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CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; Parte IV; CAPO V: DEL SANTO SACRIFICIO DELLA MESSA; 1. Della essenza, della istituzione e dei fini del santo sacrificio della Messa

L'Eucaristia, oltre essere sacramento, è anche il sacrificio permanente della nuova legge, che Gesù Cristo lasciò alla sua Chiesa, da offrirsi a Dio per mano de' suoi sacerdoti. Il sacrificio, in generale, consiste nell' offerire una cosa sensibile a Dio, e distruggerla in qualche maniera per riconoscere il supremo dominio di lui sopra di noi e sopra tutte le cose. Questo sacrificio della nuova legge si chiama la santa Messa.La santa Messa è il sacrificio del Corpo e del Sangue di Gesù Cristo of

Valerio

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CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; Parte IV; CAPO V; 2. Del modo di assistere alla Santa Messa

Per ascoltare bene e con frutto la santa Messa sono necessarie due cose: 1.la modestia della persona; 2. la divozione del cuore. La modestia della persona consiste in modo speciale nell'essere modestamente vestito; nell'osservare silenzio e raccoglimento, e nello stare in ginocchio nei momenti che lo richiedono, in particolare durante la Consacrazione e le preghiere ad essa associate. Il miglior modo di praticare la divozione del cuore nell'ascoltare la santa Messa è il seguente

Valerio

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CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; Parte IV; CAPO IV: "Dell'Eucaristia"; 1. - Della natura di questo sacramento e della presenza reale di Gesù Cristo nel medesimo.

L'Eucaristia è un sacramento nel quale per l'ammirabile conversione di tutta la sostanza del pane nel Corpo di Gesù Cristo e di quella del vino nel suo prezioso Sangue, si contiene veramente, realmente e sostanzialmente il Corpo, il Sangue, l'Anima e la Divinità del medesimo Gesù Cristo Signor Nostro sotto le specie del pane e del vino per essere nostro nutrimento spirituale. Nell' Eucaristia vi è veramente lo stesso Gesù Cristo che è nel cielo e che nacque in terra dalla santissima Vergine, com

Valerio

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CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; Parte IV; CAPO IV; 5. - Del precetto della Comunione.

C'è l'obbligo di comunicarsi almeno una volta l'anno, alla Pasqua di surrezione, e inoltre se ci si trova in pericolo di morte. Il comandamento della Comunione pasquale comincia a valere come obbligo nell'età in cui il fanciullo è capace di ricevere il Sacramento con le dovute disposizioni.Coloro che, avendo l'età adeguata per essere ammessi alla Comunione, non si comunicano, o perché non vogliono, o perché non si istruiscono per loro colpa, peccano senza dubbio. Peccano altresì i loro genitori,

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CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; Parte IV; CAPO IV; 4. - Della maniera di comunicarsi

Il modo più giusto, degno, rispettoso e conveniente di ricevere la santa Comunione è inginocchiati, tenendo la testa mediamente alzata, gli occhi modesti e rivolti alla sacra particola, la bocca sufficientemente aperta e la lingua un poco avanzata sulle labbra. Bisogna procurare d'inghiottire la sacra particola il prima possibile, e dopo evitare assolutamente, per un po' di tempo, di sputare, anzi è ottimo uso, una volta usciti dalla Messa, bere dell'acqua naturale. Se la sacra particola si

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CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; Parte IV; CAPO IV; 3. - Delle disposizioni necessarie per ben comunicarsi.

Il sacramento dell'Eucaristia produce in noi i suoi meravigliosi effetti, quando si riceve con le dovute disposizioni. Per fare una buona Comunione sono necessarie tre cose; 1. essere in grazia di Dio, per cui essersi prima confessati se si sono commessi peccati mortali; 2. essere digiuno da almeno 3 ore prima dell'atto della Comunione; 3. sapere che cosa si va a ricevere e accostarsi alla santa Comunione con devozione. Chi si comunicasse in peccato mortale, riceverebbe Ges

Valerio

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CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; Parte IV; CAPO IV; 2. - Della istituzione e degli effetti del sacramento dell'Eucaristia.

