siena, mistica e Dottore della Chiesa, Patrona d'Italia e Compatrona d'Europa, teologa e maestra di spiritualità, nel "Dialogo della divina Provvidenza", in cui raccoglie gli insegnamenti ricevuti da Gesù stesso, riporta le parole che Egli le disse riguardo al peccato impuro contro natura ed a coloro che lo praticano: «Non solo essi hanno quell’immondezza e fragilità, alla quale siete inclinati per la vostra fragile natura (benché la ragione, quando lo vuole il libero

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CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; Parte terza; CAPO II; 3. Del terzo comandamento: "Ricordati di santificare le feste"

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; Parte terza; CAPO II; 3. Del terzo comandamento: "Ricordati di santificare le feste"

Il terzo comandamento ci ordina di onorare Dio con opere di culto nei giorni di festa, ovvero le domeniche ed altre festività stabilite dalla Chiesa.La domenica è festa da santificare, perché in tal giorno Gesù Cristo nostro signore risuscitò.Per offrire a Dio il culto dovuto, ci viene comandato di assistere devotamente al santo sacrificio della Messa.Un buon cristiano santifica le festività: 1° coll'istruirsi sulla dottrina cristiana, con il prender parte alle prediche ed ai divini uffici; 2° c

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La Cresima di Santa Teresina

La Cresima di Santa Teresina

Poco tempo dopo la mia prima comunione entrai di nuovo in ritiro per la cresima. Mi ero preparata con molta cura a ricevere la visita dello Spirito Santo, e non potevo concepire come si potesse fare poca attenzione, nel ricevere questo sacramento d'Amore. Di solito si faceva solo un giorno di ritiro per la cresima, ma poiché monsignore non poté venire nel giorno fissato, ebbi la consolazione di avere due giorni di solitudine. Per distrarci, la maestra ci condusse al Monte Cassino, dove colsi a p

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CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; DELLA FESTA DI S. GIUSEPPE, SPOSO DELLA SANTISSIMA VERGINE MARIA E PATRONO DELLA CHIESA

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; DELLA FESTA DI S. GIUSEPPE, SPOSO DELLA SANTISSIMA VERGINE MARIA E PATRONO DELLA CHIESA

La Chiesa celebra con speciale solennità la festa di S. Giuseppe, perché egli è, dopo Maria Vergine, di cui fu castissimo sposo, il più grande tra i santi, padre putativo di Gesù Cristo e fu dichiarato Patrono della Chiesa. Egli era comunemente creduto padre di Gesù Cristo, perché adempì verso di Lui gli offici paterni. S. Giuseppe dimorava a Nazareth, piccola città della Galilea, e benché fosse della stirpe reale di David, era povero, e si guadagnava da vivere colla fatica delle sue mani. L

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CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; Parte terza; CAPO II; 2. Del secondo comandamento: "Non nominare il nome di Dio invano"

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; Parte terza; CAPO II; 2. Del secondo comandamento: "Non nominare il nome di Dio invano"

Il secondo comandamento: "Non nominare il nome di Dio invano", ci proibisce: 1. di nominare il nome di Dio senza rispetto; 2. di bestemmiare contro Dio, contro la santissima Vergine e contro i Santi; 3. di fare giuramenti falsi e non necessari, o in qualunque modo illeciti. Nominare il nome di Dio senza rispetto vuol dire pronunziare questo santo nome e tutto ciò che si riferisce in modo speciale a Dio stesso, come il nome di Gesù, di Maria e dei Santi, nella collera, per ischerzo, o

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CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; Parte terza; CAPO II; DEI COMANDAMENTI CHE RIGUARDANO DIO; 1. Del primo comandamento

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; Parte terza; CAPO II; DEI COMANDAMENTI CHE RIGUARDANO DIO; 1. Del primo comandamento

In principio dei comandamenti si dice: "Io sono il Signore Iddio tuo", perché conosciamo che Dio, essendo il nostro Creatore e Signore, può comandare quello che vuole, e noi, sue creature, siamo tenuti ad obbedirgli.Con le parole del primo comandamento: "Non avrai altro Dio avanti di me", Iddio ci ordina di riconoscere, di adorare, di amare e servire Lui solo, come nostro supremo Signore. Il primo comandamento si adempie coll'esercizio del culto interno ed esterno.Il culto interno è l'onore che

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DELLA CONDIZIONE DI COLORO CHE SI TROVANO FUORI DALLA VERA CHIESA E DELLE LORO POSSIBILITA' DI SALVEZZA

DELLA CONDIZIONE DI COLORO CHE SI TROVANO FUORI DALLA VERA CHIESA E DELLE LORO POSSIBILITA' DI SALVEZZA

Unica via di salvezza sono la fede nelle verità rivelate da Dio, l'osservanza della legge divina coll'aiuto indispensabile dei mezzi di grazia, senza i quali non è possibile né credere né osservare la legge di Dio per tutta la vita. Chi è fuori della vera Chiesa non ha i mezzi necessari per professare la fede ed osservare la legge divina; non ha la via o guida sicura nella fede e nella pratica cristiana; non ha i mezzi di grazia (sacramenti, preghiera sociale) necessari. E' abbandonato a se stes

