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CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; PARTE V: "DELLE VIRTÙ PRINCIPALI E DI ALTRE COSE NECESSARIE A SAPERSI DAL CRISTIANO"; CAPO VIII. DEGLI ESERCIZI DEVOTI CHE SI CONSIGLIANO AL CRISTIANO PER OGNI GIORNO

Un buon cristiano, la mattina appena svegliato, deve fare il segno della santa Croce ed offrire il cuore a Dio, dicendo queste o altre simili parole: Mio Dio, io vi dono il mio cuore e l'anima mia. Levandosi dal letto e vestendosi, si dovrebbe pensare che Dio è presente, che quel giorno può esser l'ultimo della nostra vita; e alzarsi e vestirsi con ogni possibile modestia.   Un buon cristiano, appena levato e vestito, deve mettersi alla presenza di Dio, e inginocchiarsi, se può, i

Valerio

Valerio in DOTTRINA CRISTIANA

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; PARTE V: "DELLE VIRTÙ PRINCIPALI E DI ALTRE COSE NECESSARIE A SAPERSI DAL CRISTIANO"; CAPO VII. DEI NOVISSIMI E DI ALTRI MEZZI PRINCIPALI PER EVITARE IL PECCATO

Novissimi sono chiamate nei Libri santi le cose ultime che accadranno all'uomo. Essi sono 4:   Morte, Giudizio, Inferno, Paradiso. Si dicono cose ultime dell'uomo, perché la Morte è l'ultima cosa che ci accade in questo mondo; il Giudizio di Dio è l'ultimo fra i giudizi che dobbiamo sostenere; l'Inferno è l'estremo male che avranno i cattivi; il Paradiso il sommo bene che avranno i buoni. È bene pensare ai Novissimi o

Valerio

Valerio in DOTTRINA CRISTIANA

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; PARTE V: "DELLE VIRTÙ PRINCIPALI E DI ALTRE COSE NECESSARIE A SAPERSI DAL CRISTIANO"; CAPO VI. DEI VIZI CAPITALI E DI ALTRI PECCATI PIU' GRAVI

Il vizio è una cattiva disposizione dell'animo a fuggire il bene e a fare il male, causata dal frequente ripetersi degli atti cattivi. Tra peccato e vizio v'è questa differenza, che il peccato è un atto che passa, mentre il vizio è la cattiva abitudine contratta di cadere in qualche peccato. I vizi che si chiamano capitali sono sette: Superbia; Avarizia; Lussuria; Ira; Gola; Invidia; Acc

Valerio

Valerio in DOTTRINA CRISTIANA

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; PARTE V: "DELLE VIRTÙ PRINCIPALI E DI ALTRE COSE NECESSARIE A SAPERSI DAL CRISTIANO"; CAPO V. DEI PECCATI E DELLE LORO SPECIE PRINCIPALI

Vi sono due tipi di peccati: il peccato originale ed il peccato attuale. Il primo è quello coi quale tutti nasciamo, e che abbiamo contratto per la disubbidienza del nostro primo padre Adamo. I suoi danni sono: la privazione della grazia, la perdita del paradiso, l'ignoranza, l'inclinazione al male, la morte e tutte le altre miserie. Il peccato originale si cancella col santo Battesimo. Il peccato attuale è quello che l'uomo, arrivato all'uso della ragione, commette con la sua libera volont

Valerio

Valerio in DOTTRINA CRISTIANA

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; PARTE V: "DELLE VIRTÙ PRINCIPALI E DI ALTRE COSE NECESSARIE A SAPERSI DAL CRISTIANO"; CAPO IV. DELLE OPERE DI MISERICORDIA

Le opere buone delle quali ci sarà domandato conto particolare nel giorno del Giudizio sono le opere di misericordia, quelle con cui si soccorre ai bisogni corporali o spirituali del nostro prossimo. Le opere di misericordia corporali sono: 1. Dar da mangiare agli affamati. 2. Dar da bere agli assetati. 3. Vestire gl'ignudi. 4. Alloggiare i pellegrini. 5. Visitare gli infermi. 6. Visitare i carcerati. 7. Seppellire i morti.