Gesù Cristo ha istituito il sacramento della Eucaristia, nell'Ultima Cena, per tre principali ragioni: 1. Perché sia sacrificio della nuova legge; 2. Perché sia cibo dell'anima nostra; 3. Perché sia un perpetuo memoriale della sua passione e morte, ed un pegno prezioso dell'amor suo verso di noi, e della vita eterna. Gesù Cristo istituì questo sacramento sotto le specie del pane e del vino, perché l'Eucaristia doveva essere nostro nutrimento spirituale, ed era perciò convenie

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CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; Parte IV; CAPO III: Della Cresima o Confermazione

La Cresima è un sacramento che ci dà lo Spirito Santo, imprime nell'anima nostra il carattere di soldato di Gesù Cristo, e ci fa perfetti cristiani, perché ci conferma nella fede e perfeziona le altre virtù e i doni che abbiamo ricevuti nel santo Battesimo; e perciò si chiama Confermazione.I doni dello Spirito Santo, che si ricevono nella Cresima sono questi sette: Sapienza, Intelletto, Consiglio, Fortezza, Scienza, Pietà e Timor di Dio. La materia di questo sacramento oltre l'imposizione delle

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CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; Parte IV; CAPO II; 5: "Nome e Padrini"

A colui che si battezza s'impone il nome di un Santo per porlo sotto la speciale protezione di un celeste patrono ed animano ad imitarne gli esempi.I padrini e le madrine del Battesimo sono quelle persone, che per disposizione della Chiesa tengono al sacro fonte i bambini, rispondono in vece loro e si rendono garanti in faccia a Dio della loro educazione cristiana, specialmente se vi mancassero i genitori. Noi siamo obbligati senza a stare alle promesse e alle rinunzie che hanno fatto per noi i

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CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; Parte IV; CAPO II; 4. Necessità del Battesimo e doveri dei battezzati

La Grazia Santificante donata dal sacramento del Battesimo è assolutamente necessaria per la salvezza, avendo detto espressamente il Signore: Chi non rinascerà nell'acqua e nello Spirito Santo non potrà entrare nel regno dei cieli.Alla mancanza del sacramento del Battesimo può supplire il martirio, che chiamasi Battesimo di sangue, o un atto di perfetto amor di Dio o di contrizione, che sia congiunto col desiderio almeno implicito del Battesimo, e questo si chiama Battesimo di desiderio.Chi rice

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CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; Parte IV; CAPO II; 2. Dell'effetto principale dei sacramenti, che è la Grazia.

La grazia di Dio è un dono interno, soprannaturale, che ci vien dato senza alcun merito nostro, ma per i meriti di Gesù Cristo in ordine alla vita eterna.La grazia si distingue in grazia santificante, che si chiama anche abituale, e in grazia attuale.La grazia santificante è un dono soprannaturale inerente alla nostra anima, che ci rende giusti, figli adottivi di Dio ed eredi del Paradiso.La grazia santificante è di due tipi: grazia prima e grazia seconda. La grazia prima è quella per cui l'uomo

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CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; DELLA PURIFICAZIONE DI MARIA VERGINE (CANDELORA)

La Purificazione di Maria Vergine è la festa istituita in memoria del giorno nel quale la santissima Vergine andò al tempio di Gerusalemme, per adempiere la legge della purificazione e per presentarvi il suo divin figliuolo Gesù Cristo. La legge della purificazione era quella di Mosè, la quale obbligava tutte le donne a purificarsi dopo il parto nel tempio, con l'oblazione di un sacrifizio. La Santissima Vergine ovviamente non era obbligata alla legge della purificazione, perché divenuta mad

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Valerio in DOTTRINA CRISTIANA

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; DELLA PASQUA DI RISURREZIONE