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REGOLE PER IL DIGIUNO E L'ASTINENZA

REGOLE PER IL DIGIUNO E L'ASTINENZA

Durante la Quaresima sono di precetto: - Mercoledì delle Ceneri e Venerdì Santo: digiuno e astinenza - I venerdì di Quaresima: astinenza - Questi precetti obbligano gravemente - Si consiglia altresì di osservare la tradizione del digiuno tutti i venerdì della Quaresima e dell’astinenza tutti i venerdì dell’anno. 1°) In che consiste il digiuno ecclesiastico? Consiste nel fare un solo pasto senza carne, a cui è permesso di aggiungere la colazione del ma

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DELLA QUARESIMA

DELLA QUARESIMA

La Quaresima è un tempo di digiuno e di penitenza istituito dalla Chiesa per tradizione apostolica. La Quaresima è istituita: 1. per farci conoscere l'obbligo che abbiamo di far penitenza in tutto il tempo della nostra vita, di cui, secondo i santi Padri, la Quaresima è la figura; 2. per imitare in qualche maniera il rigoroso digiuno di quaranta giorni, che Gesù Cristo fece nel deserto; 3. per prepararci col mezzo della penitenza a celebrare santamente la Pasqua. Il primo giorno di

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CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; Parte terza; DEI COMANDAMENTI DI DIO E DELLA CHIESA; CAPO I; DEI COMANDAMENTI DI DIO IN GENERALE

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; Parte terza; DEI COMANDAMENTI DI DIO E DELLA CHIESA; CAPO I; DEI COMANDAMENTI DI DIO IN GENERALE

I comandamenti della legge di Dio sono dieci. Io sono il Signore Iddio tuo: 1. Non avrai altro Dio avanti di me. 2. Non nominare il nome di Dio invano. 3. Ricordati di santificare le feste. 4. Onora il padre e la madre. 5. Non ammazzare. 6. Non fornicare. 7. Non rubare. 8. Non dire falsa testimonianza. 9. Non desiderare la donna d'altri. 10. Non desiderare la roba d'altri. I comandamenti di Dio hanno questo nome perché lo stesso Dio li ha impressi nell'anima di ogni uo

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L'ALTISSIMA DIGNITA' DEL MINISTERO SACERDOTALE

L'ALTISSIMA DIGNITA' DEL MINISTERO SACERDOTALE

Sappiamo che S. Francesco d'Assisi non volle diventare Sacerdote perché si riteneva troppo indegno di così eccelsa vocazione. Venerava i Sacerdoti con tale devozione da considerarli suoi "Signori", poiché in essi vedeva solamente "il Figlio di Dio"; in particolare venerava le mani dei Sacerdoti, che egli baciava sempre in ginocchio con grande devozione; e anzi baciava anche i piedi e le stesse orme dove era passato un Sacerdote. Il S. Curato d'Ars diceva: "Si dà un gran valore agli oggetti che

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CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; PARTE SECONDA; CAPO IV; Dell'invocazione dei Santi

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; PARTE SECONDA; CAPO IV; Dell'invocazione dei Santi

E' cosa utilissima pregare i Santi, e deve farsi da ogni cristiano. Dobbiamo pregare particolarmente i nostri Angeli Custodi, S. Giuseppe Patrono della Chiesa, i santi Apostoli, i Santi di cui portiamo il nome, e i Santi Protettori della diocesi e della parrocchia.Tra le preghiere che facciamo a Dio e quelle che facciamo ai Santi passa questa differenza, che Dio lo preghiamo affinché, come autore delle grazie, ci dia i beni e ci liberi dai mali, e i Santi li preghiamo perché, come avvocati press

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CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; CAPO III; Dell'"Ave Maria"

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; CAPO III; Dell'"Ave Maria"

Dopo il Pater, diciamo la salutazione angelica, cioè l'Ave Maria, per mezzo della quale ricorriamo alla santissima Vergine.L'Ave Maria si chiama salutazione angelica perché comincia col saluto che fece a Maria Vergine l'arcangelo Gabriele.Le parole dell'Ave Maria parte sono dell'arcangelo Gabriele, parte di santa Elisabetta e parte della Chiesa.Le parole dell'arcangelo Gabriele sono: "Dio ti salvi, piena di grazia; il Signore è teco"; egli le disse quando andò ad annunciarle da parte di Dio il m

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ECUMENISMO: Il peggior nemico dell'Immacolata

ECUMENISMO: Il peggior nemico dell'Immacolata

Quando nel 1933 il Movimento Ecumenico cominciò ad affermarsi, San Massimiliano Maria Kolbe lo identificò, secondo la sua vera deleteria natura, come il nemico della Beata Vergine Maria, un male da combattere e da sconfiggere. Il Santo francescano affidò, infatti, ai suoi Cavalieri dell'Immacolata il compito essenziale di convertire tutto il mondo alla Chiesa Cattolica. Egli diceva:«Soltanto quando tutti gli scismatici e i protestanti professeranno il Credo cattolico con convinzione e quando tut

