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USQUE AD EFFUSIONEM SANGUINIS; Le 16 eroiche carmelitane martiri di Compiegne

Articolo di Paolo Risso, pubblicato su "Il Settimanale di Padre Pio" nel novembre del 2016. "La “dichiarazione dei diritti dell’uomo”, promulgata in base ai principi di “libertà, uguaglianza e fraternità” senza Dio e contro Dio, a Parigi il 26 luglio 1789, all’inizio della Rivoluzione francese, condusse subito alla proibizione di offrire a Dio i voti e alla soppressione degli Ordini religiosi. Secondo i rivoluzionari, non può essere libero chi si consacra a Dio con i voti – sicuramente vi è

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Sulla necessità imprescindibile del Battesimo

Un'intenzione di preghiera fondamentale è quella in favore di anime verso le quali ogni battezzato dovrebbe sentirsi in debito e per le quali deve sentirsi in dovere di soddisfare ed espiare, per compensare ciò che è mancante. Sono anime innocenti che meritano amore e sollecitudine in modo speciale.La Beata Anna Caterina Emmerick (1774-1824), la mistica tedesca dell’Ordine di sant’Agostino, nei suoi scritti “Visioni e rivelazioni”, ci riferisce di una giovane contadina che diede alla luce suo fi

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STORIA DI UN'ANIMA (Santa Teresina di Lisieux); Paragrafi: 25 - 30

25 –Ecco un brano di una lettera di Mamma che le mostrerà Celina dolce e me cattiva: «La mia Celina è proprio disposta alla virtù, è il sentimento intimo del suo essere, ha un’anima candida ed ha orrore del male. Quanto al furicchio, non si sa come butterà. E un cosino tanto piccino e tanto stordito! E anche più intelligente di Celina, ma meno dolce assai, e soprattutto di un’ostinazione quasi invincibile; quando dice no, niente da fare; la metti in cantina tutta una giornata, lei ci

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STORIA DI UN'ANIMA (Santa Teresina di Lisieux) 6-10

6 –Ho capito anche un'altra cosa: l'amore di Nostro Signore si rivela altrettanto bene nell'anima più semplice la quale non resista affatto alla grazia, quanto nell'anima più sublime; in realtà, è proprio dell'amore umiliarsi, e se tutte le anime somigliassero ai santi Dottori, i quali hanno rischiarato la Chiesa con i lumi della loro dottrina, parrebbe che Dio misericordioso non discendesse abbastanza per raggiungerli; ma egli ha creato il bimbo il quale non sa nulla e si esprime soltanto con

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STORIA DI UN'ANIMA (Santa Teresina di Lisieux) 21-24

21 –Ero fierissima delle mie sorelle grandi, ma quella che era il mio ideale di bimba, era Paolina... Quando cominciai a parlare, se Mamma mi domandava: «A che pensi?» la risposta non cambiava mai: «A Paolina». Un'altra volta lasciavo scorrere il ditino sui vetri e dicevo: «Scrivo: Paolina! ...». Spesso udivo dire che Paolina certamente si sarebbe fatta religiosa: allora pensavo, senza sapere bene di che si trattasse: «Sarò religiosa anch'io». Quello è uno dei miei primi ricordi, e da allora non

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STORIA DI UN'ANIMA (Santa Teresina di Lisieux) 16-20

16 –"M'è accaduta un'avventura curiosa ultimamente con la piccina. Ho l'abitudine di andare alla Messa delle cinque e mezzo, nei primi giorni non osavo lasciarla, ma vedendo che non si svegliava mai, ho finito per decidermi. La metto nel letto mio, e accosto la culla in modo che lei non possa cadere. Un giorno dimentico di avvicinare la culla. Ritorno, la piccina non c'è più: nello stesso attimo odo uno strilletto, guardo, la vedo seduta sopra una seggiola accanto al letto, con la testina appogg

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STORIA DI UN'ANIMA (Santa Teresina di Lisieux) 11-15