Nella festa di Pasqua si celebra il mistero della Risurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo, ossia il ricongiungersi della sua santissima anima al corpo dal quale era stata separata per la morte, e la nuova sua vita gloriosa e immortale. La festa di Pasqua si celebra dalla Chiesa con grande solennità, e si continua per tutta l’Ottava, a motivo dell’eccellenza del Mistero, che fu il compimento della nostra redenzione, ed è il fondamento della nostra religione. Gesù Cristo con la sua m

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CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; DELLA FESTA DI S. GIUSEPPE, SPOSO DELLA SANTISSIMA VERGINE MARIA E PATRONO DELLA CHIESA

La Chiesa celebra con speciale solennità la festa di S. Giuseppe, perché egli è, dopo Maria Vergine, di cui fu castissimo sposo, il più grande tra i santi, padre putativo di Gesù Cristo e fu dichiarato Patrono della Chiesa. Egli era comunemente creduto padre di Gesù Cristo, perché adempì verso di Lui gli offici paterni. S. Giuseppe dimorava a Nazareth, piccola città della Galilea, e benché fosse della stirpe reale di David, era povero, e si guadagnava da vivere colla fatica delle sue mani. L

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CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; DELL'ORAZIONE; Capo II; Dell'orazione domenicale in generale

L'orazione vocale più eccellente è quella che Gesù Cristo medesimo ci ha insegnato, cioè il Padre Nostro. E' la più eccellente perché l'ha composta e ce l'ha insegnata Gesù Cristo medesimo; perché contiene chiaramente in poche parole tutto quello che possiamo sperare da Dio ed è la regola ed il modello di tutte le altre orazioni. Il Padre nostro è anche la più efficace, perché è la più accetta a Dio, facendo noi orazione con le stesse parole che ci ha dettate il suo divin Figliuolo. Il Padre

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CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; DELL'ORAZIONE; Capo II; 8. Della settima petizione: "Ma liberaci dal male"

Chiediamo a Dio che ci liberi dai mali passati, presenti e futuri, e specialmente dal sommo male che è il peccato e dall'eterna dannazione, che ne è la pena.Diciamo: "liberaci dal male" e non "dai mali", perché non dobbiamo desiderare di andare esenti da tutti i mali di questa vita, ma solamente da quelli che non sono espedienti all'anima nostra, e perciò domandiamo la liberazione dal male in genere, cioè da tutto ciò che Dio vede essere per noi male.E' lecito domandare la liberazione da qualche

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CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; DELL'ORAZIONE; Capo II; 7. Della sesta petizione: "E non c'indurre in tentazione"

Chiediamo a Dio che ci liberi dalle tentazioni, o non permettendo che siamo tentati, o dandoci grazia di non essere vinti. Le tentazioni sono un incitamento al peccato che ci viene dal demonio, o dai cattivi, o dalle nostre passioni. Non è certamente peccato avere tentazioni, ma è peccato acconsentirvi o esporsi volontariamente al pericolo d'acconsentirvi. Iddio permette che siamo tentati per provare la nostra fedeltà, per far aumentare le nostre virtù e per accrescere i nostri meriti. P

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CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; DELL'ORAZIONE; Capo II; 6. Della quinta petizione: "E rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori"

Chiediamo a Dio che ci perdoni i nostri peccati, come noi perdoniamo ai nostri offensori. I nostri peccati si chiamano debiti perché per essi dobbiamo soddisfare alla divina giustizia o in questa vita o nell'altra. Quelli che non perdonano al prossimo non hanno nessuna ragione di sperare che Dio loro perdoni, tanto più che si condannano da se stessi, dicendo a Dio che perdoni loro come essi perdonano al prossimo.