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CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; DELL'ORAZIONE; Capo II; 8. Della settima petizione: "Ma liberaci dal male"

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; DELL'ORAZIONE; Capo II; 8. Della settima petizione: "Ma liberaci dal male"

Chiediamo a Dio che ci liberi dai mali passati, presenti e futuri, e specialmente dal sommo male che è il peccato e dall'eterna dannazione, che ne è la pena.Diciamo: "liberaci dal male" e non "dai mali", perché non dobbiamo desiderare di andare esenti da tutti i mali di questa vita, ma solamente da quelli che non sono espedienti all'anima nostra, e perciò domandiamo la liberazione dal male in genere, cioè da tutto ciò che Dio vede essere per noi male.E' lecito domandare la liberazione da qualche

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CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; DELL'ORAZIONE; Capo II; 7. Della sesta petizione: "E non c'indurre in tentazione"

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; DELL'ORAZIONE; Capo II; 7. Della sesta petizione: "E non c'indurre in tentazione"

Chiediamo a Dio che ci liberi dalle tentazioni, o non permettendo che siamo tentati, o dandoci grazia di non essere vinti. Le tentazioni sono un incitamento al peccato che ci viene dal demonio, o dai cattivi, o dalle nostre passioni. Non è certamente peccato avere tentazioni, ma è peccato acconsentirvi o esporsi volontariamente al pericolo d'acconsentirvi. Iddio permette che siamo tentati per provare la nostra fedeltà, per far aumentare le nostre virtù e per accrescere i nostri meriti. P

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CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; DELL'ORAZIONE; Capo II; 6. Della quinta petizione: "E rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori"

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; DELL'ORAZIONE; Capo II; 6. Della quinta petizione: "E rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori"

Chiediamo a Dio che ci perdoni i nostri peccati, come noi perdoniamo ai nostri offensori. I nostri peccati si chiamano debiti perché per essi dobbiamo soddisfare alla divina giustizia o in questa vita o nell'altra. Quelli che non perdonano al prossimo non hanno nessuna ragione di sperare che Dio loro perdoni, tanto più che si condannano da se stessi, dicendo a Dio che perdoni loro come essi perdonano al prossimo.

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CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; DELL'ORAZIONE; Capo II; 5. Della quarta petizione: "Dacci oggi il nostro pane quotidiano"

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; DELL'ORAZIONE; Capo II; 5. Della quarta petizione: "Dacci oggi il nostro pane quotidiano"

Chiediamo a Dio ciò che ci è necessario in ciascun giorno per l'anima e il corpo. Per l'anima domandiamo a Dio il sostentamento della vita spirituale: cioè preghiamo il Signore che ci doni la sua grazia, di cui abbiamo continuamente bisogno. La vita dell'anima di nutrisce specialmente col cibo della divina parola e col Santissimo Sacramento dell'altare. Per il nostro corpo domandiamo ciò che è necessario al sostentamento della vita temporale. Diciamo "dacci oggi il nostro pane", e non pi

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IL SONNO PIU' DOLCE

IL SONNO PIU' DOLCE

Santa Bernadette Soubirous, la beata veggente di Lourdes, lasciò questa vita a soli 35 anni, per un grave e dolorosissimo cancro alle ossa. Verso la fine del suo cammino terreno, trovandosi all'estremo della sua sofferenza, recitava un numero sempre maggiore di Rosari, giorno e notte. In particolare raccomandava, in particolare, ad una sua consorella: "Alla sera, quando andate a dormire, prendete la corona e addormentatevi recitandola. Farete come quei bambini che si addormentano chiamando: mamm

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CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; DELL'ORAZIONE; Capo II; 4. Della terza petizione: "Sia fatta la tua volontà, come in cielo, così in terra

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; DELL'ORAZIONE; Capo II; 4. Della terza petizione: "Sia fatta la tua volontà, come in cielo, così in terra

Nella terza domanda chiediamo la grazia di fare ogni cosa secondo la volontà di Dio con ubbidire ai suoi santi comandamenti così prontamente, come gli Angeli e i Santi gli ubbidiscono in cielo.Chiediamo, inoltre, la grazia di corrispondere alle divine ispirazioni e di vivere rassegnati alla volontà di Dio quando Egli ci manda delle tribolazioni.E' necessario eseguire la volontà di Dio quanto è necessario il conseguire l'eterna salute, perché Gesù Cristo ha detto che entrerà nel regno dei cieli s

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CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; DELL'ORAZIONE; Capo II; 3. Della seconda petizione: "Venga il Tuo Regno"

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; DELL'ORAZIONE; Capo II; 3. Della seconda petizione: "Venga il Tuo Regno"

Per REGNO DI DIO intendiamo un triplice regno spirituale; il regno di Dio in noi, ossia il regno della grazia; il regno di Dio in terra, cioè la santa Chiesa Cattolica; e il regno di Dio nei cieli, ovvero il Paradiso. In ordine alla grazia noi chiediamo che Dio regni in noi con la sua grazia santificante per la quale Egli si compiace di risiedere in noi come re nella sua reggia; e di tenerci uniti a Lui con le virtù della fede, della speranza e della carità per le quali regna sul nostro intell

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