11 –Il fiore che racconta qui la sua storia si rallegra perché farà conoscere le premure tutte gratuite di Gesù; non ha niente lui –e lo sa bene –che possa attrarre lo sguardo di Dio, ed anche sa che la sola misericordia divina ha fatto tutto il buono esistente in lui. L'ha fatto nascere in una terra santa, e quasi permeata da un profumo verginale. L'ha fatto precedere da otto gigli sfolgoranti di candore. Nel suo amore, ha voluto preservare il fiore umile dal soffio velenoso del mondo; stavano

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STORIA DI UN'ANIMA (Santa Teresina di Lisieux) 1-5

1 –A lei, Madre mia cara, a lei che mi è due volte madre confido la storia dell'anima mia... Quando lei mi chiese di farlo, pensai: il cuore si dissiperà, occupandosi di se stesso; ma poi Gesù mi ha fatto sentire che, obbedendo con semplicità, avrei fatto piacere a lui; del resto, faccio una cosa sola: comincio a cantare quello che debbo ripetere eternamente: «Le misericordie del Signore!».2 –Prima di prendere la penna, mi sono inginocchiata davanti alla statua di Maria (quella che ci ha offerto

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Solo l'amore di Dio è perfetto

"Il cuore mio sensibile e affettuoso si sarebbe dato facilmente se avesse trovato un altro cuore atto a capirlo. Cercai di fare amicizia con le bambine dell'età mia, soprattutto con due, volevo loro bene, e da parte loro esse mi amavano quanto sapevano e potevano; ma ahimè! com'è angusto e volubile il cuore delle creature! Ben presto vidi che il mio affetto non era compreso. Una delle amiche dovette rientrare in famiglia, e tornò qualche mese dopo; durante la sua assenza io avevo pensato a lei c

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SANTA VERONICA GIULIANI E LA PREGHIERA PER I SACERDOTI PECCATORI

Nostro Signore Gesù e la sua Santissima Madre, attraverso le visioni e le rivelazioni private concesse a Santa Veronica Giuliani nelle sue estasi mistiche, ci mostrano quanto siano gravi e penose per il nostro divin Salvatore, le colpe commesse dai consacrati. Moltissimi sacerdoti, religiosi, religiose, confessori e sacri ministri, vanno purtroppo all'inferno per i loro abominevoli peccati. Essi commettono sacrilegi, profanazioni, consacrano il Corpo e il Sangue di Cristo trattandolo come se ne

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SANTA TERESINA DI LISIEUX: LA PERFETTA FELICITÀ NELLA SOFFERENZA (PARTE 1)

La sofferenza è caratteristica della condizione umana macchiata dal peccato originale. Il Signore Gesù ce ne ha rivelato il senso, mostrandocelo in prima persona col farsi l'"Uomo dei dolori", per essere nostro Modello e nostra Via. Come ulteriore monito ed incoraggiamento ci ha dato mirabili esempi di persone elevate che lo hanno seguito, in modo eroico, nell'accogliere ed amare il dolore come strumento di santificazione per sé e per il prossimo, e dimostrazione del distacco dalle gioie del mon

Santa Teresa d'Avila Sublime modello di amore totale per Cristo e di vita religiosa in spirito cavalleresco

"Santa Teresa nasce ad Avila, nella vecchia Castiglia, il 28 marzo del 1515. E’ figlia dei nobili don Alfonso de Cepeda e donna Beatrice de Ahumada. Nella sua vita si possono individuare tre grandi periodi: il primo costituito dai venti anni trascorsi nella casa paterna; il secondo inizia nel 1535 con l’entrata nel monastero dell’Incarnazione; e il terzo inizia nell’anno 1562 allorquando diventa fondatrice di monasteri. Nel primo periodo ella visse soprattutto ad Avila. Condusse una vita da

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Santa Maria Maddalena de Pazzi e il Preziosissimo Sangue di Gesù

Nel corso della sua vita Santa Maria Maddalena de Pazzi (1566-1607), nata da una nobile famiglia fiorentina e divenuta carmelitana all'età di 16 anni, ha ricevuto numerose e lunghe estasi ed immense grazie come lo scambio del suo cuore con quello di Gesù, le stigmate invisibili e i colloqui con la Santissima Trinità. Nonostante tutto ha sempre continuato a svolgere con umiltà e zelo instancabile i suoi doveri di monaca, nella quotidianità, conducendo una vita nascosta di preghiera, abnegazione e