Valerio

Valerio in DOTTRINA CRISTIANA

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; PARTE V: "DELLE VIRTÙ PRINCIPALI E DI ALTRE COSE NECESSARIE A SAPERSI DAL CRISTIANO"; CAPO III. DELLE BEATITUDINI EVANGELICHE

Le Beatitudini evangeliche sono otto: 1. Beati i poveri di spirito, perché di questi è il regno de' cieli; 2. Beati i mansueti, perché questi possederanno la terra; 3. Beati quelli che piangono, perché saranno consolati; 4. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati; 5. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia; 6. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio; 7. Beati i pacifici, perché saranno chiamati figli di Dio;

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CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; PARTE V: "DELLE VIRTÙ PRINCIPALI E DI ALTRE COSE NECESSARIE A SAPERSI DAL CRISTIANO"; CAPO II. DEI DONI DELLO SPIRITO SANTO

I doni dello Spirito Santo sono sette: 1. il dono della Sapienza; 2. dell'Intelletto; 3. del Consiglio; 4. della Fortezza; 5. della Scienza; 6. della Pietà; 7. del Timor di Dio. Servono a stabilirci nella Fede, nella Speranza e nella Carità; e a renderci pronti agli atti delle virtù necessarie per conseguire la perfezione della vita cristiana. La Sapienza è un dono col quale noi alzando la mente da queste cose terrene e fragili, contempliamo le eterne, c

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CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; PARTE V: "DELLE VIRTÙ PRINCIPALI E DI ALTRE COSE NECESSARIE A SAPERSI DAL CRISTIANO"; CAPO I. Delle virtù principali; 8. - DELLE VIRTÙ CARDINALI

Le virtù cardinali sono la Prudenza, la Giustizia, la Fortezza e la Temperanza e si chiamano così perché sono il fondamento delle virtù morali.La Prudenza dirige ogni azione al giusto fine, e cercando i mezzi convenienti affinché l'opera sia in tutto ben fatta, e quindi accetta al Signore.La Giustizia è la virtù per cui diamo a ciascuno quello che gli si deve.La Fortezza ci rende coraggiosi per non temere alcun pericolo, neppure la morte, pur di servire Dio.La Temperanza è la virtù per la quale

Valerio

Valerio

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; PARTE V: "DELLE VIRTÙ PRINCIPALI E DI ALTRE COSE NECESSARIE A SAPERSI DAL CRISTIANO"; CAPO I. Delle virtù principali; 7. - DELLA CARITÀ

La Carità è una virtù soprannaturale, infusa da Dio nella nostra anima perché possiamo amarLo per se stesso sopra ogni cosa, e il prossimo come noi stessi per Suo amore.Noi dobbiamo amare Dio perché Egli e il sommo bene, infinitamente buono e perfetto, ci ricolma di benefici, ci ama infinitamente e ci ha creati perché lo amassimo a nostra volta, questo è il primo e più importante dei comandamenti, per cui è il fine principale della nostra stessa esistenza.Dio si deve amare sopra tutte le cose, c

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Valerio

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; PARTE V: "DELLE VIRTÙ PRINCIPALI E DI ALTRE COSE NECESSARIE A SAPERSI DAL CRISTIANO"; CAPO I. Delle virtù principali; 6. - Della Speranza

La Speranza è una virtù soprannaturale, infusa da Dio nella nostra anima, per la quale desideriamo ed aspettiamo la vita eterna che Dio ha promesso ai suoi servi, e gli aiuti necessari per ottenerla.Noi dobbiamo sperare da Dio il paradiso e gli aiuti necessari per conseguirlo, perché Dio misericordiosissimo, per i meriti di N. S. Gesù Cristo, Io ha promesso a chi lo serve di cuore; ed essendo fedelissimo ed onnipotente, mantiene sempre la sua promessa.Le condizioni necessarie per ottenere il par

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CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; PARTE V: "DELLE VIRTÙ PRINCIPALI E DI ALTRE COSE NECESSARIE A SAPERSI DAL CRISTIANO"; CAPO I. Delle virtù principali; 5. - Della Tradizione

La Tradizione è la parola di Dio non scritta, ma comunicata a viva voce da Gesù Cristo dagli Apostoli, e giunta inalterata, di secolo in secolo per mezzo della Chiesa fino a noi.I suoi insegnamenti si trovano principalmente nei decreti dei Sacri Concili, negli scritti dei Santi Padri e Dottori della Chiesa, negli atti ufficiali solenni della Santa Sede, nelle parole e negli elementi costitutivi della Sacra Liturgia Cattolica.La Tradizione deve essere considerata fonte della Rivelazione divina al

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CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; PARTE V: "DELLE VIRTÙ PRINCIPALI E DI ALTRE COSE NECESSARIE A SAPERSI DAL CRISTIANO"; CAPO I. Delle virtù principali; 4. - Della Sacra Scrittura.

Le verità che Dio ha rivelato si contengono nella Sacra Scrittura e nella Tradizione. La Prima è la collezione dei libri scritti dai Profeti ed Agiografi, dagli Apostoli, e dagli Evangelisti per ispirazione dello Spirito Santo, e ricevuti dalla Chiesa come ispirati. Essa, inoltre, si divide in due parti: l'Antico e il Nuovo Testamento.Il Primo contiene i libri ispirati, scritti prima della venuta di Gesù Cristo. Il Nuovo quelli scritti dopo la venuta di Gesù Cristo.La Sacra Scrittura si chiama c

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Valerio

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; PARTE V: "DELLE VIRTÙ PRINCIPALI E DI ALTRE COSE NECESSARIE A SAPERSI DAL CRISTIANO"; CAPO I. Delle virtù principali; 3. - Dei misteri.