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CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; DELL'ORAZIONE; Capo II; 5. Della quarta petizione: "Dacci oggi il nostro pane quotidiano"

Chiediamo a Dio ciò che ci è necessario in ciascun giorno per l'anima e il corpo. Per l'anima domandiamo a Dio il sostentamento della vita spirituale: cioè preghiamo il Signore che ci doni la sua grazia, di cui abbiamo continuamente bisogno. La vita dell'anima di nutrisce specialmente col cibo della divina parola e col Santissimo Sacramento dell'altare. Per il nostro corpo domandiamo ciò che è necessario al sostentamento della vita temporale. Diciamo "dacci oggi il nostro pane", e non pi

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CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; DELL'ORAZIONE; Capo II; 4. Della terza petizione: "Sia fatta la tua volontà, come in cielo, così in terra

Nella terza domanda chiediamo la grazia di fare ogni cosa secondo la volontà di Dio con ubbidire ai suoi santi comandamenti così prontamente, come gli Angeli e i Santi gli ubbidiscono in cielo.Chiediamo, inoltre, la grazia di corrispondere alle divine ispirazioni e di vivere rassegnati alla volontà di Dio quando Egli ci manda delle tribolazioni.E' necessario eseguire la volontà di Dio quanto è necessario il conseguire l'eterna salute, perché Gesù Cristo ha detto che entrerà nel regno dei cieli s

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CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; DELL'ORAZIONE; Capo II; 3. Della seconda petizione: "Venga il Tuo Regno"

Per REGNO DI DIO intendiamo un triplice regno spirituale; il regno di Dio in noi, ossia il regno della grazia; il regno di Dio in terra, cioè la santa Chiesa Cattolica; e il regno di Dio nei cieli, ovvero il Paradiso. In ordine alla grazia noi chiediamo che Dio regni in noi con la sua grazia santificante per la quale Egli si compiace di risiedere in noi come re nella sua reggia; e di tenerci uniti a Lui con le virtù della fede, della speranza e della carità per le quali regna sul nostro intell

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CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; DELL'ORAZIONE; Capo II; 2. Della prima petizione

Nella prima domanda: "Sia santificato il nome tuo" noi chiediamo che Dio sia conosciuto, amato, onorato e servito da tutto il mondo e da noi in particolare. Noi intendiamo di chiedere che gli infedeli giungano alla cognizione del vero Dio, gli eretici riconoscano i loro errori, gli scismatici ritornino all'unità della Chiesa Cattolica, che i peccatori si ravvedano e che i giusti siano perseveranti nel bene. Prima d'ogni altra cosa domandiamo che sia santificato il nome di Dio, perché la glor

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CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; CAPO IV; 1. Dei precetti della Chiesa in genere

Oltre ai comandamenti di Dio noi dobbiamo osservare i precetti della Chiesa, perché Gesù Cristo stesso lo comanda e perché tali precetti aiutano ad osservare i comandamenti di Dio.Tale obbligo comincia generalmente dall'uso di ragione.Il trasgredire avvertitamente un precetto della Chiesa in materia grave è peccato mortale.Da un precetto della Chiesa può dispensare solamente il Papa e chi da lui ne ha ricevute le facoltà.I precetti della Chiesa sono cinque:1. Udire la Messa tutte le domeniche e

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CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; CAPO III; Dell'"Ave Maria"

Dopo il Pater, diciamo la salutazione angelica, cioè l'Ave Maria, per mezzo della quale ricorriamo alla santissima Vergine.L'Ave Maria si chiama salutazione angelica perché comincia col saluto che fece a Maria Vergine l'arcangelo Gabriele.Le parole dell'Ave Maria parte sono dell'arcangelo Gabriele, parte di santa Elisabetta e parte della Chiesa.Le parole dell'arcangelo Gabriele sono: "Dio ti salvi, piena di grazia; il Signore è teco"; egli le disse quando andò ad annunciarle da parte di Dio il m

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CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; Parte IV; CAPO II; 3. - Rito del Battesimo e disposizioni di chi lo riceve adulto

Si dà il Battesimo versando dell'acqua sul capo del battezzando, e se non si può sul capo, su qualche altra parte principale del corpo, e dicendo nello stesso tempo: Io ti battezzo nel nome del Padre e del Figliuolo e dello Spirito Santo. Se uno versasse l'acqua, e un altro proferisse le parole, la persona non resterebbe battezzata; ma è necessario che sia la stessa persona che versi l'acqua e pronunci le parole.Quando si dubita se la persona sia morta, si deve battezzarla sotto condizione, dice

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