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SANTA MARIA GORETTI, MARTIRE DELLA PUREZZA

Maria Goretti salì al Cielo il 6 luglio del 1902, all'età di dodici anni, con la Corona di vergine e di martire, uccisa per aver voluto proteggere la sua castità. Il Papa Pio XII la canonizzò il 24 giugno del 1950 davanti ad una moltitudine di fedeli che gremiva Piazza San Pietro e che comprendeva anche la madre della piccola, i suoi fratelli e persino il suo assassino pentito. Riportiamo alcuni estratti del discorso tenuto dal Sommo Pontefice in quell'occasione: "Venerabili Fratelli e

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Santa Elisabetta d'Ungheria La perfezione della vita cristiana nel ruolo di moglie e regina

"Santa Elisabetta di Ungheria è una dei tanti santi che sono riusciti a raggiungere la perfezione nella vita cristiana appartenendo all’aristocrazia e svolgendo ruoli regali. Era infatti una regina. Una regina, però, che scopriva nella fedeltà a Cristo tutto il suo essere e il fine del proprio ruolo: di regina e di moglie. Il suo concepire il governo come manifestazione di “servizio” la portava anche a compatire i disagi dei poveri che continuamente decise di assistere e di aiutare. Ecco i

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SANTA CATERINA DA SIENA CONTRO IL PECCATO IMPURO CONTRO NATURA

La grande Santa Caterina da Siena, mistica e Dottore della Chiesa, Patrona d'Italia e Compatrona d'Europa, teologa e maestra di spiritualità, nel "Dialogo della divina Provvidenza", in cui raccoglie gli insegnamenti ricevuti da Gesù stesso, riporta le parole che Egli le disse riguardo al peccato impuro contro natura ed a coloro che lo praticano: «Non solo essi hanno quell’immondezza e fragilità, alla quale siete inclinati per la vostra fragile natura (benché la ragione, quando lo vuole il libero

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Sant'Atanasio ai cristiani che soffrivano sotto l'eresia ariana che era dilagata nella Chiesa Cattolica. Parole limpide anche per i fedeli del nostro tempo, spesso perseguitati all'interno della stessa Chiesa.

"Che Dio vi consoli!Quello che rattrista è il fatto che gli altri hanno occupato le chiese con violenza, mentre in questo periodo voi vi trovate fuori. E' un dato di fatto che essi hanno la sede, ma voi avete la fede apostolica. Possono occupare le nostre chiese, ma sono al di fuori della vera fede. Voi rimanete al di fuori dei luoghi di culto, ma la fede abita in voi. Vediamo: che cosa è più importante, il luogo o la fede? La vera fede, ovviamente. Chi ha perso e chi ha vinto in questa lotta? C

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SAN VALENTINO VESCOVO E MARTIRE

S. Valentino, prete della Chiesa Romana; si era dedicato in modo particolare, assieme a S. Mario e alla propria famiglia, al servizio dei martiri imprigionati sotto l'imperatore Claudio II. Valentino nacque a Interamna Nahars attuale Terni da una famiglia patrizia nel 176, fu poi convertito al cristianesimo e consacrato vescovo di Terni nel 197, a soli 21 anni. Il suo zelo non poteva passare inosservato ai pagani. Fu cercato ed arrestato. I soldati, dopo averlo malmenato,

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San Pio da Pietralcina c'insegna cos'è davvero la Santa Messa.