Non è possibile per noi comprendere tutte le verità della Fede, perché alcune di esse sono misteri, ovvero verità superiori alla ragione in cui bisogna credere anche se non si è grado di capirle pienamente.Lo si deve fare, perché li ha rivelati Dio stesso, che essendo Verità e Bontà infinita non può ingannarsi né ingannare.I misteri sono superiori, ma non contrari alla ragione; è anzi la stessa ragione che ci persuade ad ammettere i misteri, questo perché è lo stesso Dio che ci ha dato il lume d

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CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; PARTE V: "DELLE VIRTÙ PRINCIPALI E DI ALTRE COSE NECESSARIE A SAPERSI DAL CRISTIANO"; CAPO I. Delle virtù principali; 2. - Della Fede.

La Fede e una virtù soprannaturale, infusa da Dio nell'anima nostra, per la quale noi, appoggiati all'autorità di Dio stesso, crediamo esser vero tutto quello che Egli ha rivelato, e che per mezzo della Chiesa ci propone a credere.Noi sappiamo le verità rivelate da Dio per mezzo della santa Chiesa che, in sè, è infallibile; cioè, per mezzo del Papa, successore di san Pietro, nell'esercizio supremo della sua Autorità di Vicario di Cristo e Sommo Pastore del popolo dei fedeli, e del Sacro Minister

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Valerio

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; PARTE V: "DELLE VIRTÙ PRINCIPALI E DI ALTRE COSE NECESSARIE A SAPERSI DAL CRISTIANO"; CAPO I. Delle virtù principali; 1. - Delle virtù teologali.

La virtù è una qualità dell'anima, per la quale si ha propensione, facilità e prontezza a conoscere ed operare il bene. Le principali virtù soprannaturali sono sette: cioè tre teologali e quattro cardinali. Le virtù teologali sono: la Fede, la Speranza e la Carità. Si chiamano virtù teologali, perché hanno Dio per oggetto immediato e principale, e ci sono infuse da Lui. Hanno Dio per oggetto immediato, perché con la Fede noi crediamo in Dio, e crediamo tutto ciò che Egli ha rivelato; con la Sp

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Valerio

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; Parte terza; DEI COMANDAMENTI DI DIO E DELLA CHIESA; CAPO I; DEI COMANDAMENTI DI DIO IN GENERALE

I comandamenti della legge di Dio sono dieci. Io sono il Signore Iddio tuo: 1. Non avrai altro Dio avanti di me. 2. Non nominare il nome di Dio invano. 3. Ricordati di santificare le feste. 4. Onora il padre e la madre. 5. Non ammazzare. 6. Non fornicare. 7. Non rubare. 8. Non dire falsa testimonianza. 9. Non desiderare la donna d'altri. 10. Non desiderare la roba d'altri. I comandamenti di Dio hanno questo nome perché lo stesso Dio li ha impressi nell'anima di ogni uo

Valerio

Valerio

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; Parte terza; Capo V; "Dei doveri del proprio stato" e "Dei consigli evangelici"

Per doveri del proprio stato s'intendono quelle particolari obbligazioni che ciascuno ha per causa dello stato, della condizione e dell'officio in cui si trova.Dio stesso ha imposto ai vari stati i particolari loro doveri, perché questi derivano da' suoi divini comandamenti.Nel quarto comandamento sotto il nome di padre e madre, s'intendono anche tutti i nostri superiori, e perciò da quel comandamento derivano tutti i doveri di obbedienza, di amore e di rispetto degli inferiori verso i loro supe

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Valerio

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; Parte terza; CAPO IV; 5. Del quarto precetto della Chiesa: "Pagar le decime dovute alla Chiesa"; 6. Del quinto precetto della Chiesa: "Non celebrare le nozze nei tempi proibiti".

Il quarto precetto si osserva col pagare quelle offerte o prestazioni che sono state stabilite per riconoscere il supremo dominio che Iddio ha sopra tutte le cose, e per provvedere all'onesta sussistenza de' suoi ministri.Le decime si devono pagare di quelle cose e in quel modo che porta la consuetudine dei luoghi.Nel quinto precetto la Chiesa non vieta la celebrazione del sacramento del Matrimonio, ma soltanto la solennità delle nozze dalla prima domenica dell'Avvento sino all'Epifania, e dal p

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Valerio

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; Parte terza; CAPO IV; 4. Del terzo precetto della Chiesa: "Confessarsi almeno una volta l'anno alla Pasqua di risurrezione"no e comunicarsi almen

Con le parole del terzo precetto la Chiesa obbliga tutti i cristiani, che sono giunti all'uso di ragione, ad accostarsi almeno una volta l'anno al sacramento della Penitenza.Il tempo più opportuno per soddisfare al precetto della Confessione annuale è la Quaresima secondo l'uso introdotto ed approvato da tutta la Chiesa.Essa dice "almeno", per farci conoscere il suo desiderio che ci accostiamo più spesso ai santi sacramenti.E' cosa utilissima confessarsi spesso, massimamente perché è difficile c

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Valerio

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; Parte terza; CAPO IV; 3. Del secondo precetto della Chiesa: "Digiunare i giorni comandati"

Il secondo precetto della Chiesa, con le parole: Digiunare i giorni comandati, ci ordina di osservare il digiuno e l'astinenza dalle carni il Mercoledì delle Ceneri ed il Venerdì Santo, la sola astinenza dalle carni tutti gli altri venerdì dell'anno, in particolare in quelli di Quaresima.Il digiuno consiste nel fare un solo pasto al giorno ed un po' di refezione alla sera per chi svolge attività faticose nella giornata. L'obbligo del digiuno, oltre all'astinenza dalle carni, è per chi ha compiut

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CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; Parte terza; CAPO IV; 2. Del primo precetto della Chiesa: "Udir la Messa tutte le domeniche e le altre feste comandate"

Il primo precetto della Chiesa ci ordina di assistere devotamente alla Santa Messa in tutte le domeniche e nelle altre feste di precetto."Domenica" vuol dire giorno del Signore, cioè giorno specialmente consacrato al divino servizio.Nel primo comandamento della Chiesa si fa menzione speciale della domenica, perché essa è la festa principale presso i cristiani come il sabato era festa principale presso gli ebrei, istituita da Dio stesso.La Chiesa ha istituito anche le feste di nostro Signore, del

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Valerio

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; Parte terza; CAPO III; 6. Del decimo comandamento: "Non desiderare la roba d'altri"

Il decimo comandamento ci proibisce il desiderio di privare altri della loro roba e il desiderio di acquistar roba con mezzi ingiusti.Dio ci proibisce tali desideri sregolati, perché Egli vuole che noi anche internamente siamo giusti e ci teniamo sempre più lontani dalle opere ingiuste.Il decimo comandamento ci ordina di contentarci dello stato in cui Dio ci ha posti e di soffrire con pazienza la povertà, quando Iddio ci voglia in tale stato.Il cristiano può essere contento anche nello stato di

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CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; Parte terza; CAPO III; 5. Dell'ottavo comandamento: "Non dire falsa testimonianza"

L'ottavo comandamento di proibisce di dire falsità, la mormorazione, la calunnia, l'adulazione, il giudizio ed il sospetto temerario ed ogni sorta bugia.La mormorazione è un peccato che consiste nel manifestare, senza giusto motivo, i peccati e difetti altrui.La calunnia è un peccato che consiste nell'attribuire malignamente al prossimo colpe e difetti che non ha.L'adulazione è un peccato che consiste nell'ingannare taluno col dire falsamente bene di lui o di altri, allo scopo di averne vantaggi

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CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; Parte terza; CAPO III; 4. Del settimo comandamento: "Non rubare"

Il settimo comandamento proibisce di prendere e di ritenere ingiustamente la roba altrui e di recar danno al prossimo nella roba in qualunque altro modo.Rubando si pecca contro la giustizia, e si fa ingiuria al prossimo, prendendo e ritenendo contro il suo diritto e la sua volontà ciò che gli appartiene.Si può prendere la roba degli altri senza fare peccato solo quando il padrone non fosse contrario, oppure in caso di estrema necessità, prendendo solo quanto è strettamente necessario per soddisf

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Valerio

CATECHISMO DELLA DOTTRINA CRISTIANA; Parte terza; CAPO III; 3. Del sesto e del nono comandamento: "Non fornicare"; "Non desiderare la donna d'altri"

Il sesto comandamento ci proibisce ogni atto, ogni sguardo, ogni discorso contrario alla castità, e l'infedeltà nel matrimonio.Il nono comandamento proibisce espressamente ogni desiderio contrario alla fedeltà che i coniugi si sono giurata nel contrarre matrimonio; e proibisce pure ogni colpevole pensiero o desiderio di azione vietata dal sesto comandamento.L'impurità è un peccato gravissimo ed abominevole innanzi a Dio ed agli uomini; avvilisce l'uomo alla condizione dei bruti, lo trascina a mo

Valerio

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