La Messa non è un banchetto, un convito, un'assemblea o un ritrovo festoso, non è un momento di allegria, di svago o intrattenimento. Essa è realmente e sostanzialmente lo stesso Sacrificio della Croce di Nostro Signore Gesù Cristo, che si rinnova incruentemente, ma sostanzialmente, riofferto da Cristo Stesso al Padre, per mezzo del sacerdote, per la nostra salvezza e donato a noi nel Suo Corpo e nel Suo Sangue per la vita eterna. L'Eucarestia è stato il centro di tutta la vita di Padre Pio, d

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San Giuseppe, sommo esempio di fede e virtù

Tra i tantissimi venerabili santi che si sono succeduti nei secoli, ve n'è uno che purtroppo, sovente, è trascurato o sottovalutato, eppure, dopo la Madonna è assolutamente il più grande. Si tratta di San Giuseppe, al quale l'Eterno Padre affidò il suo Figliuolo diletto, lo Spirito Santo la sua purissima Sposa, e Maria Vergine tutti i tesori della sua Verginità. Tali doni supremi egli ha sempre custodito e curato con incomparabile rettitudine e virtù. Il suo cuore era un braciere ardent

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SAN GIUSEPPE MOSCATI CI INCORAGGIA AD AMARE E DIFENDERE SEMPRE LA VERITA' DELLA FEDE CATTOLICA, DIMOSTRANDO LA NOSTRA FEDELTA' AD ESSA SENZA PAURA, A QUALUNQUE COSTO

«Ama la verità; mostrati qual sei, e senza infingimenti e senza paure e senza riguardi. E se la verità ti costa la persecuzione, e tu accettala; e se il tormento, e tu sopportalo. E se per la verità dovessi sacrificare te stesso e la tua vita, e tu sii forte nel sacrificio». Biglietto scritto da Giuseppe Moscati il 17 ottobre 1922

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San Giovanni Bosco. Il serpente e il Rosario

Nel febbraio del 1848 il marchese Roberto d’Azeglio, amico personale di Carlo Alberto e senatore del Regno, onorò l’Oratorio di Don Bosco di una sua visita. Il Santo lo accompagnò a visitare tutta la casa. Il marchese espresse la sua viva compiacenza, ma con una riserva. Definì tempo perduto quello occupato a recitare il Rosario. — Lasci — disse — di far recitare quell’anticaglia di 50 Ave Maria infilzate una dopo l’altra. — Ebbene — rispose Don Bosco —, io ci tengo molto a tale pratica; e s

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SAN GIOVANNI BOSCO INCONTRA IN SOGNO SUA MADRE

Nell'Agosto del 1860 San Giovanni Bosco fece un sogno in cui, mentre tornava dall'oratorio, incontrò sua madre, morta quattro anni prima. Il suo aspetto era bellissimo. Figuratevi l'emozione che provò: "Voi qui, o madre, esclamò, ma non siete già morta?"; - "Sono morta, ma vivo", gli rispose la madre; - "E siete felice?" - "Felicissima". Il venerabile Servo di Dio allora le domandò se fosse volata subito in cielo dopo la morte, ed essa rispose di no; le domandò conto di alcuni giovanetti

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SAN GERARDO MAIELLA; La paziente carità nella prova

San Gerardo Maiella (1726-1755) nacque da un'umile famiglia di Muro Lucano. Fin da ragazzino aveva ardentemente desiderato entrare nell'Ordine dei Redentoristi, ma ebbe molte difficoltà, perché non disponeva di dote. Quando infine ce la fece la sua gioia fu immensa. Accadde, però, dopo qualche tempo, che si trovò a dover affrontare la più grande prova della sua vita. Una certa Nerea Caggiano lo calunniò presso i suoi (di San Gerardo) superiori, accusandolo di avere una morbosa relazione lussurio

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SAN FRANCESCO DI SALES E LE API

"Il 26 agosto 1606 S. Francesco di Sales si portò a visitare la Chiesa di S. Giovanni di Tolome: affaticato dal viaggio si assise presso una fonte, e mentre parlava ai presenti della stan­chezza di Gesù, del suo riposo presso il pozzo di Giacobbe, dell’arrivo della Samaritana, ecc., uno sciame di api lo cir­condò, posandoglisi sul capo e sulle spalle. Il Santo rimase im­mobile; i suoi familiari volevano scacciarle, ma un vecchio con­tadino lo impedì e disse: “State fermo, Monsignore, non le scac

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